Processo FinFET a 10nm, anche Samsung al lavoro

Processo FinFET a 10nm, anche Samsung al lavoro

L'azienda koreana annuncia di essere al lavoro sul processo FinFET a 10 nanometri, ma avverte che per proseguire verso i 7nm e i 5nm saranno necessari materiali come InGaAs e nuove strutture come GAA-FET

di pubblicata il , alle 15:31 nel canale Processori
Samsung
 

Kinam Kim, presidente della divisione semiconduttori di Samsung Electronics, ha avuto modo di presentare la visione dell'azienda sullo sviluppo delle tecnologie di produzione dei chip in occasione dell'International Solid-State Circuits Conference 2015.

L'azienda koreana ha annunciato di essere al lavoro sullo sviluppo della prossima generazione di transistor FinFET a 10 nanometri, ma Kim sostiene che per proseguire ancor oltre nello svilupo di tecnologie più raffinate è necessario individuare nuovi materiali e passare a nuove strutture di transistor.

Kim è convinto che le innovazioni nel campo dei materiali, i passi avanti nella progettazione di strutture e le migliorie dei processi produttivi permetteranno di ottenere prestazioni più elevate nonostante attualmente vi possa essere qualche dubbio sulle capacità di scaling.

Se da un lato, con lo sviluppo del processo a 10 nanometri già in corso, sarà lecito attendersi l'approdo sul mercato di chip realizzati con questo processo verso la fine del 2016 o durante il 2017, le cose verso i 10 nanometri si fanno più complicate. Kim crede che per poter sviluppare adeguatamente il processo produttivo a 7 nanometri sarà opportuno rivolgersi a nuove strutture di transistor rispetto alle attuali FinFET o Tri-Gate. Secondo l'executive Samsung sarà più adatta la struttura Gate-All-Around FET, dove il materiale di gate circonda la regione del canale su tutti i lati. Le strutture GAA-FET, che possono avere due o quattro gate effettivi, sono già state implementate in laboratorio sia usando nanocavi di silicio sia con nanocavi di InGaAs (Arseniuro di Indio-Gallio). Per questo motivo Samsung, così come Intel, stanno concretamente pensando alla possibilità di usare InGaAs come materiale per i processi produttivi da 7 nanometri in poi.

L'affinamento delle tecnologie produttive, se ha da sempre rappresentato un elemento fondamentale per il progresso tecnologico, sta divenendo ancor più importante in visione del fatto che nei prossimi anni saranno sempre di più i dispositivi mobile in circolazione che avranno bisogno di soluzioni capaci di un elevato livello prestazionale unito ad un ridotto consumo energetico.

Osservando lo scenario futuro, comunque, appare piuttosto probabile che il settore dei semiconduttori si troverà dinnanzi a cambiamenti particolarmente rilevanti nei prossimi anni. Solitamente queste situazioni rappresentano un passaggio di "selezione naturale": le realtà più deboli potranno sparire dal mercato o venir acquisite da realtà più solide.

Resta aggiornato sulle ultime offerte

Ricevi comodamente via email le segnalazioni della redazione di Hardware Upgrade sui prodotti tecnologici in offerta più interessanti per te

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

3 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
Mparlav25 Febbraio 2015, 16:01 #1
Kinam Kim si è mostrato abbastanza ottimista per i processi produttivi successivi ai 10nm, affermando:"there are no fundamental difficulties until 5nm."

http://www.sammobile.com/2015/02/25...l-difficulties/

una cosa è certo, ad oggi potrei scommettere su Intel, Samsung e TSMC in grado di poter investire adeguatamente per andare sotto i 5-7 nm.
Per gli altri produttori sarà sempre più difficile.



rockroll25 Febbraio 2015, 23:58 #2
Originariamente inviato da: Mparlav
Kinam Kim si è mostrato abbastanza ottimista per i processi produttivi successivi ai 10nm, affermando:"there are no fundamental difficulties until 5nm."

http://www.sammobile.com/2015/02/25...l-difficulties/

una cosa è certo, ad oggi potrei scommettere su Intel, Samsung e TSMC in grado di poter investire adeguatamente per andare sotto i 5-7 nm.
Per gli altri produttori sarà sempre più difficile.


Per ora si tratta di fare fior di sperimentazioni per non dire tentativi su nuovi materiali più o meno promettenti in linea teorica, e questo comporta impegno dei ricercatori più che particolari investimenti, che sicuramente saranno necessari quando, individuata la strada realisticamente più percorribile, non necessariamente la stessa per ogni produttore, si passerà alla realizazione di prototipi e magari piccole serie, quindi se tutto andrà bene si comincerà a pensare a catene produttive ed a relativa industrializzazione... campa cavallo ...
Al momento, ammesso e non concesso che i 10 nm siano alla portata dei due o tre grandi nomi del settore (sarò pessimista ma mi aspetto della nasate feroci), per scendere al di sotto non c'è niente di sicuro allo stato dell'arte, e sopratutto sorprese in negativo, ma anche in positivo, non lo escludo, sono dietro l'angolo.
Ipotizzare scenari futuri è assai azzardato: potrebbero esserci ostacoli e sopratutto costi non previsti a frenare la corsa anche delle realtà maggiori, come potrebbero saltar fuori degli insperati aspetti positivi, sopratutto dal punto di vista dei costi di produzione, tali da mettere in grado di concorrere anche realtà minori.
In ogni caso questo riguarda i grandi produttori di chip del futuro, che sicuramente, sopratutto per rientrare delle pese di investimento, metteranno a disposizione di terzi, altrettanto sicuramente a caro prezzo, le tecnologie di produzione che saranno stati capaci di realizzare.
GTKM26 Febbraio 2015, 09:02 #3
Originariamente inviato da: rockroll
Per ora si tratta di fare fior di sperimentazioni per non dire tentativi su nuovi materiali più o meno promettenti in linea teorica, e questo comporta impegno dei ricercatori più che particolari investimenti, che sicuramente saranno necessari quando, individuata la strada realisticamente più percorribile, non necessariamente la stessa per ogni produttore, si passerà alla realizazione di prototipi e magari piccole serie, quindi se tutto andrà bene si comincerà a pensare a catene produttive ed a relativa industrializzazione... campa cavallo ...
Al momento, ammesso e non concesso che i 10 nm siano alla portata dei due o tre grandi nomi del settore (sarò pessimista ma mi aspetto della nasate feroci), per scendere al di sotto non c'è niente di sicuro allo stato dell'arte, e sopratutto sorprese in negativo, ma anche in positivo, non lo escludo, sono dietro l'angolo.
Ipotizzare scenari futuri è assai azzardato: potrebbero esserci ostacoli e sopratutto costi non previsti a frenare la corsa anche delle realtà maggiori, come potrebbero saltar fuori degli insperati aspetti positivi, sopratutto dal punto di vista dei costi di produzione, tali da mettere in grado di concorrere anche realtà minori.
In ogni caso questo riguarda i grandi produttori di chip del futuro, che sicuramente, sopratutto per rientrare delle pese di investimento, metteranno a disposizione di terzi, altrettanto sicuramente a caro prezzo, le tecnologie di produzione che saranno stati capaci di realizzare.


Fondamentalmente, oltre ad un ovvio problema di costi, c'è da considerare che si sta giungendo ad un limite fisico. Inoltre, ridurre troppo l'area dei gate significa dover tenere in considerazione effetti quantistici che sono trascurabili/assenti nei transistori attualmente prodotti.

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^