Torino e Catania, scontro per Intel: non è l'ora delle divisioni, bisogna stare uniti

Torino e Catania, scontro per Intel: non è l'ora delle divisioni, bisogna stare uniti

Il possibile investimento di Intel in Italia per creare un polo produttivo accende gli animi lungo lo Stivale, con Torino e Catania che si contendono la posta. In verità c'è però da vincere prima la concorrenza europea, e non sarà per niente facile.

di pubblicata il , alle 20:41 nel canale Processori
Intel
 

Sud contro Nord, Nord contro Sud, Catania contro Torino, Torino contro Catania. No, non stiamo parlando di una qualche guerra civile passata, ma della partita che si sta giocando per portare in Italia la multinazionale dei microchip Intel. Qualche settimana fa Torino sembrava in pole position per ospitare una parte dei piani produttivi europei dell'azienda guidata da Pet Gelsinger, ma poi ha iniziato a farsi strada anche l'opzione Catania. Apriti cielo, perché in ballo ci sono (tanti) soldi e posti di lavoro, e per la politica tutto questo vuol dire influenza e opportunità.

A finire al centro della polemica, tirato per la proverbiale giacchetta, il Ministro per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, appartenente alla Lega. "Se un colosso dell'hi-tech è pronto ad investire in Italia, con un progetto ambizioso che darà impulso all'economia e all'occupazione, a decidere non può essere la solita logica che privilegia il Nord a discapito del Sud", ha affermato il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci.

"Nel pieno della progettualità di una ripartenza, che non può certo essere a due velocità o, peggio, azzoppata sul nascere, non si può continuare con la politica assistenzialista che ha sempre mortificato il Mezzogiorno. Il governo di Roma, con il Ministro per lo Sviluppo economico, aveva garantito per l'insediamento di Intel una partita da giocare facendo perno sul 'sistema Italia' e sulle migliori credenziali dell'area da individuare. E a questo noi siamo fermi, pur leggendo sulla stampa di pressioni e rivalse nordiste, di dichiarazioni a sostegno del candidato sindaco di Torino e del così contestuale, addirittura dichiarato, 'tifo' per la candidatura di Mirafiori a discapito di Catania".

"Siamo certi che la squadra del cuore di un ministro della Repubblica non può che essere l'Italia. Così come - se la 'competizione sarà sulla capacità di offrire competenze ed intelligenze' - la Sicilia, con i suoi centri di ricerca e, non ultimo, uno dei più importanti stabilimenti di microelettronica del mondo, non può che essere in partita e rivendica a pieno titolo l'insediamento del futuro stabilimento di Intel".

A quale tifo si riferisce Musumeci? Dopo aver parlato di una partita da vincere come "sistema Italia", Giorgetti ha sostenuto la candidatura di Torino con l'area industriale di Mirafiori durante un evento della campagna elettorale per il candidato Paolo Damilano. Si sa, quando battaglia elettorale si fa accesa, si dice tutto e il contrario di tutto, ma chiaramente a Catania non l'hanno presa bene.

"La competizione è su dati geografici ma anche soprattutto sulle competenze e sulla capacità di offrire competenze per il futuro. Per questo motivo ho proposto la candidatura di Torino e in particolare Mirafiori perché ritengo che qui ci siano talenti, capacità, intelligenze, innovazione assolutamente adatte per un investimento di quel tipo", ha affermato - forse incautamente - Giorgetti.

"Giorgetti lo sa che a Catania c'è l'Etna Valley? Che c'è uno degli stabilimenti più importanti della STMicroelectronics con un centro di ricerca tra i più importanti al mondo? Che il Pnrr prevede che il 40 per cento delle risorse vanno destinate al Sud? E che vi sono incentivi che potrebbero attrarre Intel proprio a Catania?", ha affermato l'ex sindaco di Catania, Enzo Bianco.

Attenzione però, perché l'investimento in Italia non è certo scontato. "Il dossier è delicato e stiamo lavorando senza sosta per portare in Italia Intel perché la concorrenza a livello europeo è fortissima", ha commentato Giorgetti a LiveSicilia spazzando via eventuali preferenze. "Stiamo lottando a livello di commissione UE per autorizzare l'investimento STM a Catania. Il resto, polemiche, accuse, strumentalizzazioni locali non aiutano", ha aggiunto il ministro. La concorrenza fortissima nell'UE arriva in particolare dalla Germania, che nell'area di Dresda ospita già le operazioni di GlobalFoundries e Infineon.

