La vera rivoluzione di AMD Zen 6 potrebbe non essere nei GHz, ma nella gestione intelligente dei core
Nuove indiscrezioni indicano che AMD Zen 6 potrebbe introdurre una gestione più intelligente delle risorse della CPU. L'obiettivo sarebbe privilegiare i core impegnati nei carichi più importanti, mantenendo frequenze di boost elevate e migliorando fluidità e reattività senza aumentare necessariamente il clock massimo.
di Manolo De Agostini pubblicata il 02 Agosto 2026, alle 10:01 nel canale ProcessoriZenRyzenAMD
Secondo nuove indiscrezioni emerse nelle ultime ore, AMD potrebbe introdurre con l'architettura Zen 6 un approccio differente all'ottimizzazione delle prestazioni dei futuri processori Ryzen. Più che inseguire un ulteriore incremento delle frequenze di boost, la nuova generazione potrebbe concentrarsi su una gestione più efficiente del budget energetico e termico disponibile, distribuendo dinamicamente le risorse ai core realmente coinvolti nei carichi di lavoro più importanti.
Le informazioni provengono da Yuri "1usmus" Bubliy, sviluppatore del software HYDRA dedicato all'overclock e all'ottimizzazione dei processori Ryzen. Pur trattandosi di dettagli non confermati ufficialmente da AMD, lo scenario delineato suggerisce un'evoluzione significativa del modo in cui il processore e il sistema operativo collaborano per gestire le prestazioni.
Tra le novità citate figura CPPC Performance Priority, evoluzione del sistema Collaborative Processor Performance Control (CPPC), già utilizzato per consentire al firmware della CPU e al sistema operativo di amministrare il comportamento dei singoli core. In Zen 6 questo meccanismo potrebbe diventare ancora più granulare, permettendo di assegnare priorità ai core che stanno eseguendo thread particolarmente critici, come quelli principali di un videogioco.

A questa funzionalità si affiancherebbe FloorPerf, un controllo che definisce il livello minimo di prestazioni per ciascun core. Nel momento in cui il processore raggiunge i limiti di consumo o temperatura, i core incaricati delle attività principali potrebbero mantenere frequenze di boost elevate, mentre quelli impegnati in processi secondari o attività in background vedrebbero ridurre automaticamente le proprie prestazioni, liberando parte del budget energetico condiviso. L'obiettivo non sarebbe aumentare la frequenza massima raggiungibile dalla CPU, bensì mantenerla più a lungo sui core realmente importanti.
Le indiscrezioni parlano anche di un'evoluzione del sistema Preferred Cores, che potrebbe integrare una nuova interfaccia denominata CPPC HighestFreq. Grazie a informazioni più precise sulle reali capacità di boost di ogni singolo core, il sistema operativo sarebbe in grado di assegnare i thread più sensibili alle prestazioni, come rendering, logica di gioco e gestione dell'audio, ai core più veloci. A ciò si affiancherebbe il già vociferato Low Power Core, ossia core progettati per privilegiare l'efficienza energetica. Al momento, però, questa soluzione non sarebbe prevista per i processori desktop della famiglia Ryzen.
Un'altra funzione descritta è Per-core EPP Boost. L'Energy Performance Preference (EPP) determina se il processore debba privilegiare le prestazioni oppure il risparmio energetico. Durante il gaming, i thread principali attraversano frequentemente brevi pause in attesa della GPU, di altri thread o del frame successivo; in queste circostanze il core può ridurre temporaneamente la frequenza e non tornare abbastanza rapidamente al livello di boost precedente. La nuova tecnologia potrebbe intervenire esclusivamente sul core interessato, riportandolo rapidamente in modalità prestazionale senza obbligare l'intero processore a operare al massimo delle proprie capacità.
Un esperimento condotto su Steam Deck con una configurazione software analoga ha migliorato del 31,8% le prestazioni dell'indicatore 1% low. Si tratta comunque di un test effettuato su una precedente APU AMD e non rappresenta un benchmark diretto delle future CPU Zen 6, tuttavia fa ben sperare.
