Processori Intel Sandy Bridge e overclock; vari limiti in atto

Processori Intel Sandy Bridge e overclock; vari limiti in atto

L'utilizzo di un unico generatore di clock integrato nei chipset Intel P67 non sembra lasciare spazio a tecniche di overclock standard con i futuri processori Sandy Bridge

di Paolo Corsini pubblicata il , alle 10:12 nel canale Processori
Intel
 

Direttamente dai produttori di schede madri taiwanesi emergono alcune interessanti informazioni sull'architettura delle future generazioni di processore Intel della famiglia Sandy Bridge, attese al debutto a partire dai primi mesi del 2011 in sostituzione delle soluzioni basate su architettura Nehalem attualmente in commercio. Nello specifico, si tratta di dati utili per chi vorrà overcloccare questi processori, tecnica che stando a quanto ora disponibile sembra essere tutt'altro che semplice da applicare.

Con le versioni standard di questa famiglia di processori sarà possibile, stando a documentazione fornita dalla stessa Intel, incrementare sino al massimo per il 3% la frequenza di clock del processore. Alla base la scelta tecnica di collegare la frequenza di clock di tutti i bus (USB, SATA, PCI, PCI-Express, Core, Uncore e memoria DDR3) ad un singolo generatore di clock integrato nel chipset, dal quale viene derivata la frequenza base di 100 MHz per tutti i componenti.

Un incremento anche lieve di questa frequenza di clock, pertanto, porta tutti i componenti a funzionare fuori specifica, al contrario di quanto avviene con l'attuale generazione di processori presenti sul mercato. Le implicazioni dirette sono presto dette: un funzionamento fuori specifica di alcuni di questi bus, per quanto lieve, porta a instabilità operativa e quindi a impossibilità di far funzionare correttamente il sistema per corruzione di dati che si possono verificare nei bus USB e SATA quando portati anche di poco ad operare fuori specifica.

Il generatore di clock è integrato nel chipset Intel P67, piattaforma che verrà abbinata a questi processori al loro debutto; il segnale di clock è fornito al processore attraverso un collegamento via bus DMI. Un approccio di questo tipo semplifica radicalmente il design della scheda madre, con un impatto positivo sui costi, ma impedisce agli appassionati di incrementare la frequenza di clock della propria cpu Sandy Bridge se non di un margine estremamente ridotto.

E' possibile che nei prossimi mesi i produttori di schede madri taiwanesi possano implementare misure alternative a questo design, con degli approcci asincroni che possano fornire frequenze di clock stabili per quei componenti che in overclock non operano più correttamente come i controller USB e SATA. E' evidente che un successo in questa direzione potrà permettere ad un produttore di schede madri di proporre la propria soluzione al pubblico enthusiast con notevole successo, in quanto rappresenterebbe l'eccezione in un panorama che risulterebbe di pressoché completa standardizzazione in termini di potenzialità di overclocking.

Intel sembra comunque intenzionata a supportare, quantomeno in parte, gli overclockers proponendo processori Sandy Bridge della serie K, dotati cioè di moltiplicatore di frequenza sbloccato. In questo caso l'overclock sarebbe raggiunto agendo unicamente su questa variabile, fermo lasciando il generatore di clock integrato nel chipset. Sembra possibile che Intel possa introdurre alcune versioni di processore Sandy Bridge non dotate di moltiplicatore sbloccato, ma capaci via tecnologia Turbo Mode di accrescere dinamicamente la propria frequenza di clock con margini più elevati rispetto a quelli messi a disposizione dalle versioni standard; si tratterebbe di una via di compromesso, con un margine di overclock superiore allo standard ferma restando l'impossibilità pratica di agire via generatore di clock.

Le informazioni qui riportate si riferiscono alle piattaforme Sandy Bridge basate su chipset Intel P67; i limiti di overclock via bus non dovrebbero venir implementati nelle piattaforme Sandy Bridge-E top di gamma, abbinate a chipset della famiglia Patsburg e destinate a prendere il posto delle schede madri socket 1366 LGA basate su chipset Intel X58 attualmente presenti sul mercato.

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76 Commenti
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Capozz23 Luglio 2010, 10:15 #1
Ma sti limiti saranno poi praticamente inesistenti come quelli dei core i7 oppure ci si scorderà davvero l'overclock, tranne che con le cpu extreme edition ?
ally23 Luglio 2010, 10:19 #2
...sembra di essere tornati indietro agli athlon e pentium 3 con unico bus di riferimento...

...ciao Andrea...
WarDuck23 Luglio 2010, 10:22 #3
Originariamente inviato da: Capozz
Ma sti limiti saranno poi praticamente inesistenti come quelli dei core i7 oppure ci si scorderà davvero l'overclock, tranne che con le cpu extreme edition ?


Nel caso del Core i7 il limite era relativo al voltaggio massimo che si può erogare alla ram, ma questo è un limite superabile con l'affinamento dei processi produttivi della ram, tant'è che molti produttori certificano le loro ram ad un voltaggio di 1.65v e comunque si trovano moduli molto veloci in commercio in grado di operare con quel voltaggio.

