RISC-V guarda ai datacenter: NextSilicon sta preparando la CPU Arbel fino a 128 core
NextSilicon ha annunciato l'intenzione di trasformare Arbel, il proprio core RISC-V sviluppato per l'acceleratore Maverick-2, in una famiglia di processori server da 64 e 128 core destinata ai mercati AI e HPC. Il debutto commerciale è previsto nel 2028, con particolare attenzione ai carichi di lavoro agentici.
di Manolo De Agostini pubblicata il 11 Giugno 2026, alle 08:01 nel canale ProcessoriRISC-VNextSilicon
NextSilicon ha annunciato la roadmap che porterà il proprio core RISC-V Arbel a diventare un processore destinato ai datacenter, con versioni da 64 e 128 core previste per il primo trimestre del 2028. L'azienda israeliana, nota per l'acceleratore Maverick-2, ritiene - al pari del resto dell'industria - che l'evoluzione dei carichi di lavoro basati sull'intelligenza artificiale stia riportando l'attenzione sulle prestazioni della CPU, soprattutto in ambiti dove la logica seriale continua a rappresentare un elemento determinante.
Arbel non nasce come processore standalone, ma come componente interno dell'acceleratore Maverick-2. In questa configurazione il core si occupa delle operazioni seriali, della gestione del sistema e dello spostamento dei dati che non possono essere parallelizzati dall'architettura dataflow utilizzata dall'acceleratore. L'impiego in ambienti produttivi ha consentito a NextSilicon di validarne il comportamento su carichi reali prima ancora della realizzazione di un chip dedicato.
Per verificare l'architettura al di fuori del contesto dell'acceleratore, l'azienda ha realizzato in seguito un chip di prova prodotto con processo a 5 nanometri di TSMC. Secondo i dati condivisi da NextSilicon, il progetto integra una pipeline con emissione fino a 10 istruzioni per ciclo, un reorder buffer da 480 entry e una capacità di retirement che può raggiungere 16 istruzioni scalari per ciclo.
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Sono inoltre presenti unità vettoriali da 128 bit dedicate all'elaborazione parallela e ai carichi di inferenza AI, mentre la frequenza operativa del chip di prova raggiunge i 2,5 GHz. Il supporto alle distribuzioni Linux standard completa una piattaforma pensata per applicazioni server e HPC.
Le valutazioni condotte da clienti e partner, tra cui operatori di datacenter, architetti di infrastrutture AI e responsabili di programmi HPC, avrebbero confermato le caratteristiche prestazionali del progetto e contribuito a definire i requisiti della versione commerciale. Da qui la decisione di sviluppare un processore completo basato su Arbel.
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La futura CPU espanderà l'architettura fino a 64 o 128 core ad alte prestazioni e adotterà un processo produttivo più avanzato rispetto a quello utilizzato per il test chip. L'obiettivo dichiarato è raggiungere frequenze di circa 3,4 GHz migliorando contemporaneamente densità e consumi, aspetti fondamentali nelle infrastrutture data center moderne. Rimarranno invece inalterati alcuni elementi chiave dell'architettura, tra cui il predittore di salto TAGE, progettato per competere con le implementazioni più avanzate del mercato x86 e Arm.
NextSilicon prevede due principali scenari di utilizzo. Da un lato Arbel potrà essere impiegato come processore server standalone, offrendo alle aziende un'alternativa RISC-V per ridurre la dipendenza dalle roadmap e dai modelli di licenza tipici delle architetture proprietarie.
Dall'altro, la CPU fungerà da host processor per la piattaforma Maverick, coordinando acceleratori e flussi di dati in configurazioni eterogenee dedicate ad AI e HPC. Il processore sarà conforme alle specifiche RVA23 e compatibile con le principali distribuzioni Linux. L'azienda ha già avviato contatti con potenziali clienti interessati a valutare l'adozione della futura soluzione RISC-V.










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