La fabbrica lituana che vuole salvare l'industria dei semiconduttori (e abbassare i prezzi)

La fabbrica lituana che vuole salvare l'industria dei semiconduttori (e abbassare i prezzi)

Mentre Apple, Microsoft, Sony, Dell e HP alzano i prezzi dei propri dispositivi a causa dei costi record dei chip di memoria, la startup lituana LITILIT ha avviato a Vilnius una fabbrica di laser a femtosecondi, tecnologia chiave per la lavorazione di precisione dei semiconduttori, puntando a diventare il maggiore produttore mondiale del settore.

di pubblicata il , alle 10:21 nel canale Processori
 

L'aumento vertiginoso dei prezzi dei componenti elettronici degli ultimi mesi ha una causa nota, la corsa all'intelligenza artificiale, ma anche una conseguenza meno discussa: la pressione sugli strumenti di precisione necessari per produrre i chip di nuova generazione. È in questo contesto che si inserisce l'annuncio della startup lituana LITILIT, che ha da poco avviato i lavori per una nuova fabbrica di laser a femtosecondi a Vilnius.

Il tema dei rincari è tornato d'attualità alla fine di giugno, quando Apple ha comunicato un aumento dei prezzi fino al 30% su MacBook e iPad, motivandolo con un'impennata dei costi dei componenti mai vista prima per rapidità e intensità. Alla mossa di Cupertino si sono affiancate quelle di altri produttori, tra cui Microsoft, Sony, Dell e HP, che hanno annunciato rincari analoghi o li stanno valutando.

Nikolajus Gavrillinas, cofondatore e CEO di LITILIT

Il fenomeno riguarda in particolare i chip di memoria, il cui prezzo, secondo un'analisi di Morgan Stanley ripresa da Reuters, sarebbe cresciuto di circa sei volte nell'arco di un anno, spinto dalla domanda legata ai datacenter e ai sistemi di intelligenza artificiale.

Secondo LITILIT, però, la soluzione alla carenza di chip non passa solo dall'ampliamento della capacità produttiva delle fonderie, ma anche dalla disponibilità degli strumenti di precisione necessari a realizzarli. È qui che entrano in gioco i laser a femtosecondi, tecnologia sempre più impiegata nella produzione dei semiconduttori più avanzati grazie alla capacità di effettuare lavorazioni estremamente accurate con un impatto termico minimo.

Nikolajus Gavrilinas, CEO e cofondatore di LITILIT, spiega che sui processi produttivi più moderni anche un danno termico su scala sub-microscopica può rendere inutilizzabile un componente. Per questo i produttori si stanno orientando verso laser a femtosecondi, capaci di asportare materiale senza generare calore residuo nelle strutture circostanti. Gavrilinas segnala però un rischio ulteriore: poiché questa tecnologia laser viene impiegata anche nella produzione di apparecchiature per datacenter e in numerose altre applicazioni avanzate, la sua produzione, oggi concentrata in poche strutture nel mondo, potrebbe trasformarsi essa stessa in un collo di bottiglia.

Il tema ha una rilevanza particolare per l'Europa, che ha recentemente proposto un secondo Chips Act con l'obiettivo di portare la propria quota del mercato globale dei semiconduttori dal 10% al 20% entro il 2030. Anche Stati Uniti e Cina stanno spingendo per rafforzare la produzione di chip sul proprio territorio, rendendo la disponibilità di strumenti di precisione come i laser a femtosecondi una questione strategica su scala globale.

Per rispondere a questa domanda crescente, LITILIT ha avviato la costruzione di un nuovo stabilimento a Vilnius, con l'obiettivo di raggiungere una capacità produttiva di 3.000 laser l'anno entro un paio di anni dall'avvio dell'attività: un volume che, secondo l'azienda, ne farebbe il più grande impianto al mondo dedicato a questa tecnologia.

I laser prodotti da LITILIT si basano su alcuni brevetti sviluppati dai cofondatori dell'azienda, Kęstutis Regelskis, Nerijus Rusteika e lo stesso Gavrilinas, in collaborazione con il Center for Physical Sciences and Technology (FTMC) di Vilnius. L'obiettivo dichiarato è portare i laser a femtosecondi a un livello di diffusione, semplicità di integrazione e affidabilità paragonabile a quello dei laser in fibra a nanosecondi, oggi molto più diffusi su scala industriale.

Gavrilinas sottolinea come i laser a femtosecondi tradizionali, pur offrendo prestazioni elevate, siano notoriamente complessi da produrre e richiedano personale altamente specializzato. LITILIT afferma di aver sviluppato una tecnologia con una minore complessità dei componenti, un design pensato appositamente per la produzione in serie e un elevato livello di automazione dei processi produttivi, caratteristiche che renderebbero i suoi laser più adatti a una produzione su larga scala per applicazioni ad alta precisione, tra cui la manifattura dei semiconduttori.

Secondo il CEO di LITILIT, la lezione da trarre dall'attuale crisi dei chip è che la manifattura avanzata non dipende soltanto dalla capacità dei processi litografici, ma richiede accesso a un intero ecosistema di strumenti abilitanti, dai laser a femtosecondi ai sistemi di packaging avanzato, fino alle tecnologie di lavorazione dei materiali di precisione.

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