Il punto è che in questo caso non puoi alzare la frequenza di clock senza alzare quella di tutti gli altri componenti, torniamo praticamente 10 anni indietro (vi ricordate PCI e AGP sincroni? ).

Il tutto per far si che Intel venda i suoi processori serie K con moltiplicatore sbloccato con sovrapprezzo .
Capozz23 Luglio 2010, 10:26 #4
Originariamente inviato da: WarDuck
Nel caso del Core i7 il limite era relativo al voltaggio massimo che si può erogare alla ram, ma questo è un limite superabile con l'affinamento dei processi produttivi della ram, tant'è che molti produttori certificano le loro ram ad un voltaggio di 1.65v e comunque si trovano moduli molto veloci in commercio in grado di operare con quel voltaggio.

Il punto è che in questo caso non puoi alzare la frequenza di clock senza alzare quella di tutti gli altri componenti, torniamo praticamente 10 anni indietro (vi ricordate PCI e AGP sincroni? ).

Il tutto per far si che Intel venda i suoi processori serie K con moltiplicatore sbloccato con sovrapprezzo .


No veramente il problema con i core i7 è che c'erano delle schede madri che imponevano il limite dei 130W di TDP e quindi l'impossibilità di tirare il procio più di tanto, limite che però è disattivabile o non è stato proprio implementato.
Quì però il problema sarebbe ben più serio, fosse vera questa notizia sandy bridge possono sbatterselo in testa, fortunatamente c'è anche Bulldozer che promette decisamente bene.
sniperspa23 Luglio 2010, 10:28 #5
Mi sa che per chi vorra' divertirsi con pochi soldi esistera' solamente AMD
masty_<323 Luglio 2010, 10:31 #6
Geniale intel! Così se perdurerà questa situazione andrò a comprare AMD senza troppo sbattimento! Comunque vorrei commentare in modo parecchio più violento sta news, ma mi trattengo, non riesco a crederci che sti qua combinino una cosa simile.
biffuz23 Luglio 2010, 10:32 #7
Secondo me Intel più che degli overclockers vuole sbarazzarsi delle mobo di pessima qualità fornendo lei tutto il necessario per farne una decente, oltre ad abbassarne i costi di produzione. I produttori seri probabilmente non avranno chissà quali difficoltà, o ci saranno altri chipset (più costosi, ovviamente).
rollo8223 Luglio 2010, 10:32 #8
Originariamente inviato da: WarDuck
Nel caso del Core i7 il limite era relativo al voltaggio massimo che si può erogare alla ram, ma questo è un limite superabile con l'affinamento dei processi produttivi della ram, tant'è che molti produttori certificano le loro ram ad un voltaggio di 1.65v e comunque si trovano moduli molto veloci in commercio in grado di operare con quel voltaggio.

Il punto è che in questo caso non puoi alzare la frequenza di clock senza alzare quella di tutti gli altri componenti, torniamo praticamente 10 anni indietro (vi ricordate PCI e AGP sincroni? ).

Il tutto per far si che Intel venda i suoi processori serie K con moltiplicatore sbloccato con sovrapprezzo .


non centrano niente le ram, il problema è che il voltaggio che dai alle ram lo dai anche a una parte di procio che oltre gli 1.65 potrebbe rovinarsi. le ddr3 vanno anche a 2v volendo.

per quanto riguarda sta news, si trasformerà che le schede madri economiche non potranno fare overclock, che tanto fare oc con una scheda da 50€ lo fanno in pochi, mentre tutti i produttori faranno qualcosa per sistemare sta storia sulle top di gamma. figuriamoci se asus produce una maximus formula 4 con margini massini del 2/3%!
il "vantaggio" è che dovranno spremersi un po' di più il cervello e ci sarà più differenza tra una main e l'altra.

certo che coi core2duo, che si overclokkavano solo guardando il bios, si era arrivati all'oc più facile del mondo, per poi complicarlo con i core-ix e che si ricomplica ancora di più con sandy!
Mparlav23 Luglio 2010, 10:36 #9
News del genere hanno preceduto anche i Core 2 Duo e gli i7.
Prima di preoccuparsi troppo, aspetterei il debutto ufficiale e soprattutto, come i produttori potrebbero aggirare il problema.
Kimera O.C.23 Luglio 2010, 10:36 #10
Io non sarei cosi pessimista anzi la vedo una soluzione molto piu chiara dell'attuale:

PC entry: Mobo e CPU base (tipo 750) e ti tieni le frequenza di tarda con dissi originale ecc..

PC enthusiasm: Mobo e CPU di fasci media con possibilità di genstire OC ad aria o liquido e gettare le basi anche per l'estremo (tipo l'attuale 930)

PC top: Mobo e CPU extreme e vai giu pesante.

Ritornare ad un unico soket e semplifcando le sigle delle cpu non puo che far bene.

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