TSMC stretta tra Cina e USA per la costruzione di nuove fabbriche

TSMC stretta tra Cina e USA per la costruzione di nuove fabbriche

La necessità di produrre sempre più semiconduttori per il mercato spinge TSMC ad espandere la propria capacità produttiva; dove questa si concretizzerà resta però ancora da capire, con gli USA che spingono dalla propria parte lontano dalla Cina

di pubblicata il , alle 11:21 nel canale Processori
TSMC
 

TSMC, azienda taiwanese che è il principale produttore di semiconduttori per conto terzi al mondo, è alle prese con i propri piani di espansione legati alla costruzione di nuove fabbriche in diverse aree del mondo. Questa spinta all'espansione della propria attività è legata sia al ciclo di vita delle fabbriche, e delle tecnologie produttive in esse sviluppate, sia alla forte domanda globale di semiconduttori.

Ben sappiamo come da molti mesi a questa parte il mercato sia alle prese con notevoli difficoltà nella produzione di molte tipologie di prodotti, per le quali scarseggiano i componenti. Sono in modo particolare proprio i semiconduttori ad essere disponibili in quantitativi insufficienti per far fronte alla domanda di mercato.

TSMC ha al momento due sedi produttive in Cina, a Shanghai e a Nanjing, per le quali sta pianificando una espansione. E' contro questo piano di espansione che, stando a quanto riportato dal sito Digitimes, sembra si stia scagliando gli Stati Uniti con l'obiettivo di spostare questi investimenti in aree lontane dalla Cina, magari proprio all'interno degli USA.

Non è ben chiaro se queste pressioni arrivino da clienti americani di TSMC, interessati ad avere produzione nella propria nazione così da ovviare a potenziali rischi di scontri commerciali tra USA e Cina, o se tutto questo sia stato originato direttamente dal governo americano.

TSMC è in trattative del resto per costruire una nuova fabbrica produttiva in Arizona, con la possibilità di espandere quest'ultima con altre 6 sedi produttive speculari (indicate con il nome di Gigafabs) in altre regioni del sud-ovest americano. Si tratterebbe di investimenti a dir poco ingenti, nell'ordine di 3,5 miliardi di dollari per ogni nuova fabbrica produttiva.

La scelta dell'azienda sembra essere più legata da considerazioni politiche e commerciali, piuttosto che da opportunità di business. Questa dinamica verso TSMC è specchio delle difficili relazioni commerciali, oltre che politiche, tra governo cinese e amministrazione USA. Il non dover dipendere dalla produzione di fabbriche posizionate all'interno del territorio cinese lascia maggiore spazio ai produttori non asiatici di potersi assicurare adeguata fornitura di componenti, a prescindere da eventuali e possibili blocchi frutto di contrapposizioni diplomatiche tra USA e Cina.

17 Commenti
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Ale55andr008 Luglio 2021, 13:22 #1
ci pensavo proprio stamane "ma perchè tsmc, visto che ètaiwanese e no ncinese, non apre al tre fab in giro per il mondo per soddifare i suoi clienti", magari prendendo accordi direttamente con le nazioni coinvolte per eventuali collaborazioni all'investimento e/o agevolazioni/incentivi
igiolo08 Luglio 2021, 13:55 #2
Originariamente inviato da: Ale55andr0
ci pensavo proprio stamane "ma perchè tsmc, visto che ètaiwanese e no ncinese, non apre al tre fab in giro per il mondo per soddifare i suoi clienti", magari prendendo accordi direttamente con le nazioni coinvolte per eventuali collaborazioni all'investimento e/o agevolazioni/incentivi


xkè è cinese
ma lei non lo sa
biometallo08 Luglio 2021, 14:00 #3
Originariamente inviato da: Ale55andr0
ma perchè tsmc, visto che ètaiwanese e no ncinese, non apre al tre fab in giro per il mondo per soddifare i suoi clienti


Ad una ricerca veloce:

[SIZE="3"]TSMC vuole espandersi negli Stati Uniti con altre cinque fonderie nei prossimi 3 anni[/SIZE] 04 Maggio 2021

Del resto l'accordo con TSMC è una delle vittorie di cui Trump è sempre andato fiero..