Le indiscrezioni comprendono anche PQOS Global Bandwidth Enforcement, un sistema che potrebbe limitare la quantità di banda memoria disponibile ai processi in background, e un'evoluzione dell'IBS Memory Profiler, destinata a fornire dati più dettagliati sugli accessi lenti alla memoria e sui cache miss della cache L3. Queste informazioni permetterebbero al sistema operativo di individuare i processi che interferiscono con le prestazioni dell'applicazione principale e ridurne automaticamente l'impatto.
Qualora tutte queste funzionalità trovassero spazio nei futuri Ryzen desktop e fossero pienamente supportate dal sistema operativo, il beneficio principale potrebbe tradursi in una maggiore stabilità delle frequenze di boost, una migliore continuità dei frame e prestazioni più costanti durante il multitasking. AMD, in ogni caso, non ha confermato l'adozione di queste tecnologie né la loro disponibilità su tutta la futura gamma Zen 6, per cui al momento si tratta esclusivamente di voci di corridoio.










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7 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoAMD ha sostanzialmente gia' smesso di sviluppare CPU,
sta cercando di vendere ancora un po' con quello che ha
e approffittando dei benefici statali di chi produce in occidente,
ma ormai sente il fiato sul collo delle aziende cinesi.
Zen 6 sarà un rebrand e il distacco con Nova Lake sarà tecnologicamente abissale
(nonostante i primi Nova avranno prestazioni solo a un +10% rispetto alla generazione attuale per motivi di marketing)
AMD ha sostanzialmente gia' smesso di sviluppare CPU,
sta cercando di vendere ancora un po' con quello che ha
e approffittando dei benefici statali di chi produce in occidente,
ma ormai sente il fiato sul collo delle aziende cinesi.
Zen 6 sarà un rebrand e il distacco con Nova Lake sarà tecnologicamente abissale
(nonostante i primi Nova avranno prestazioni solo a un +10% rispetto alla generazione attuale per motivi di marketing)
Su che basi affermi questo?
Troppo "sembra talco ma non é .." ?
Posa il fiasco amico mio
AMD ha sostanzialmente gia' smesso di sviluppare CPU,
sta cercando di vendere ancora un po' con quello che ha
e approffittando dei benefici statali di chi produce in occidente,
ma ormai sente il fiato sul collo delle aziende cinesi.
Zen 6 sarà un rebrand e il distacco con Nova Lake sarà tecnologicamente abissale
(nonostante i primi Nova avranno prestazioni solo a un +10% rispetto alla generazione attuale per motivi di marketing)
Ma pensa un po', a me sembrava che la maggior parte dei benefici e finanziamenti statali andassero a Intel.
AMD ha sostanzialmente gia' smesso di sviluppare CPU,
sta cercando di vendere ancora un po' con quello che ha
e approffittando dei benefici statali di chi produce in occidente,
ma ormai sente il fiato sul collo delle aziende cinesi.
Zen 6 sarà un rebrand e il distacco con Nova Lake sarà tecnologicamente abissale
(nonostante i primi Nova avranno prestazioni solo a un +10% rispetto alla generazione attuale per motivi di marketing)
Ahahahahahahahahahahahahahahahahaha ... mi manca il fiato dal ridere LOL
AMD ha sostanzialmente gia' smesso di sviluppare CPU,
sta cercando di vendere ancora un po' con quello che ha
e approffittando dei benefici statali di chi produce in occidente,
ma ormai sente il fiato sul collo delle aziende cinesi.
Zen 6 sarà un rebrand e il distacco con Nova Lake sarà tecnologicamente abissale
(nonostante i primi Nova avranno prestazioni solo a un +10% rispetto alla generazione attuale per motivi di marketing)
spero tu stia scherzando...aziende cinesi? Poi da quanto letto in giro e' Intel che becca molti finanziamenti..
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