TSMC annuncia la Fab europea: sorgerà in Germania grazie a Bosch, Infineon e NXP

TSMC annuncia la Fab europea: sorgerà in Germania grazie a Bosch, Infineon e NXP

Produrrà chip per l'industria e l'automotive la fabbrica di TSMC, Bosch, Infineon e NXP che sarà realizzata in Germania, a Dresda. La produzione dovrebbe prendere il via a fine 2027, per una previsione mensile di 40.000 wafer al mese.

di pubblicata il , alle 13:51 nel canale Processori
TSMC
 

Dopo mesi di indiscrezioni e trattative, "habemus papam": TSMC ha annunciato che costruirà un impianto per la produzione di semiconduttori in Germania, in quel di Dresda. Si tratta di un investimento congiunto con Bosch, Infineon e NXP Semiconductors che darà vita a una società denominata European Semiconductor Manufacturing Company (ESMC). D'altronde TSMC è l'acronimo di Taiwan Semiconductor Manufacturing Company.

La nuova entità si occuperà di produrre wafer di semiconduttori da 300 mm per supportare le future necessità di settori industriali e automotive (ovvero non produrrà con processi produttivi avanzati come quelli usati per i chip di PC e smartphone). Il progetto ricade nell'alveo dello European Chips Act ed è comunque è legato a sussidi pubblici.

La Fab punta a una produzione mensile di 40.000 wafer da 300 mm realizzati con processi a 28 e 22 nanometri planari e 16 e 12 nanometri FinFET di TSMC (sarà proprio la società taiwanese a gestire le operazioni). ESMC creerà circa 2000 posti di lavoro diretti altamente qualificati, mentre non sono stati quantificati quelli indiretti: la costruzione della Fab dovrebbe partire nella seconda metà del 2024, in vista di una produzione prevista per fine 2027.

La joint venture vede in posizione di comando TSMC con il 70%, mentre Bosch, Infineon e NXP possiedono una quota del 10% ciascuno. L'investimento totale dovrebbe superare i 10 miliardi di dollari, con quello che viene un "forte supporto da Unione europea e governo tedesco". TSMC dovrebbe mettere sul piatto 3,8 miliardi di dollari.

"Questo investimento a Dresda dimostra l'impegno di TSMC nel servire la capacità strategica e le esigenze tecnologiche dei nostri clienti, e siamo entusiasti di questa opportunità di approfondire la nostra partnership di lunga data con Bosch, Infineon e NXP", ha affermato il dott. CC Wei, amministratore delegato di TSMC. "L'Europa è un luogo molto promettente per l'innovazione dei semiconduttori, in particolare nei settori automobilistico e industriale, e non vediamo l'ora di dare vita a tali innovazioni unendo la nostra tecnologia avanzata con il talento europeo".

7 Commenti
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Unrue08 Agosto 2023, 13:53 #1
"L'Europa è un luogo molto promettente per l'innovazione dei semiconduttori,


Eh si, sopratutto adesso che tirano fuori i soldoni....
Unax08 Agosto 2023, 14:15 #2
da noi invece la fabbrica dei cubetti quantistici di parmigiano reggiano
erupter08 Agosto 2023, 14:23 #3
Si dimostra ancora una volta come la classe dirigente italiana sia fatta di zappatori.
Sono decenni che Irlanda, Germania e Paesi Bassi mettono sul piatto politiche economiche e industriali lungimiranti e attente ai movimenti di mercato. E noi?
Ponte sullo stretto e tassa alle banche... Non siamo capaci di mettere da parte il mero scambio politico per sopravvivenza e pianificare il nostro futuro
ilariovs08 Agosto 2023, 16:27 #4
Ancora una volta in Germania.
Intel, Tesla, TSMC (e pare anche BYD e SAIC siano interessate).
Noi una domanda mai, tranne poi quando qua chiudono gridare al gombloddo galattico.
Se ti occupi solo di settori consolidati e non di settori innovativi, è chiaro che prima o poi il consolidato può diventare superato ed a quel punto tanti saluti.

Nel frattempo dovresti aver fatto il ricambio ossia avere la fabbrica di lampadine quando quella di candele chiuderà.
Tassifar08 Agosto 2023, 17:49 #5
Originariamente inviato da: erupter
Si dimostra ancora una volta come la classe dirigente italiana sia fatta di zappatori.
Sono decenni che Irlanda, Germania e Paesi Bassi mettono sul piatto politiche economiche e industriali lungimiranti e attente ai movimenti di mercato. E noi?
Ponte sullo stretto e tassa alle banche... Non siamo capaci di mettere da parte il mero scambio politico per sopravvivenza e pianificare il nostro futuro


Concordo con te sulla lungimiranza della classe politica italiana (colpa di chi li vota). Permettimi, però, una critica... possibile che solo la Germania, Olanda e Pesi Bassi abbiano una classe dirigente di alto livello e lungimirante? L'unione europea è formata da 27 stati membri eppure mi sembra di capire che da quando è stato approvato il chips act europeo, e intel aveva annunciato la volontà di aprire un centro produttivo in Europa, si parla solo di Germania, gli altri paesi "non pervenuti".
Non commento poi il fatto che queste multinazionali estere arrivino solo grazie a finanziamenti europei, quindi pagati da tutti noi, per aprire centri solo nei soliti paesi prima menzionati.
erupter08 Agosto 2023, 18:31 #6
Originariamente inviato da: Tassifar
Concordo con te sulla lungimiranza della classe politica italiana (colpa di chi li vota). Permettimi, però, una critica... possibile che solo la Germania, Olanda e Pesi Bassi abbiano una classe dirigente di alto livello e lungimirante? L'unione europea è formata da 27 stati membri eppure mi sembra di capire che da quando è stato approvato il chips act europeo, e intel aveva annunciato la volontà di aprire un centro produttivo in Europa, si parla solo di Germania, gli altri paesi "non pervenuti".
Non commento poi il fatto che queste multinazionali estere arrivino solo grazie a finanziamenti europei, quindi pagati da tutti noi, per aprire centri solo nei soliti paesi prima menzionati.