Mi permetto però di far notare anche queste dichiarazioni del fondatore di TSMC

https://www.scmp.com/tech/big-tech/...-industry-still


[COLOR="Red"]"[/COLOR]Chang ha affermato che anche gli Stati Uniti sono svantaggiati rispetto a Taiwan perché mancano ingegneri dedicati al settore della produzione di semiconduttori, aggiungendo che "il livello di dedizione degli Stati Uniti alla produzione non è assolutamente all'altezza di quello di Taiwan".
“Quello di cui ho bisogno in questo momento sono ingegneri, tecnici e operatori capaci e dedicati. E devono essere disposti a buttarsi nella produzione", ha detto. “Negli Stati Uniti, fare produzione non è popolare. Non è stato popolare per decenni".
Chang ha affermato che Samsung Electronics rimane il più grande rivale di TSMC nella produzione in outsourcing di wafer, aggiungendo che la Corea del Sud gode di molti degli stessi vantaggi di Taiwan, che includono la capacità di promuovere talenti di prim'ordine per il settore.
[COLOR="Red"]"[/COLOR]
CrapaDiLegno08 Luglio 2021, 14:06 #4
Originariamente inviato da: Ale55andr0
ci pensavo proprio stamane "ma perchè tsmc, visto che ètaiwanese e no ncinese, non apre al tre fab in giro per il mondo per soddifare i suoi clienti", magari prendendo accordi direttamente con le nazioni coinvolte per eventuali collaborazioni all'investimento e/o agevolazioni/incentivi

Credo che i motivi principali siano essenzialmente 2:
1. costi. Se TSMC va in Cina a dire che vuole aprire una mega fabbrica il governo Cinese li obbliga ad accettare un aiuto del 50% così che la fabbrica è per metà cinese ma a TSMC costa la metà (e stiamo parlando di cifre a 9 zeri, non noccioline).
Anche il costo dell'energia è importante, per cui non tutti i posti sono buoni.
Senza contare ovviamente la questione logistica e infrastrutture, visto che una mega fabbrica del genere necessita di rifornimenti continui E SICURI di materiale sia in ingresso che in uscita.

2. manodopera. Ora leggo che forse Intel vorrebbe aprire una fabbrica qui da noi. A parte la forzatura nell'interpretazione delle parole del CEO, ma come si può pensare che sia possibile fare una cosa del genere? A parte la questione burocrazia, superata la quale dopo un anno non sei ancora sicuro che un manipolo di "prebenisti" non ti fermi i cantieri in nome di una non meglio specificata motivazione ambientale (nonostante le autorizzazioni già ricevute), chi assumi per far funzionare una cosa del genere?
Mario l'idraulico e Peppino l'elettricista, quello che non fa fattura?
Quante persone CAPACI (realmente non solo sulla carta) esistono in Italia in grado di lavorare in un posto del genere dove precisione e rispetto rigoroso delle regole sono di fondamentale importanza?
E anche se trovassi un numero sufficiente di laureati o con un livello di istruzione adeguata non avrebbero alcuna specifica formazione per tale lavoro.
Servirebbe che venissero "maestranze" dall'estero con ovviamente costi maggiori.
Ora ho parlato dell'Italia come caso limite per evidenti impossibilità di fare una fabbrica del genere, ma anche in altri paesi le cose non sarebbero tanto diverse (burocrazia a parte).
E quando devi investire in un'opera che vuoi che vada in produzione il più presto possibile (2 o 3 anni, da noi i tempi di costruzione di un supermercato) dal costo di svariati 9 zeri, avere il dilemma di trovare il personale adeguato e in numero sufficiente non è una cosa secondaria.

Poi ovviamente rientrano tutta una serie di altre cose, come la stabilità sociale e le garanzie del lavoratore, per cui in paesi come la Cina (ma anche negli USA che tanto fanno quelli che difendono i diritti) assunzioni e licenziamenti in libertà sono cosa normale e garantiscono l'avere le persone "motivate" (per non dire sfruttate) ma anche più semplicemente non avere reali fannulloni ed incapaci tra i piedi a far più danni che contribuzione al lavoro complessivo.
E da noi (come in altre parti, ma da noi è ormai una cosa vergognosa) se hai la sfortuna di assumerli sei praticamente fregato e te li tieni con il rischio anche di perdere le cause civili per immotivato licenziamento o per mobbing se ti permetti di metterli da parte.

Praticamente si va dove già esistono le condizioni per realizzare queste "delicate" fabbriche dai costi spropositati senza tentare la fortuna avventurandosi in situazioni sconosciute o conosciute e avverse.
Piedone111308 Luglio 2021, 15:07 #5
Originariamente inviato da: CrapaDiLegno
Credo che i motivi principali siano essenzialmente 2:
1. costi. Se TSMC va in Cina a dire che vuole aprire una mega fabbrica il governo Cinese li obbliga ad accettare un aiuto del 50% così che la fabbrica è per metà cinese ma a TSMC costa la metà (e stiamo parlando di cifre a 9 zeri, non noccioline).
Anche il costo dell'energia è importante, per cui non tutti i posti sono buoni.
Senza contare ovviamente la questione logistica e infrastrutture, visto che una mega fabbrica del genere necessita di rifornimenti continui E SICURI di materiale sia in ingresso che in uscita.

