Marvell ThunderX3, 96 core ARM e 384 thread per sfidare Intel e AMD sui server

Marvell ThunderX3, 96 core ARM e 384 thread per sfidare Intel e AMD sui server

Marvell ha annunciato l'arrivo entro l'anno di ThunderX3, una nuova gamma di CPU ARM per i server che conta fino a 96 thread e 384 thread. La nuova proposta punta a offrire prestazioni notevolmente superiori alle soluzioni Intel e AMD in svariati carichi di lavoro.

di pubblicata il , alle 14:01 nel canale Processori
Marvell
 

Non solo Ampere Computing con il suo "Altra" fino a 80 core, Amazon con il Graviton2 fino a 64 core o la startup NUVIA, l'ecosistema di soluzioni server basate su architettura ARM che puntano a sfidare le CPU x86 di Intel e AMD si fa più numeroso e agguerrito con la nuova linea di soluzioni ThunderX3 di Marvell.

L'azienda, che si è buttata nel settore server acquistando per 6 miliardi il progettista Cavium sul finire del 2017, ha introdotto un anno più tardi la gamma ThunderX2 caratterizzata da modelli fino a 32 core custom, supporto SMT4 (quattro thread per core) e una frequenza massima "all core" di 2,5 GHz. I chip erano realizzati a 16 nanometri.

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A due anni di distanza, Marvell si ripresenta più ambiziosa che mai, vantando alcune partnership di peso - una di queste è con Azure di Microsoft, ma anche un supercomputer - e l'obiettivo di migliorare enormemente le prestazioni rispetto alla serie precedente. L'azienda guarda all'immediato certo, ma anche al futuro, tanto che nella roadmap compare già ThunderX4 per il 2022.

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Le nuove CPU ThunderX3, realizzate con processo produttivo a 7 nanometri di TSMC, puntano a offrire migliori prestazioni per ciclo di clock, grazie anche a un aumento delle frequenze, ma soprattutto un massimo di 96 core "custom" (ARM v8.3+) con supporto SMT4 per un totale di 384 thread per socket. Il TDP spazierà, a seconda del modello, tra 100 e 240 watt. I core salgono quindi di tre volte rispetto alla generazione precedente, e si tratta di un numero quasi 3,5 volte maggiore rispetto alla migliore offerta di Intel installabile in un socket (Cascade Lake-SP). Si tratta inoltre di un 50% in più rispetto alle attuali CPU AMD EPYC "Rome".

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Marvell dichiara di aver migliorato le prestazioni per ciclo di clock (IPC) del 25%, e tenendo conto della maggiore frequenza - si parla di 3 GHz "all core" – parla di un miglioramento delle prestazioni single-thread di oltre il 60%. Una delle caratteristiche chiave della gamma ThunderX3 è la presenza di quattro unità SIMD a 128-bit - quando impiegate, la frequenza "all core" scende tra 2,2 e 2,6 GHz, a seconda delle temperature e del margine di consumo disponibile. Le prestazioni integer migliorano di almeno 3 volte, grazie ai miglioramenti dell'architettura ma anche al numero elevato di core. Il numero più elevato di unità SIMD garantisce un aumento delle prestazioni in virgola mobile fino a 5 volte.

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La nuova offerta si rivolge a piattaforme a singolo socket o dual socket, con la comunicazione tra i due socket assicurata dalla terza generazione di CCPI (Cavium Cache Coherent Interconnect), un "bus" composto da 24 linee da 28 Gbit/s ciascuna. Per quanto concerne la connettività esterna, ecco 64 linee PCI Express 4.0 con 16 controller per socket. Sul fronte della memoria, il chip conta otto controller DDR4-3200.

Secondo Marvell, i chip x86 non sono ottimizzati a dovere per i moderni carichi di lavoro dei server, in quanto devono coprire un mercato molto ampio che spazia dai PC e notebook fino ad arrivare ai supercomputer. Al contrario, i processori ThunderX3 sono stati progettati specificatamente per rispondere ai carichi di lavoro tipici dei server, e solo di quelli, garantendo una maggiore efficienza energetica e un throughput più elevato.

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Per tutti questi motivi, Marvell dichiara che ThunderX3 offre prestazioni decisamente superiori all'attuale offerta Intel, battendo anche i processori AMD EPYC Rome in alcuni ambiti grazie all'SMT4 e il maggior numero di core. ThunderX3 arriverà sul mercato entro la fine dell'anno, quindi verosimilmente competerà con le CPU EPYC di terza generazione "Milan", e non Rome, nonché con altre proposte da parte di Intel, come ad esempio Ice Lake.

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2 Commenti
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noppy118 Marzo 2020, 14:11 #1
Interessante ma a parte le CPU Power tutte le altre CPU da server sono morte a favore dei chip x86 che appunto spaziano dai notebook ai server per via dei costi/prestazioni e al maggior supporto HW e SW. Vedremo se ARM sarà realmente competitivo visto che in realtà l'azienda ARM si è sempre focalizzata su altri temi e questo non è che una modifica custom su una architettura che non è pensata per i server.
LMCH19 Marzo 2020, 15:42 #2
Originariamente inviato da: noppy1
Vedremo se ARM sarà realmente competitivo visto che in realtà l'azienda ARM si è sempre focalizzata su altri temi e questo non è che una modifica custom su una architettura che non è pensata per i server.

Non sono dello stesso parere.
ARM al giorno d'oggi non è UNA architettura, semmai è una FAMIGLIA di architetture E di set d'istruzioni.
Tra queste il set d'istruzioni ARMv8 è un architettura pensata anche per sistemi ad altissime prestazioni, ed alcune delle implementazioni sono decisamente pensate per server ad alte prestazioni, cloud e supercomputers.

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