Mah
Da un lato hai ragione: è un risultato naturale del fatto che la EU sia in realtà fondamentalmente un accordo economico (EEU), e quindi prevale chi ha più leva.
Dall'altro una Ungheria o una Lituania (due nomi a caso ma vanno bene tutte le economie della seconda espansione) non hanno né le possibilità economiche, né i prerequisiti tecnici (logistica, personale specializzato, distretti industriali, indotto, fornitori) di quelle più grandi (Germania in primis, poi Francia; Irlanda e Paesi Bassi giocano sulle tassazioni facilitate attraendo fondamentalmente aziende di servizi piuttosto che di prodotti)

Esempio: la Germania a Dresda fece arrivare AMD nel 1996, sono 27 anni che sviluppano un hub del silicio in zona, mica 2gg, quindi hanno il knowhow, I servizi specialistici, la forza lavoro adatta, il mercato, insomma tutto è già lì.
Noi avremmo Catania ma... Quant'è che non ci facciamo investimenti seri?
jepessen09 Agosto 2023, 11:46 #7
Originariamente inviato da: Tassifar
Concordo con te sulla lungimiranza della classe politica italiana (colpa di chi li vota). Permettimi, però, una critica... possibile che solo la Germania, Olanda e Pesi Bassi abbiano una classe dirigente di alto livello e lungimirante? L'unione europea è formata da 27 stati membri eppure mi sembra di capire che da quando è stato approvato il chips act europeo, e intel aveva annunciato la volontà di aprire un centro produttivo in Europa, si parla solo di Germania, gli altri paesi "non pervenuti".
Non commento poi il fatto che queste multinazionali estere arrivino solo grazie a finanziamenti europei, quindi pagati da tutti noi, per aprire centri solo nei soliti paesi prima menzionati.


Non e' tanto una questione di classe politica ma di "cultura della tecnologia" piu' generale. Qua in Italia la tecnologia e la scienza vengono visti quasi come magia nera, non tanto (o non solo) dal politico medio, ma dall'italiano medio (di cui il politico e' in genere lo specchio). Si preferisce dare importanza all'agricolo e all'allevamento (che per carita' sono importantissimi in Italia, abbiamo un bagaglio ecogastronomico che va assolutamente e giustamente tutelato il piu' possibile), e all'edilizia, dato che in Italia il mattone e' visto sempre come un porto sicuro, nonostante alti e bassi ed utilita' discutibilie (es il ponte). Non a caso quando si tratta di dare soldi alle aziende italiane si parla sempre di "aprire i cantieri", con l'unico scopo di creare inutili ecomostri e trascurando le mille altre tipologie di aziende. In questo modo vengono trascurati gli altri mercati piu' tecnologici, perche' essendo l'italiano medio piu' ignorante nel senso che ignora in materia, vede certe cose con piu' sufficienza.
Ovviamente cio' e dovuto in buona parte alla bassa scolarizzazione in merito, sia da parte degli italiani che della classe politica, ad esempio le stron@@te totalmente inutili e prive di senso che hanno fatto sulla "carne sintetica", segno inequivocabile dell'avversione che si ha qua per scienza e tecnologia.

Non e' assolutamente qualcosa che fa statistica, ma quando conosco qualcuno e mi chiedono che lavoro faccio, e rispondo ingegnere, senza specificare di cosa (elettronico), la quasi totalita' della gente e' convinta che sia ingegnere edile, mica elettronico, informatico, meccanico o quel che e', segno anche questo, secondo me, del fatto che la tecnologia per la maggior parte degli italiani si ferma all'edilizia, e a come aggiungere un piano alla villetta.

Questo comporta dal lato politico anche l'ottusita' delle opportunita', non agevolando lo sviluppo tecnologico manco un po', e ostacolando aziende che vogliono investire bei soldoni in Italia, con una burocrazia inutilmente complicata, una tassazione esagerata e la voglia del politico di accettare lavori solo se portano vantaggi per lui.

Per fare un esempio pratico, anche se poco ha a che fare con la tecnologia, e' l'impossibiita' dell'apertura di un negozio Ikea a Palermo, nonostante ci provino da anni: oltre alle millemila lungaggini burocratiche, c'e' sempre la lotta di dove aprire il centro, perche' ovviamente vogliono mangiarci sopra e propongono sempre terreni di proprieta' diretta o indiretta, a prezzi esagerati.

Ma non si tratta solo di voler fare interessi personali, e' che proprio i nostri politici non sanno proprio come fare ad attirare questi colossi, perche' non capiscono cosa fare. In questi casi vale sempre il rasoio di Hanlon: "Mai attribuire a malafede quel che si può adeguatamente spiegare con la stupidità"; i nostri politici sono semplicemente troppo stupidi in materia per poter capire le potenzialita' di un investimento del genere nel nostro paese, del vantaggio strategico del paese e del guadagno economico, sia diretto, con i dipendenti dell'azienda, sia dell'indotto, con tutte le attivita' che crescerebbero attorno; di conseguenza vedono eventuali finanziamenti richiesti ad esempio da Intel come una fregatura, invece di un investimento.
E siccome chi prende le decisioni in queste aziende stupidi non sono, vanno semplicemente dove conviene di piu'.

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