2. manodopera. Ora leggo che forse Intel vorrebbe aprire una fabbrica qui da noi. A parte la forzatura nell'interpretazione delle parole del CEO, ma come si può pensare che sia possibile fare una cosa del genere? A parte la questione burocrazia, superata la quale dopo un anno non sei ancora sicuro che un manipolo di "prebenisti" non ti fermi i cantieri in nome di una non meglio specificata motivazione ambientale (nonostante le autorizzazioni già ricevute), chi assumi per far funzionare una cosa del genere?
Mario l'idraulico e Peppino l'elettricista, quello che non fa fattura?
Quante persone CAPACI (realmente non solo sulla carta) esistono in Italia in grado di lavorare in un posto del genere dove precisione e rispetto rigoroso delle regole sono di fondamentale importanza?
E anche se trovassi un numero sufficiente di laureati o con un livello di istruzione adeguata non avrebbero alcuna specifica formazione per tale lavoro.
Servirebbe che venissero "maestranze" dall'estero con ovviamente costi maggiori.
Ora ho parlato dell'Italia come caso limite per evidenti impossibilità di fare una fabbrica del genere, ma anche in altri paesi le cose non sarebbero tanto diverse (burocrazia a parte).
E quando devi investire in un'opera che vuoi che vada in produzione il più presto possibile (2 o 3 anni, da noi i tempi di costruzione di un supermercato) dal costo di svariati 9 zeri, avere il dilemma di trovare il personale adeguato e in numero sufficiente non è una cosa secondaria.

Poi ovviamente rientrano tutta una serie di altre cose, come la stabilità sociale e le garanzie del lavoratore, per cui in paesi come la Cina (ma anche negli USA che tanto fanno quelli che difendono i diritti) assunzioni e licenziamenti in libertà sono cosa normale e garantiscono l'avere le persone "motivate" (per non dire sfruttate) ma anche più semplicemente non avere reali fannulloni ed incapaci tra i piedi a far più danni che contribuzione al lavoro complessivo.
E da noi (come in altre parti, ma da noi è ormai una cosa vergognosa) se hai la sfortuna di assumerli sei praticamente fregato e te li tieni con il rischio anche di perdere le cause civili per immotivato licenziamento o per mobbing se ti permetti di metterli da parte.

Praticamente si va dove già esistono le condizioni per realizzare queste "delicate" fabbriche dai costi spropositati senza tentare la fortuna avventurandosi in situazioni sconosciute o conosciute e avverse.


Guarda che in Italia e Germania esistono gia fonderie, e non mi sembra che ci siano problemi di sorta.
Il problema piuttosto è dell'approvigionamentao delle terre rare e delle carote.
Tutto il resto sono cose limitate alle realtà USA.
Se poi non hai una tradizione dietro ( come in ogni altro lavoro) devi prima formare per bene il personale e successivamente andare a regime.
CrapaDiLegno08 Luglio 2021, 16:57 #6
Originariamente inviato da: Piedone1113
Guarda che in Italia e Germania esistono gia fonderie, e non mi sembra che ci siano problemi di sorta.
Il problema piuttosto è dell'approvigionamentao delle terre rare e delle carote.
Tutto il resto sono cose limitate alle realtà USA.
Se poi non hai una tradizione dietro ( come in ogni altro lavoro) devi prima formare per bene il personale e successivamente andare a regime.


In Germania hanno le fonderie (ex AMD), ma qui da noi che abbiamo?
Le carote le fanno anche qui in Italia.

