Intel con Trump. Investimento da 7 miliardi di dollari per produrre processori in Arizona

Intel con Trump. Investimento da 7 miliardi di dollari per produrre processori in Arizona

L'azienda costruttrice di processori si schiera a favore delle nuove norme "pro-USA" di Trump. L'annuncio di un investimento in terra americana è ufficiale: 7 miliardi di dollari per una nuova struttura in Oregon per costruire le nuove CPU del futuro.

di pubblicata il , alle 08:31 nel canale Processori
Intel
 

L'idea di investire risorse nella produzione "Made in USA" lanciata durante la campagna elettorale del neo presidente Donald Trump sembra aver riscosso qualche approvazione contrariamente a quanto dichiarato dalla maggior parte delle aziende americane. Sì perché se i più grandi colossi come Google, Facebook, Amazon, Microsoft e altri si sono apertamente schierati contro le nuove misure di Trump ecco che Intel, leader nella fabbricazione dei chip per computer e dispositivi mobile, ha deciso di realizzare nuovi investimenti proprio in territorio americano.

L'annuncio arriva direttamente dalla Casa Bianca dove il CEO di Intel Brian Krzanich ha esternato ufficialmente la volontà da parte della sua azienda di investire ben 7 miliardi di dollari per l'apertura di una nuova struttura ultra tecnologica in Arizona dove verranno impiegate oltre 3000 persone. Un sogno, quello di Trump, che dunque sembra avverarsi con Intel che segue di pari passo quello che Sharp aveva annunciato proprio pochi giorni fa: realizzare un nuovo impianto per la costruzione di pannelli LCD in america.

Nei dettagli il nuovo centro di realizzazione di chip Intel avrà luogo a Chandler appunto in Arizona dove è già pronto il progetto per una struttura in grado di ospitare sì 3000 operai ma che darà lavoro ad oltre 10.000 persone nell'intero stato. I lavori dureranno 4 anni e la nuova struttura permetterà di realizzare nuove tecnologie mai viste fino ad oggi. Sì perché Intel ha intenzione di realizzare ricerca, sviluppo e produzione dei nuovi chip a 7 nanometri proprio nella nuova "Fab42" in arrivo.

Il CEO di Intel, al fianco del nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America, ha dichiarato di essere entusiasta dello sviluppo di queste novità per la sua azienda e soprattutto ha dichiarato come nella nuova fabbrica verranno realizzati i più potenti processori mai costruiti, dichiarando palesemente guerra a tutti i suoi avversari. Anche Trump ha voluto ribadire durante l'annuncio di come le sue nuove politiche fiscali stiano già dando i loro frutti e che le novità di Intel ma anche di Sharp non fanno che incrementare l'occupazione americana con vantaggi fiscali decisamente importanti per le aziende stesse.

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16 Commenti
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Notturnia10 Febbraio 2017, 08:33 #1
Fab42.. 7 miliardi.. apperò..
jepessen10 Febbraio 2017, 08:53 #2
Fra le tante cose che ha detto Trump questa e' una di quelle che potrebbe avere senso...

Fermo restando i limiti; non so una mazza di come si gestisce una multinazionale quindi non so l'effettivo svantaggio che potrebbero avere nell'aumentare i costi di produzione gestendo tutto (o una parte maggiore del business) in loco e se quindi col livello di globalizzazione sia una cosa realizzabile, ma se con le dovute analisi si capisce che e' una cosa che si puo' fare magari riducendo un po' di premi produzione a manager vari a me personalmente non dispiace..
Sandime10 Febbraio 2017, 09:14 #3
La faccia di Brian Krzanich sembra tutto fuorchè "approvazione"
marcram10 Febbraio 2017, 09:29 #4
Probabilmente la nuova politica nazionalistica americana stravolgerà un po' tutto il mercato tecnologico mondiale.
Secondo me le conseguenze principali saranno due: aumento considerevole dei prezzi dei nuovi prodotti Made in Usa e aumento della concorrenza asiatica a basso costo.
Le ditte asiatiche di produzione, infatti, una volta persi i contratti con le grandi case americane, cominceranno la produzione di prodotti propri.
Potrebbe esser stata una mossa giusta, ma allo stesso tempo potrebbe avere dei risvolti negativi per gli Usa... Vedremo come si evolverà.
Portocala10 Febbraio 2017, 09:43 #5
Peccato che le informazioni non sono complete.

L'accordo era stato fatto con Obama nel lontano 2011 per poi essere accantonato dalla stessa Intel nel 2014 a causa del calo di richieste di PC e il poco successo avuto nell'ambito mobile.

http://www.theverge.com/2017/2/8/14...mp-announcement

Viene dato credito a Trump giusto di facciata anche perchè Intel non riceve bonus fiscali governativi.
CrapaDiLegno10 Febbraio 2017, 09:47 #6
Originariamente inviato da: marcram
Probabilmente la nuova politica nazionalistica americana stravolgerà un po' tutto il mercato tecnologico mondiale.
Secondo me le conseguenze principali saranno due: aumento considerevole dei prezzi dei nuovi prodotti Made in Usa e aumento della concorrenza asiatica a basso costo.
Le ditte asiatiche di produzione, infatti, una volta persi i contratti con le grandi case americane, cominceranno la produzione di prodotti propri.
Potrebbe esser stata una mossa giusta, ma allo stesso tempo potrebbe avere dei risvolti negativi per gli Usa... Vedremo come si evolverà.


