SMIC, il produttore cinese di chip investirà 8,8 miliardi di dollari in un nuovo impianto produttivo

SMIC, il produttore cinese di chip investirà 8,8 miliardi di dollari in un nuovo impianto produttivo

SMIC, il più grande produttore di chip cinese, investirà 8,87 miliardi di dollari per costruire un impianto a Shanghai. Si parla di 100.000 wafer da 12 pollici al mese prodotti con processo produttivo a 28 nanometri e superiori.

di pubblicata il , alle 12:01 nel canale Processori
SMIC
 

SMIC (Semiconductor Manufacturing International Corp.), il più grande produttore cinese di microchip, ha annunciato l'intenzione di realizzare un nuovo impianto produttivo alle porte di Shanghai. Con un investimento di 8,87 miliardi di dollari si tratterà della Fab più grande del Paese, con una capacità di 100.000 wafer da 12 pollici (300 mm) al mese prodotti a 28 nanometri e con processi più maturi (40 nm, ecc.).

La tecnologia a 28/40 nanometri è usata per realizzare una varietà di chip "comuni", dai controller di rete ai chip che pilotano i display, ovvero tutte quelle soluzioni che per complessità non richiedono un processo produttivo avanzato. In questo periodo di shortage mondiale c'è carenza anche di questo tipo di chip, quindi SMIC non dovrebbe faticare a rientrare dall'investimento.

La Fab sarà realizzata da una joint venture della quale SMIC controlla una quota del 51%, la municipalità di Shanghai il 25% e il rimanente 24% sarà in mano di investitori di terze parti che, al momento, devono ancora essere trovati.

SMIC è entrata a far parte della blacklist USA alla fine dello scorso anno, di conseguenza non può procurarsi macchinari produttivi di ultima generazione da aziende statunitensi e avviare una produzione in volumi con processi produttivi più avanzati. Così SMIC, facendo di necessità virtù, ha deciso di concentrarsi sui processi più maturi (28 nm e precedenti) come quelli che saranno utilizzati nel nuovo impianto. Poco male, vista la domanda alle stelle.

Già all'inizio di quest'anno SMIC aveva annunciato l'intenzione di realizzare una Fab vicino a Shenzhen investendo 2,35 miliardi di dollari, per una produzione sempre con processi maturi di 40.000 wafer al mese.

SMIC non è certo l'unica che sta ampliando la propria capacità produttiva legata ai processi produttivi "maturi", abbiamo visto come GlobalFoundries non solo stia ampliando la Fab 1 di Dresda in Germania per realizzare quasi 1 milione di wafer, il doppio rispetto a oggi, ma sta anche costruendo una Fab a Singapore da 4,5 miliardi e ha messo sul piatto 1 miliardo di dollari per potenziare la produzione nel complesso Fab 8 situato nello stato di New York.

TSMC, il primo produttore di chip per conto terzi al mondo, investirà 2,8 miliardi di dollari per espandere la Fab 16 di Nanchino in Cina e portare la produzione a 40.000 wafer al mese entro metà 2023. Infine, anche UMC sta perseguendo analoghi piani di espansione della produzione.

3 Commenti
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LMCH04 Settembre 2021, 18:18 #1
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
Link alla notizia: https://www.hwupgrade.it/news/cpu/s...ivo_100378.html

SMIC, il più grande produttore di chip cinese, investirà 8,87 miliardi di dollari per costruire un impianto a Shanghai. Si parla di 100.000 wafer da 12 pollici al mese prodotti con processo produttivo a 28 nanometri e superiori.

Click sul link per visualizzare la notizia.


Mi sa che non è solo questione di far necessità virtù, in microelettronica per un sacco di roba non serve l'ultimo processo produttivo e per un sacco di prodotti industriali, automotive ed aerospaziali quello che conta è la disponibilità di un certo componente per almeno 20 anni in modo da non dover riprogettare qualcosa che è affidabile e non necessita di ulteriori migliorie.

Avere un elettronica di dimensioni più ridotte, che consuma meno o che funziona a voltaggi più bassi non è un vantaggio quando poi la integri in un sistema dove dimensioni e consumi di energia sono dominati da roba molto più grande per cui anche un chip che lavora a 5V va benissimo (e magari permette pure di avere una minor sensibilità ai disturbi).

Persino tecnologie produttive con feature size molto più grande dei 28nm continuano ad avere mercato, magari "rivedute ed aggiornate" per trarre vantaggio da cose sviluppate per processi produttivi più avanzati ed avere costi minori o nuove applicazioni.

Giusto per rendere l'idea, le tecnologie fotolitografiche "maskless" al momento arrivano "solo" a circa 1micron eppure hanno un loro mercato, la fabbrica di Renesas che un anno fa era stata danneggiata da un incendio e produceva chip automotive utilizzatissimi arrivava "solo" a 40nm, ecc. ecc.
Sandro kensan04 Settembre 2021, 21:28 #2
Concordo con LMCH e aggiungo che proprio per questo mettere in difficoltà tramite il ban americano la più grande industria che fabbrica chip in Cina non è stato lungimirante. SMIC si è lamentata di problemi per avere le macchine per aprire un nuovo stabilimento di produzione, quindi il ban USA ha rallentato i piani di SMIC e indirettamente ha fatto pervenire meno chip a livello mondiale.
biometallo05 Settembre 2021, 11:39 #3
Dal basso della mia ignoranza credo che nell'analisi di LMCH ci siano delle evidenti verità a cui è facile trovare riscontro:

Basti pensare che anche Global Founderies (per gli amici GloFo) pur teoricamente potendo ha rinunciato a competere nei processi produttivi più raffinati che se da un lato offrono maggiori guadagni (anche per la pochissima concorrenza) dall'altro richiedono enormi investimenti e competenze e nonostante questo i rischi sono enormi (basti vedere impasse in cui si è cacciata Intel ormai da anni) Ad una ricerca veloce troco che:

https://developingtelecoms.com/tele...conductors.html

la maggior parte dei chipset di livello industriale utilizza 28 nm o superiori: sono diventati mainstream rispetto ai chip da 5 nm o 7 nm e sono utilizzati in un'ampia gamma di prodotti tra cui TV, condizionatori d'aria, automobili, treni ad alta velocità, robot industriali, ascensori, apparecchiature mediche, braccialetti intelligenti e droni.

Gli osservatori del settore si aspettano che la Cina diventi autosufficiente nella produzione a 28 nm quest'anno, aprendo la strada a un aumento della produzione di chip a 14 nm

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