Un processore con 192 core per il settore cloud: AMD e Intel, la concorrenza si chiama AmpereOne
Core completamente custom, 128 linee PCIe 5.0, controller DDR5 a 8 canali e fino a 192 core per AmpereOne, la nuova famiglia di CPU basate su ISA ARM di Ampere Computing. Il nuovo progetto, nato con il cloud in mente, sfida le proposte di casa Intel e AMD.
di Manolo De Agostini pubblicata il 19 Maggio 2023, alle 09:31 nel canale ProcessoriARMAmpere Computing
Ampere Computing, società statunitense che realizza processori basati su ISA ARM per il mondo del cloud computing, ha svelato maggiori dettagli sulla sua nuova roadmap, tra cui AmpereOne, il suo primo processore basato su core custom.
Al debutto entro l'anno, la nuova gamma di soluzioni prevede un massimo di 192 core prodotti con processo a 5 nanometri, all'interno di un progetto (Siryn) basato su tile che prevede anche die dedicati a I/O e memoria realizzati a 7 nanometri. "AmpereOne nasce per dare di più. Più core, più I/O, più memoria, più prestazioni, più funzionalità cloud", ha dichiarato Jeff Wittich, Chief Product Officer di Ampere.
Diversamente dalle offerte Intel Xeon e AMD EPYC, AmpereOne punta su un elevato numero di core dalle elevate prestazioni single-thread, capaci di garantire prestazioni costanti e prevedibili grazie a una frequenza di clock stabile e non dinamica (fino a 3 GHz). Ci troviamo di fronte a un design specializzato per il cloud, meno generico di quello dei player x86, infatti non c'è il supporto ad AVX-512, più usato in ambito HPC.
Con un minimo di 136 core e un massimo di 192, AmpereOne supera le precedenti famiglie Altra e Altra Max che si fermano rispettivamente a 80 e 128 core. Proprio per questo, Altra e Altra Max continueranno a rimanere sul mercato, almeno nel prossimo futuro.
Core a parte, tra le altre novità troviamo una cache per core raddoppiata a 2 MB, supporto alla memoria DDR5-4800 (8 canali, due DIMM per canale) e 128 linee PCIe 5.0. Il TDP si assesta tra 200 e 350W a seconda del modello. Con il supporto Bfloat16 si guarda anche al mondo dell'intelligenza artificiale. L'esatta composizione dell'offerta e i prezzi non sono stati comunicati al momento.
Parlando con la stampa a stelle e strisce, Ampere Computing ha fatto sapere che in un futuro non troppo distante arriverà una variante di AmpereOne con 12 canali di memoria DDR5. Quanto al core, ribattezzato A1, si parla di un mix di istruzioni ArmV8 e ArmV9. Oltre alla cache L2 privata da 2 MB per ogni core (384 MB totali su un chip da 192 core), ogni unità ha a disposizione 64 KB di cache L1 data e 16 KB di cache L1 instruction. Il chip conta anche su 64 MB di cache di sistema.

AmpereOne con 160 core vs AMD EPYC 9654 con 96 core - Clicca per ingrandire
Ampere Computing non ha parlato al momento del miglioramento sul fronte dell'IPC - istruzioni calcolate per ciclo di clock - di questo core custom, mentre ha confermato la presenza di un paio di unità vettoriali a 128 bit come nelle serie precedenti.
La società, fondata dall'ex presidente di Intel Renée James, sembra sicura dei propri mezzi e pronta a sovvertire lo status quo nel settore del cloud. Ce la farà? Difficile dirlo ora, ma tenendo conto della fondazione nel 2017 e la progressione degli ultimi anni, ci sono le premesse affinché si crei una concorrenza maggiore nel settore.
Va tuttavia ricordato che per società come Ampere, Intel e AMD rimane uno spauracchio l'interesse sempre maggiore di Google, Amazon e altri nella progettazione diretta di processori per i propri sistemi. Ad esempio, Amazon ha già realizzato diverse serie di soluzioni Graviton, e questo fatto potrebbe ridurre il mercato a disposizione dei produttori puri di CPU.













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3 Commenti
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" Ampere Computing ha fatto sapere che in un futuro troppo distante "e' un errorino comunque divertente, ma qualche pensionato potrebbe prenderla a male :-)
immagino dovrebbe essere:
" Ampere Computing ha fatto sapere che in un futuro NON troppo distante "
Oltre a questo, c'é Risc-V che continua la sua crescita e presto la accelererà se Softbank compie ulteriori passi falsi con ARM.
Sia Meta che Google hanno sviluppato chip basati su Risc-V e c'é tutto un ecosistema di progettisti di core, periferiche, aziende che fanno verifica e validazione di chip custom che rendono più semplice per le grosse aziende farsi sviluppare da terzi dei SoC su misura piuttosto che affidarsi a produttori puri di cpu.
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