Kunpeng 920, testato l'8 core desktop di Huawei: c'è ancora molto da fare

Kunpeng 920, testato l'8 core desktop di Huawei: c'è ancora molto da fare

Una youtuber cinese ha provato un PC desktop con processore Kunpeng 920 con 8 core. Oltre alle prestazioni un po' deficitarie emerge la grande immaturità software del sistema, basato su una distribuzione Linux ad hoc.

di pubblicata il , alle 11:21 nel canale Processori
Huawei
 

Da diverso tempo Huawei è impegnata nella progettazione di processori tramite la sussidiaria HiSilicon, con un'offerta che anzitutto ha interessato il settore degli smartphone, ma che oggi si è allargata fino ai datacenter con proposte realizzate a 7 nanometri fino a 64 core ARM a 64 bit. Da tali processori l'azienda ha derivato un processore per il segmento desktop, una proposta chiamata Kunpeng 920 con 8 core / 8 thread che punta al mercato cinese dei PC OEM.

L'ingresso di Huawei in un settore di mercato per lei nuovo, in cui potenzialmente - sul lungo periodo - potrebbe voler andare a sfidare Intel e AMD, desta una certa curiosità e per questo è interessante capire come si comporta un sistema basato su questo processore, così da avere un'idea del livello attuale di Huawei e vedere in futuro gli eventuali progressi. In nostro soccorso arriva un canale YouTube cinese, dove una ragazza spiega per filo e per segno il nuovo prodotto e soprattutto la miriade di problemi incontrati nel corso della prova.

Negli anni scorsi la Cina ha varato una strategia per ridurre la propria dipendenza dall'hardware occidentale, un processo che a fronte di ingenti investimenti sembra però richiederà ancora del tempo, non solo dal punto di vista puramente hardware ma anche da quello software. Nel video si evidenzia infatti come il software sia il problema principale, in particolare la scarsa compatibilità. A causa dell'architettura, il Kunpeng può far girare solamente il sistema OUS a 64 bit, una versione di Linux modificata. Il sistema operativo si presenta con una buona fluidità e interfaccia, e supporta persino il 4K. C'è anche un app store, il cui accesso ha però richiesto il pagamento di ulteriori 800 yuan (115 dollari), ma in cui mancano software importanti come la suite Adobe. Il sistema non supporta inoltre gli applicativi a 32 bit.

Il PC con processore Huawei è comunque riuscito a far girare il test BMW di Blender, completandolo però in 11 minuti e 47 secondi, un valore molto più alto della stragrande maggioranza di quello fatto registrare dai processori di Intel e AMD - un Ryzen 5 3600 impiega 5 minuti. Il sistema ha riprodotto senza problemi un video 4K in streaming, mentre la riproduzione locale si è dimostrata più problematica, con problemi legati alle scarse prestazioni di codifica. Insomma, dalla prova è emerso che il PC Huawei è oggi maggiormente votato a compiti basilari, come quelli da ufficio, navigare o leggere email, mentre per altri compiti è sconsigliato.

Il sistema è costato 7500 yuan (circa 1000 dollari) e al suo interno ha precisamente un Kunpeng 920 2249K, un chip con 8 core a 2,6 GHz saldato sulla motherboard. La scheda madre Huawei D920S10 possiede quattro slot DIMM, ma in questo caso il sistema ne aveva solo due popolati, per un totale di 16 GB di memoria Kingston DDR4-2666. Nonostante il presunto supporto al PCIe 4.0 da parte del chip, sulla motherboard sono presenti solo tre slot PCIe 3.0 (x16, x4, x1), mentre le opzioni di connettività prevedono un buon assortimento, tra cui due slot M.2. Interessante la presenza di un alimentatore da 200W e una scheda video Radeon RX 550, il che lo rende oggi come oggi non adatto al gaming.

La strada di Huawei e della Cina per combattere ad armi pari con la tecnologia statunitense in ambito desktop è ancora lunga, ma è solo una questione di tempo: dal punto di vista hardware non dovrebbero esserci problemi nell'assicurare prestazioni competitive (la stessa Apple abbraccerà l'architettura ARM in ambito desktop), mentre forse sarà necessario più tempo sul fronte software, anche se Huawei ha una potenza di fuoco tale da poter sopperire a eventuali carenze, come dimostra lo sforzo in ambito smartphone per slegarsi dal Google Play Store.

6 Commenti
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piv3z06 Luglio 2020, 11:42 #1
Conviene guardare il video, è molto esplicativo.
Sandro kensan06 Luglio 2020, 14:54 #2
mettere la traduzione automatica in inglese.
mail9000it06 Luglio 2020, 15:11 #3

sono ancora indietro

Da quello che si capisce gli snapdragon 8cx sono più avanti (come prestazioni) e soprattutto sono compatibili con windows ARM.
Devono maturare ancora parecchio ma la strada è quella.
andbad06 Luglio 2020, 17:18 #4
A 1000€ (+100€ per uno store fuffa) è un affarone.
Venderà tantissimo.

By(t)e
Cappej06 Luglio 2020, 18:18 #5
ovvio che non è uno spot per vendere... ma solo per informare il [S]nemico[/S] mercato che cercano indipendenza si su lato software che hardware.
Parliamoci chiaro, WINDOWS o OSX non saranno perfetti, ma sono anni luce avanti ad un sistema Linux improvvisato per girare su una CPU altrettanto improvvisata!
Ne hanno di strada da fare altro che... ma avranno fatto i loro conti.
LMCH07 Luglio 2020, 01:28 #6
Spannometricamente quei core dovrebbero avere un TDP di 2..3Watt per core a 2.6GHz, ad essere molto ottimisti sono almeno 16Watt su un package che sembra senza un dissipatore con ventola o una heat pipe.
Mi é sfuggito qualcosa oppure quei 2.6GHz sono sostenibili solo per poco tempo.

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