La partita va quindi giocata come Italia, unita. Poi, una volta che Intel deciderà di insediarsi nel nostro Paese, si dovrà verificare qual è l'area più attrattiva, progetti alla mano. Il Corriere della Sera afferma che "i dossier inviati dalla Regione Piemonte a Roma non siano così esaustivi, che occorra insomma un po' più di struttura, una proposta molto più convincente per l'area di insediamento".

Leggi anche: Fab 52 e Fab 62, parte la costruzione dei nuovi impianti produttivi di Intel in Arizona

"L'ubicazione di Mirafiori non sarebbe affatto adatta a ospitare una struttura con le delicatissime camere bianche di assemblaggio dei chip, perché soggetta a vibrazioni continue (causate da tram e linee produttive di Stellantis)", aggiunge il quotidiano.

Rosario Faraci, ordinario di Economia e gestione delle imprese all'Università di Catania, ha dichiarato a LiveSicilia che entrambi i siti sono "egualmente attrattivi per un player importante della microelettronica come Intel. Per ragioni differenti, ma i due siti sono egualmente appetibili". Torino vanta la vicinanza con Milano e ha "sviluppato negli ultimi anni un interessante ed interconnesso ecosistema dell'innovazione che dopo la ricollocazione di Fiat a livello internazionale ha portato in quel territorio importanti aziende in settori diversi dall'automotive". Catania, d'altra parte, "pur non essendo vicina logisticamente a Milano, la capitale economica dell'Italia, non è da meno e non solo perché vive ancora la stagione dell'Etna Valley trainata dalle performance di STMicroelectronics".

Non vorremmo che tra i due litiganti, il terzo - un altro Paese europeo - goda. Da una parte è vero che Intel cerca l'appoggio statale con sussidi e agevolazioni, ma qualche miliardo "concesso" oggi potrebbe non solo creare posti di lavoro stabili e duraturi, sia diretti che nell'indotto, ma portare anche a futuri investimenti con un ritorno molto importante. Intel vuole mettere sul piatto 80 miliardi di euro nella costruzione di impianti per la realizzazione di semiconduttori in Europa nel corso dei prossimi 10 anni al fine di aumentare la propria capacità produttiva: se l'Italia ha una chance non può farsela sfuggire, soprattutto dopo essersi ulteriormente indebitata a causa del COVID. Un investimento di Intel potrebbe inoltre fare da volano per altre realtà di spessore nel settore tecnologico e non solo.

28 Commenti
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rattopazzo29 Settembre 2021, 20:52 #1
Si vede che in Italia con i salari sempre più bassi in proporzione agli altri paesi la manodopera sta diventando concorrenziale con quella Cinese.
Super-Vegèta29 Settembre 2021, 21:15 #2
Sarebbe giusto costruirlo al sud, visto che è stato sempre fatto tutto al nord. Il problema è che le infrastrutture sono indecorose e non credo che Intel voglia investire in territori dove non ci sono strade e ferrovie decenti
sformenti29 Settembre 2021, 21:49 #3
Siccome il problema di Mirafiori sono le vibrazioni dei tram, allora è meglio farlo a due passi da un vulcano. C'è una logica sfuggente.
silvanotrevi29 Settembre 2021, 22:13 #4
speriamo soltanto non facciano come hanno fatto con il sito di Swindon nel sud-ovest dell'Inghilterra, dove prima assunsero forza lavoro a go go e dopo pochi anni licenziarono tantissimo personale mandando a casa gente assunta con permanent contracts e spostando molti dipartimenti nell'est Europa. Intel è inaffidabile, come tutte le grandi multinazionali che giocano sulla pelle dei loro dipendenti trattandoli come burattini da sfruttare per quattro soldi e senza garanzie
Ale55andr029 Settembre 2021, 22:25 #5
Originariamente inviato da: sformenti
Siccome il problema di Mirafiori sono le vibrazioni dei tram, allora è meglio farlo a due passi da un vulcano. C'è una logica sfuggente.


da Catanese, mi pare evidente che non hai mai visto l'Etna in vita tua ne sai dov'è posizionata rispetto Catania vedendola "da Catanese" ne che "rischi" comporta il vulcano, (cioè un po' di cenere se e quando gli va, e nemmeno tutta sta gran roba, se non nei paesi etnei dove non ci sono stabilimenti industriali ne sono i luoghi ove vengono realizzati, sai :asd, e che pensa un po', non ha mai causato problemi nemmeno alla ST microelettronics che, indovina un po' in che città sta'... .

