IBM: oltre i 22nm grazie al

IBM: oltre i 22nm grazie al

Big Blue compie un passo avanti nella ricerca tecnologica, combinando le attuali tecniche di litografia con un nuovo metodo di autoassemblaggio di nanoparticelle, grazie all'uso di appositi filamenti di DNA

di Andrea Bai pubblicata il , alle 11:18 nel canale Processori
IBM
 

Una collaborazione tra IBM Research ed il California Institute of Technology ha portato al compimento di un passo avanti molto importante nella ricerca scientifico-tecnologica che potrebbe permettere all'industria dei semiconduttori di proseguire saldamente sulla strada della realizzazione di chip più potenti, più efficienti e più economici.

I ricercatori IBM, assieme al ricercatore Paul W.K. Rothemund del California Institute of Technology, hanno combinato le tradizionali tecniche di patterning litografico e di self-assembling, elaborando un metodo per allocare una struttura DNA (che IBM chiama DNA Origami) su una superficie compatibile con gli attuali macchinari per la produzione di semiconduttori.

La principale sfida che l'industria dei semiconduttori si trova a dover affrontare ai giorni nostri è rappresentata dallo sviluppo di tecniche e tecnologie in grado di scendere oltre la barriera dei 22 nanometri (riferita alla dimensione del gate dei transistor impiegati in un chip), che porta le varie realtà impegnate in questo ambito ad esplorare nuove classi di transistor in grado di far uso, ad esempio, di nanocavi di silicio o nanotubi di carbonio. In questo contesto IBM ha studiato un particolare approccio, in grado di oltrepassare il limite dei 22nm, che di fatto utilizza le molecole di DNA come fossero impalcature in grado di sorreggere queste nanoparticelle, le quali sono poi in grado di autoassemblarsi in pattern precisi grazie all'adesione alle molecole di DNA.

Le tecniche per la preparazione del DNA Origami sono state sviluppate presso il California Institute of Technology e prevedono l'autoassemblaggio di una singola molecola di DNA in soluzione tramite una reazione tra un lungo filamento di DNA virale e una miscela di filamenti corti sintetici di oligonucleotidi. Tali segmenti, che vanno di fatto a ricoprire il DNA virale nella desiderata forma bidimensionale, assumono la funzione di punti di ancoraggio ai quali le nanoparticelle possono aderire, con una distanza tra tali punti di circa 6 nanometri.

I template litografici sono invece stati realizzati da IBM facendo uso delle normali tecniche impiegate nell'industria dei semiconduttori per la costruzione dei chip che sono presenti nei computer di tutti i giorni. La chiave di volta è stata individuata con la scoperta del materiale adatto per la realizzazione del template in modo tale da poter disporre di condizioni ideali per la deposizione del DNA Origami.

Spike Narayan, responsabile di scienza e tecnologia per IBM Research, ha commentato: "I costi necessari per realizzare transistor sempre più piccoli per incrementare le prestazioni dei chip rappresentano un ostacolo per poter per tenere il passo con la legge di Moore, ed un problema per tutta l'industria dei semiconduttori. La combinazione di questo metodo per l'autoassemblaggio con le attuali tecnologie di fabbricazione, possono eventualmente portare a sostanziali risparmi nella parte più dispendiosa della realizzazione dei chip."

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25 Commenti
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imploso18 Agosto 2009, 11:35 #1

virus

ora l'antivirus avrà tutto un altro significato!
regenesi18 Agosto 2009, 11:39 #2

...

si, bisognerà stare attenti che non disassebli il processore....
Kuarl18 Agosto 2009, 12:02 #3
è da un po' che se ne parla, assieme a molte altre tecnologie quali il computer quantistico...

il fatto è che fino a quando non arrivano sul mercato questi annunci lasciano il tempo che trovano.
Cappej18 Agosto 2009, 12:03 #4
Boia... che "resarch" che hanno alla IBM... ma soprattutto ... che CONTOC****ONI! minchia...
LoganTom18 Agosto 2009, 12:55 #5
notizia molto interessante, forse non per il mercato ma tanto per il valore in se dello sviluppo...questo dimostra che comunque crisi o non, o qualsiasi altra cosa...la ricerca continua a progredire e a livelli che solo pochi anni fa non si pensava nemmeno.

K-Kun18 Agosto 2009, 13:28 #6
Boh, sono anni che tecniche di fotolitografia vengono usare per creare superfici con legate molecole di DNA (chiamate tralaltro DNA chip) per lo studio degli SNPs (single nuclear polymorphysms) in biologia molecolare. Chissà che l'idea non gli sia venuta proprio osservando questa tecnologia.
Capozz18 Agosto 2009, 13:57 #7
Il tutto è molto affascinante, davvero.
Però deve essere realizzato in tempi tutto sommato brevi, i 22 nm sono molto vicini ormai, tempo 3 anni (forse meno) e ci siamo.
supertigrotto18 Agosto 2009, 14:41 #8

il mio nome è leggenda

skynet si fonderà con la vita biologica..................
Presto ci sarà il day one per la razza borg!
A me mi basta che mi lascino i componenti per trasformarmi in geeg!
cagi6918 Agosto 2009, 14:55 #9
Hanno semplicemente trovato un nuovo impiego per il Tamiflu!!!
elevul18 Agosto 2009, 15:33 #10
Originariamente inviato da: Capozz
Il tutto è molto affascinante, davvero.
Però deve essere realizzato in tempi tutto sommato brevi, i 22 nm sono molto vicini ormai, tempo 3 anni (forse meno) e ci siamo.


Ecco, stesso dubbio venuto a me mentre leggevo ieri la notizia su anandtech. Siamo già al limite, o manca pochissimo, quindi questa tecnologia serve in al massimo 2-3 anni, non in 10...

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