Ma il problema non è "la carota al mese" o i 100 occupati in tutta Italia nelle 2 fonderie che producono 4 wafer al mese.
Si parla di una scala ben diversa rispetto al nulla che di fatto abbiamo.
Il problema è avere personale formato in quantità (migliaia di persone), avere una filosofia di lavoro diversa (non si può scioperare in una fabbrica a processo continuo con materiali in lavorazione per miliardi di euro e non si ricatta una azienda facendo leva su quello), non si aggirano le regole di sicurezza, non solo personali ma anche generiche come la pulizia o il giusto trattamento dei materiali e non stiamo parlando di una boccetta di liquido pulente puro al 99.9999% al mese, ma di un camion di materiale tossico/bio hazard in grado di uccidere intere città se non adeguatamente gestito (tipo evitare una ca**ata come il treno esploso a Viareggio per esempio).
E' rispettare sempre i protocolli e di non avere nessuno (e ripeto NESSUNO) che fa una cazzata come sputare in un macchinario per insozzarlo e rendere vana la produzione di un mese con perdite miliardarie solo perché non funziona la macchinetta del caffè o non hanno assunto suo cugggino analfabeta a fare il capo turno.
E' avere infrastrutture adeguate (le migliaia di lavoratori mica devono attraversare tutte Voghera o Nocera con auto proprie per arrivare alla fabbrica, giusto per dire), i trasporti merci devono essere abbondanti e puntuali (di scioperi e di gente che si sdraia davanti ai cancelli non ce ne devono essere, pena la perdita di milioni di euro al giorno per 4 che vogliono mezza pagnotta in più anche se hanno firmato per un contratto che non la prevedeva).
E' avere piani realizzabili (e non finti) per le criticità (incendi, calamità, siccità e soprattutto blackout) perché ripeto ci sono miliardi di euro in lavorazione e di DonPaolino che distribuisce benedizioni per farsi aiutare da SanGennaro in caso di problemi seri non ce ne si fa nulla.

Di che fonderie di silicio qui in Italia parli che hanno bisogno di tutto questo?
Quella sotto casa tua? No perché qui si parla di fabbriche grandi come città e non mi risulta proprio che ci sia qualcosa solo lontanamente simile.

E anche in Germania non è tutto questo rose e fiori anche se non hanno tutta la nostra burocrazia e pagano l'energia molto meno di noi (ma non della Cina per esempio), dato che i costi del lavoro non sono propriamente quelli dell'est asiatico, così come non lo sono le leggi anti inquinamento e lo smaltimento dei rifiuti (anche tossici e le fonderie ne producono parecchio).
ulk08 Luglio 2021, 17:14 #7
Si va beh campa cavallo, il problema c'è adesso tra qualche anno chissa...
Takuya08 Luglio 2021, 17:31 #8
Originariamente inviato da: CrapaDiLegno
In Germania hanno le fonderie (ex AMD), ma qui da noi che abbiamo?
Le carote le fanno anche qui in Italia.

Ma il problema non è "la carota al mese" o i 100 occupati in tutta Italia nelle 2 fonderie che producono 4 wafer al mese.
Si parla di una scala ben diversa rispetto al nulla che di fatto abbiamo.
Il problema è avere personale formato in quantità (migliaia di persone), avere una filosofia di lavoro diversa (non si può scioperare in una fabbrica a processo continuo con materiali in lavorazione per miliardi di euro e non si ricatta una azienda facendo leva su quello), non si aggirano le regole di sicurezza, non solo personali ma anche generiche come la pulizia o il giusto trattamento dei materiali e non stiamo parlando di una boccetta di liquido pulente puro al 99.9999% al mese, ma di un camion di materiale tossico/bio hazard in grado di uccidere intere città se non adeguatamente gestito (tipo evitare una ca**ata come il treno esploso a Viareggio per esempio).
E' rispettare sempre i protocolli e di non avere nessuno (e ripeto NESSUNO) che fa una cazzata come sputare in un macchinario per insozzarlo e rendere vana la produzione di un mese con perdite miliardarie solo perché non funziona la macchinetta del caffè o non hanno assunto suo cugggino analfabeta a fare il capo turno.
E' avere infrastrutture adeguate (le migliaia di lavoratori mica devono attraversare tutte Voghera o Nocera con auto proprie per arrivare alla fabbrica, giusto per dire), i trasporti merci devono essere abbondanti e puntuali (di scioperi e di gente che si sdraia davanti ai cancelli non ce ne devono essere, pena la perdita di milioni di euro al giorno per 4 che vogliono mezza pagnotta in più anche se hanno firmato per un contratto che non la prevedeva).
E' avere piani realizzabili (e non finti) per le criticità (incendi, calamità, siccità e soprattutto blackout) perché ripeto ci sono miliardi di euro in lavorazione e di DonPaolino che distribuisce benedizioni per farsi aiutare da SanGennaro in caso di problemi seri non ce ne si fa nulla.

Di che fonderie di silicio qui in Italia parli che hanno bisogno di tutto questo?
Quella sotto casa tua? No perché qui si parla di fabbriche grandi come città e non mi risulta proprio che ci sia qualcosa solo lontanamente simile.