Originariamente inviato da: silvanotrevi
speriamo soltanto non facciano come hanno fatto con il sito di Swindon nel sud-ovest dell'Inghilterra, dove prima assunsero forza lavoro a go go e dopo pochi anni licenziarono tantissimo personale mandando a casa gente assunta con permanent contracts e spostando molti dipartimenti nell'est Europa. Intel è inaffidabile, come tutte le grandi multinazionali che giocano sulla pelle dei loro dipendenti trattandoli come burattini da sfruttare per quattro soldi e senza garanzie


ecco, questo si' che è un discorso serio, purtroppo...
lemming29 Settembre 2021, 22:29 #6
Il problema forse è la vicinanza al mare, le automobili costruite in questi posti spesso sono già arruginite.

Ad ogni modo bisogna scegliere un posto in cui ci sono infrastrutture e forniture sicure, onde evitare di costruire con soldi pubblici una fabbrica che poi viene abbandonata prima della produzione.
Ale55andr029 Settembre 2021, 22:31 #7
Originariamente inviato da: lemming
Il problema forse è la vicinanza al mare, le automobili costruite in questi posti spesso sono già arruginite.


ma sei serio? vivo in una città circondata da auto arrugginite e non lo sapevo , e nemmeno la BMW serie uno del 2005 che ok, non è un fiore, ma a oggi non è stata aggredita dalla famosa aria di mare dello Ionio
rattopazzo29 Settembre 2021, 22:38 #8
Originariamente inviato da: Ale55andr0
da Catanese, mi pare evidente che non hai mai visto l'Etna in vita tua ne sai dov'è posizionata rispetto Catania vedendola "da Catanese" ne che "rischi" comporta il vulcano, (cioè un po' di cenere se e quando gli va, e nemmeno tutta sta gran roba, se non nei paesi etnei dove non ci sono stabilimenti industriali ne sono i luoghi ove vengono realizzati, sai :asd, e che pensa un po', non ha mai causato problemi nemmeno alla ST microelettronics che, indovina un po', in che città sta'... .



ecco, questo si' che è un discorso serio, purtroppo...


In effetti l'Etna più che un vulcano che erutta è più un vulcano che sputacchia
e non dovrebbe essere neanche tanto una zona sismica visto che qualche chilometro più a nord qualcuno vorrebbe costruire un grosso ponte che collega la Sicilia all'Italia
Ma tralasciando gli aspetti sismici e parlando di infrastrutture stradali quella è una triste realtà e la Sicilia è davvero messa malino sotto questo punto di vista.
pengfei29 Settembre 2021, 22:59 #9
Originariamente inviato da: Ale55andr0
da Catanese, mi pare evidente che non hai mai visto l'Etna in vita tua ne sai dov'è posizionata rispetto Catania vedendola "da Catanese" ne che "rischi" comporta il vulcano, (cioè un po' di cenere se e quando gli va, e nemmeno tutta sta gran roba, se non nei paesi etnei dove non ci sono stabilimenti industriali ne sono i luoghi ove vengono realizzati, sai :asd, e che pensa un po', non ha mai causato problemi nemmeno alla ST microelettronics che, indovina un po' in che città sta'... .


Il castello Ursino non era stato costruito sul mare, prima di ritrovarsi a centinaia di metri dalla costa per via della lava che lo ha investito e poi si è accumulata?
Vash_8529 Settembre 2021, 23:24 #10
Originariamente inviato da: silvanotrevi
speriamo soltanto non facciano come hanno fatto con il sito di Swindon nel sud-ovest dell'Inghilterra, dove prima assunsero forza lavoro a go go e dopo pochi anni licenziarono tantissimo personale mandando a casa gente assunta con permanent contracts e spostando molti dipartimenti nell'est Europa. Intel è inaffidabile, come tutte le grandi multinazionali che giocano sulla pelle dei loro dipendenti trattandoli come burattini da sfruttare per quattro soldi e senza garanzie


Successa la stessa cosa ad un mio collega di università che trasferì la famiglia in uk qualche anno fa, mi sembra che la multinazionale fosse hp, tempo due anni e hanno dato il benservito a tutti, o si trasferivano in Romania/Bulgaria (non ricordo ad essere sinceri) o accettavano la liquidazione e si levavano dalle scatole!

Spero che vadano in Sicilia, oramai Torino è solo l’ombra della città industriale che era 40/50 anni fa…. e lo dico da cittadino della città sabauda.

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