Il problema non è quello che dice Trump, che può dire quello che vuole come ogni altro populista che abbiamo noi in casa, ma quello che vuole il mercato.
Se fai produrre in USA un prodotto e questo poi costa il 20% in più (ad essere ottimisti), per mantenere lo stesso margine le aziende dovranno venderlo al 20% in più. A quel punto sei sicuro che il mercato vorrà ancora il tuo prodotto o perderai il 20% del mercato (come minimo) a favore di chi non produrrà negli USA (perché non credo che tutte le multinazionali americane si precipiteranno ad aprire fabbriche negli States) o di prodotti esteri che dislocando la produzione rimangono con prezzi inferiori?

Il processo di fidelizzare il cliente garantendo un prodotto di maggiore qualità rispetto alla concorrenza dietro prezzo più alto è un processo lento (anzi lentissimo) che richiede anni se non decenni e non sempre comunque fa presa.
Basta andare in un qualsiasi centro commerciale e vedere la qualità dei prodotti che la gente compra: normalmente l'idea è prendere quello che costa meno o poco più del minimo. I prodotti che costano molto di più e che magari (perché non sei davvero sicuro) hanno qualità decisamente superiore sono trascurati dai più. Chi non sceglie il minimo è perché sceglie una marca con cui si è trovato bene e spera che spendendo di più del minimo troverà un prodotto che lo soddisfa nuovamente (ma non è detto, perché i modelli cambiano, la tecnologia pure e anche la qualità che le aziende mettono nei loro diversi prodotti).

E come aveva previsto cdimauro.. Intel apre finalmente la fabbrica che non aveva mai aperto quando è passata a produrre i 14nm! Peccato che non sia a 14nm ma sul un nodo produttivo avveniristico (che vuol dire che quando sarà pronta prenderà il posto nella produzione di qualche altra fabbrica (probabilmente più di una) in giro per il mondo, o negli States, che non sarà aggiornata al nuovo PP). A 7 anni dall'annuncio che sarebbe stata aggiornata a 14nm per non essere in realtà mai aperta sapremo cosa (e se) produrrà questa fabbrica.

Ah, i 10nm sono ancora una volta annunciati essere in ritardo... eppure..eppure.. tutto andava bene.. le roadmap erano perfettamente seguite! Intel rischia seriamente di perdere il primato sul processo produttivo, e questo vuol dire che o toglie la paglia dal cul0 e comincia ad anellare una serie di architetture con vantaggi netti rispetto alle generazioni precedenti, oppure smetterà di essere la monopolista de-facto in tutti i settori.
La politica di alzare i prezzi dei nuovi prodotti per mantenere i profitti non può certo andare avanti per sempre. Sopratutto se la concorrenza può presentare (finalmente) prodotti competitivi sotto ogni punto di vista (costi, prestazioni, consumi e prezzi).
lagunaloires10 Febbraio 2017, 11:12 #7

Bruno Mucciarelli

Caro Bruno Mucciarelli, ma lei sa dire solo "si perché"? il suo intercalare è tremendo e quasi quasi sta raggiungendo il fastidio del "piuttosto che"
Altro punto a favore della professionalità di HW
Ago7210 Febbraio 2017, 11:44 #8
Originariamente inviato da: CrapaDiLegno
Se fai produrre in USA un prodotto e questo poi costa il 20% in più (ad essere ottimisti), per mantenere lo stesso margine le aziende dovranno venderlo al 20% in più. A quel punto sei sicuro che il mercato vorrà ancora il tuo prodotto o perderai il 20% del mercato (come minimo) a favore di chi non produrrà negli USA (perché non credo che tutte le multinazionali americane si precipiteranno ad aprire fabbriche negli States) o di prodotti esteri che dislocando la produzione rimangono con prezzi inferiori?


Il tuo discorso in linea di massima è corretto, anche se non è del tutto corretto per quanto riguarda Intel.
Intel ha un monopolio di fatto a livello di processori per il mondo desktop/server. Quindi noi siamo di fatto obbligati a comprare da loro o a ridurre la spesa, ma non ci possiamo rivolgere ad altri fornitori più economici.
CrapaDiLegno10 Febbraio 2017, 12:01 #9
Originariamente inviato da: Ago72
Il tuo discorso in linea di massima è corretto, anche se non è del tutto corretto per quanto riguarda Intel.
Intel ha un monopolio di fatto a livello di processori per il mondo desktop/server. Quindi noi siamo di fatto obbligati a comprare da loro o a ridurre la spesa, ma non ci possiamo rivolgere ad altri fornitori più economici.


Sì, il mio discorso era riferito in generale alla politica fiscale di Trump, non nello specifico ad Intel.
Anche se Intel, come abbiamo visto con ARM, non è che può sempre credere di poter vendere roba che le costa come un lingotto d'oro quando gli altri producono roba migliore a prezzi molto più bassi. Ricordiamo che Intel con i 10nm aprirà le fonderie ai produttori ARM di terze parti, quindi è indispensabile per avere clienti che faccia prezzi che siano in concorrenza con le altre fonderie. E mentre prima poteva dire, o vieni da me che sono l'unica con i 10nm o te ne stai con il processo merdoso della concorrenza, volevo far notare che Samsung la prossima tornata produrrà già a 10nm i suoi processori, più quelli di Qualcomm (Apple? Boh).
Rischia di aprire fabbriche agli altri quando ormai è eguagliata se non superata. E se ha un PP più costoso (per manodopera, energia e quant'altro costa di più un USA rispetto all'Estremo Oriente), non è che può tanto essere competitiva.
LordPBA10 Febbraio 2017, 12:14 #10
il piu' grosso problema di Trump e' che non e' gay

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