E anche in Germania non è tutto questo rose e fiori anche se non hanno tutta la nostra burocrazia e pagano l'energia molto meno di noi (ma non della Cina per esempio), dato che i costi del lavoro non sono propriamente quelli dell'est asiatico, così come non lo sono le leggi anti inquinamento e lo smaltimento dei rifiuti (anche tossici e le fonderie ne producono parecchio).


Se hai miliardi di euro di materiali in lavorazione paghi in proporzione i lavoratori e vedrai che nessuno sciopererà; dal tuo discorso sembra che i lavoratori si divertano a scioperare, se pretendi di pagare così lavoratori ultraspecializzati le perdite miliardarie te le meriti:

Link ad immagine (click per visualizzarla)
Piedone111308 Luglio 2021, 17:41 #9
Originariamente inviato da: CrapaDiLegno
In Germania hanno le fonderie (ex AMD), ma qui da noi che abbiamo?
Le carote le fanno anche qui in Italia.

Ma il problema non è "la carota al mese" o i 100 occupati in tutta Italia nelle 2 fonderie che producono 4 wafer al mese.
Si parla di una scala ben diversa rispetto al nulla che di fatto abbiamo.
Il problema è avere personale formato in quantità (migliaia di persone), avere una filosofia di lavoro diversa (non si può scioperare in una fabbrica a processo continuo con materiali in lavorazione per miliardi di euro e non si ricatta una azienda facendo leva su quello), non si aggirano le regole di sicurezza, non solo personali ma anche generiche come la pulizia o il giusto trattamento dei materiali e non stiamo parlando di una boccetta di liquido pulente puro al 99.9999% al mese, ma di un camion di materiale tossico/bio hazard in grado di uccidere intere città se non adeguatamente gestito (tipo evitare una ca**ata come il treno esploso a Viareggio per esempio).
E' rispettare sempre i protocolli e di non avere nessuno (e ripeto NESSUNO) che fa una cazzata come sputare in un macchinario per insozzarlo e rendere vana la produzione di un mese con perdite miliardarie solo perché non funziona la macchinetta del caffè o non hanno assunto suo cugggino analfabeta a fare il capo turno.
E' avere infrastrutture adeguate (le migliaia di lavoratori mica devono attraversare tutte Voghera o Nocera con auto proprie per arrivare alla fabbrica, giusto per dire), i trasporti merci devono essere abbondanti e puntuali (di scioperi e di gente che si sdraia davanti ai cancelli non ce ne devono essere, pena la perdita di milioni di euro al giorno per 4 che vogliono mezza pagnotta in più anche se hanno firmato per un contratto che non la prevedeva).
E' avere piani realizzabili (e non finti) per le criticità (incendi, calamità, siccità e soprattutto blackout) perché ripeto ci sono miliardi di euro in lavorazione e di DonPaolino che distribuisce benedizioni per farsi aiutare da SanGennaro in caso di problemi seri non ce ne si fa nulla.

Di che fonderie di silicio qui in Italia parli che hanno bisogno di tutto questo?
Quella sotto casa tua? No perché qui si parla di fabbriche grandi come città e non mi risulta proprio che ci sia qualcosa solo lontanamente simile.

E anche in Germania non è tutto questo rose e fiori anche se non hanno tutta la nostra burocrazia e pagano l'energia molto meno di noi (ma non della Cina per esempio), dato che i costi del lavoro non sono propriamente quelli dell'est asiatico, così come non lo sono le leggi anti inquinamento e lo smaltimento dei rifiuti (anche tossici e le fonderie ne producono parecchio).


Ti dico solo che STM ha destinato 2 Miliardi di € per il solo SIC nel Catanese.
Per il momento è leader mondiale nello specifico settore e sarebbero previsti nuovi investimenti anche per la fonderia di silicio ( sempre a Catania) per aumentarne la produzione e soddisfare così l'elevata richiesta derivante dall'automotive.
Intel vuole creare una propria fab a dresda ( finanziata in parte dal governo tedesco), ma non è da escludere che possa subentrare STM ai finanziamenti.
Nui_Mg08 Luglio 2021, 18:01 #10
Originariamente inviato da: Takuya
se pretendi di pagare così lavoratori ultraspecializzati le perdite miliardarie te le meriti:

Allucinante (non che non si sapesse da tempo ehh). Con stesse qualifiche, anzi più basse visto che la mia non è una laurea in ingegneria ma in informatica, prendevo netti circa tre volte tanto (3-4 anni fa circa) in Baviera e per occuparmi di cose inferiori come db relazionali (gestendo full stack) normalizzati in bcnf. Sono lustri che lo dico a tutti quelli della statale di Milano (ma settori tecnologici), scappate il prima possibile dall'italia e gestitevi molto bene le lingue. Mah...

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