Xeon MP: Intel allarga la famiglia delle proprie cpu server

Xeon MP: Intel allarga la famiglia delle proprie cpu server

Il colosso americano lancia una nuova famiglia di processori Xeon per sistemi a 4 e più vie, introducendo un nuovo concetto di piattaforma nella quale oltre alle cpu spicca il nuovo chipset

di Paolo Corsini pubblicata il , alle 21:24 nel canale Processori
Intel
 

Intel ha ufficialmente introdotto quest'oggi le nuove cpu della famiglia Xeon MP, pensate per sistemi server che possano operare con un massimo di 32 processori alla volta. Queste cpu si distinguono da quelle Xeon DP proprio per il numero massimo di processori utilizzabili contemporaneamente, che nelle versioni DP si limita a 2 come il nome lascia facilmente suggerire (DP = Dual Processor).

Assieme ai nuovi processori, distinti a loro volta in due diverse famiglie, Intel introduce un'intera nuova piattaforma, continuando quell'approccio fatto non tanto di processori quanto di piattaforme complete che ha avuto il suo inizio con il debutto della piattaforma Centrino, per sistemi notebook, nella primavera del 2003.

I nuovi processori si presentano in due distinte tipologie, note con i nomi in codice di Potomac e Cranford; la differenza è data dalla presenza, nella prima famiglia di processori, di cache di terzo livello, come chiaramente indicato dallo schema seguente:

Xeon MP Potomac

  • 3.33 GHz / 8MB L3 cache - 3.586 dollari
  • 3.00 GHz / 8MB L3 cache - 1.923 dollari
  • 2.83 GHz / 4MB L3 cache - 1.143 dollari

Xeon MP Cranford

  • 3.66 GHz / 1MB L2 cache - 936 dollari
  • 3.16 GHz / 1MB L2 cache - 702 dollari

Le cpu Cranford sono sprovviste di cache L3 ma operano con una frequenza di clock massima più elevata, pari a 3,66 GHz contro i 3,33 GHz delle cpu Potomac.  Tutte le nuove cpu sono costruite con processo produttivo a 0.09 micron e integrano supporto alla tecnologia Intel EM64T, pertanto sono capaci di sfruttare ed avantaggiarsi appieno di applicazioni e sistema operativo a 64bit. I prezzi indicati, come abitudine in questi casi, si riferiscono a lotti di 1.000 processori e quindi presumibilmente risulteranno essere leggermente più bassi rispetto a quelli effettivamente praticati sul mercato.

Il chipset E8500, introdotto da Intel quale cuore della nuova piattaforma Xeon MP, vanta alcune nuove soluzioni tecniche estremamente interessanti. Innanzitutto, il bus di sistema è stato portato a 667 MHz di clock partendo da una frequenza originaria di 400 MHz; quale diretta conseguenza la bandwidth massima teorica del bus è aumentata da 3,2 Gbytes al secondo a 5,3 Gbytes. Non solo: Intel ha introdotto un'architettura con due distinti bus paralleli, ciascuno dei quali è in grado di supportare due processori fisici contemporaneamente: questo permette di avere un bus dedicato a 5,3 Gbytes al secondo per ogni coppia di processori, consentendo una buona scalabilità delle prestazioni nel momento in cui questi aumentano di numero passando da 2 a 4.

xeon_dual_bus.gif (36109 bytes)

Per sfruttare al meglio il nuovo bus di sistema, Intel ha introdotto il supporto alla memoria DDR-2 400 con questa nuova piattaforma, permettendo di sfruttare i benefici di questa tecnologia di memoria per quanto riguarda l'inferiore consumo rispetto alle memorie DDR tradizionali. Il controller memoria è di tipo Quad Channel, soluzione che permette un raddoppio della bandwidth massima teorica rispetto alle tradizionali architetture Dual Channel attualmente in uso.
Questa piattaforma è pensata da Intel anche in prospettiva futura: con essa, infatti, il produttore americano pone le basi per il supporto alla prossima generazione di processori Xeon MP dotati di architettura Dual Core, che verranno presumibilmente introdotti sul mercato a partire dal prossimo anno.

La nuova piattaforma, inoltre, introduce ufficialmente anche il supporto alla Vanderpool Technology, la tecnologia di virtualizzazione che verrà introdotta solo con prossime versioni di processore Xeon MP. Sin d'ora, tuttavia, chi acquista un sistema di questo tipo basato sulla nuova piattaforma Xeon si può assicurare il supporto alla tecnologia Vanderpool nel momento in cui verranno rilasciate cpu Xeon dotate di tale funzionalità in hardware.

Da segnalare, infine, alcune interessanti funzionalità che Intel ha implementato in questa nuova piattaforma, con l'obiettivo di differenziarla maggiormente con quella Xeon DP non solo sul piano del supporto al tipo di processori. Segnaliamo quindi le tecnologie Memory Raid e Memory Hot Swap, con le quali è possibile avere una superiore salvaguardia dei dati e garantire che il sistema possa continuare a funzionare anche in presenza di malfunzionamenti a livello della memoria.

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11 Commenti
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Hal200129 Marzo 2005, 22:20 #1
Originariamente inviato da Paolo Corsini
Memory Raid e Memory Hot Swap


Dove è possibile reperire maggiori informazioni riguardo queste tecnologie?
Lucrezio29 Marzo 2005, 23:07 #2
...Sorprendente!
Hanno fatto passi da gigante sulla carta!
Non vedo l'ora di leggere una recensione di confronto con gli opteron 8xx!
frankie29 Marzo 2005, 23:36 #3
doppio bus... han capito che il limite è quello
khael30 Marzo 2005, 00:14 #4
Spettacolari
Memory Raid e Memory Hot Swap
Cioe' che si aggiungono ram a caldo?!?
Memory raid?
fare raid cn 2 moduli di ram...
ovvero usarne 2 come se fossero uno ma sfruttando il doppio?!?
nn mi quadra..
mettiamo che ho da allocare 100mb..
ne mette 50 su uno e 50 su un altro...
dovrebbe far prima giusto?
se fai raid 1 fa la copia della ram..
ma nn ha molto senso....
BOH!
Hal200130 Marzo 2005, 00:22 #5
Originariamente inviato da frankie
doppio bus... han capito che il limite è quello


Il limite è anche lì. Ad ogni modo mi è sembrato di capire che è solo per le versioni MP, le più comuni Dual Processor rimarranno così ancora a lungo?
aceto87630 Marzo 2005, 08:04 #6
il dual channel è una sorta di raid 0 nella memoria.(in effetti il raid 0 non dovrebbe avrere la r daro che non è ridondante). Immagino che si tratti quindi di un array ridondante a favore della protezione dei dati immagazzinati per applicazioni critiche
ally30 Marzo 2005, 09:04 #7
...forse la tecnologia per implementare delle memorie hot swap deve passare per la ridondanza di banchi e quindi un fantomatico Raid Ram...
dariocescon30 Marzo 2005, 13:30 #8
--Memory Raid e Memory Hot Swap, con le quali è possibile avere una superiore salvaguardia dei dati e garantire che il sistema possa continuare a funzionare anche in presenza di malfunzionamenti a livello della memoria.--

Deve essere appunto una sorta di backup della ram in tempo reale.
In effetti se 2 banchi funzionassero in parallelo come "raid 0", non ci sarebbe sicurezza: se su 100MB storizzati, 50 sono da una parte e 50 dall'altra, in caso di malfunzionamento di un banco, sai che sicurezza...
ilGraspa30 Marzo 2005, 14:02 #9
Originariamente inviato da aceto876
in effetti il raid 0 non dovrebbe avrere la r daro che non è ridondante

Se è per questo in molti server non ci dovrebbe essere neanche la "i": non è che lo scsi sia proprio "inexpensive"...
Questo ovviamente escludendo il fiber chennel
flisi7131 Marzo 2005, 10:50 #10
Originariamente inviato da dariocescon
--Memory Raid e Memory Hot Swap, con le quali è possibile avere una superiore salvaguardia dei dati e garantire che il sistema possa continuare a funzionare anche in presenza di malfunzionamenti a livello della memoria.--
...


Sono RAID1 e sostituzione della memoria a caldo.
Tra l'altro le macchine IBM x445 lo implementano già da tempo con il loro chipset proprietario.

Ciao

Federico

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