Google assume un veterano di Intel per progettare i chip server del futuro

Google assume un veterano di Intel per progettare i chip server del futuro

Uri Frank, veterano di Intel che ha sviluppato molte architetture Core, è stato assunto da Google per guidare la progettazione di chip server. Al momento i progetti non sono ben delineati, ma l'azienda parla di SoC come "la nuova motherboard".

di pubblicata il , alle 17:01 nel canale Processori
Google
 

Google ha intenzioni sempre più serie nella progettazione di chip per i propri server. L'azienda di Mountain View ha annunciato l'assunzione di Uri Frank nel ruolo di "VP of Engineering" per dare forma ai chip che plasmeranno i suoi futuri datacenter.

Uri non è "uno qualsiasi", ha militato in Intel per oltre vent'anni occupandosi della progettazione di numerose architetture, anche progetti che probabilmente vedremo solo in futuro. "Uri ci aiuterà a costruire un team di livello mondiale in Israele", scrive l'azienda in un post intitolato "The past, present and future of custom compute at Google". Tra l'altro è interessante notare come Uri Frank abbia lasciato Intel dopo essere diventato lo scorso agosto il general manager per lo sviluppo Core & Client nel Design Engineering Group.

Secondo Google, i chip custom "sono un modo per aumentare le prestazioni e l'efficienza ora che la Legge di Moore non fornisce più rapidi miglioramenti a chiunque. Così, oggi raddoppiamo gli sforzi verso questo approccio". Nel 2015 Google introdusse la Tensor Processing Unit (TPU) nei propri server, un chip hardware fondamentale per gestire servizi come la ricerca vocale in tempo reale, il riconoscimento di oggetti nelle foto e la traduzione delle lingue.

Nel 2018 l'azienda proseguì nello stesso solco con la Video Processing Unit (VPU) per sostenere la richiesta sempre maggiore di video su servizi come YouTube e Meet. Un anno più tardi fu la volta di OpenTitan, il primo progetto open source per assicurare la realizzazione di chip sicuri (RoT, Root of Trust). L'azienda ha inoltre messo a punto soluzioni custom per SSD, hard disk, schede di rete e altro, spesso in collaborazione con partner esterni.

L'ingresso di Uri Frank alza l'asticella. "A oggi, la scheda madre è stata il nostro punto di integrazione, dove inseriamo CPU, reti, dispositivi di archiviazione, acceleratori custom, memoria, tutti di diversi fornitori, in un sistema ottimizzato. Ma non è più sufficiente: per ottenere prestazioni più elevate e utilizzare meno energia, i nostri carichi di lavoro richiedono un'integrazione ancora più profonda nell'hardware sottostante", spiega Google.

Anziché integrare componenti in una motherboard dove "sono separati da diversi centimetri di piste elettriche, vogliamo puntare a realizzare progetti System on Chip (SoC) dove più funzioni risiedono sullo stesso chip, o più chip all'interno di un package. "In altre parole il SoC è la nuova motherboard".

Google afferma che in un SoC, "proprio come su una scheda madre, le singole unità (CPU, TPU, transcodifica video, crittografia, compressione, comunicazione remota, ecc.) provengono da fonti diverse. Le compriamo dove ha senso, le costruiamo noi stessi dove dobbiamo e miriamo a costruire ecosistemi a vantaggio dell'intero settore".

L'azienda statunitense non dice esattamente se desideri realizzare un SoC server su base ARM come AWS (Amazon) o se punti su un altro progetto, magari RISC-V. Non è da escludere inoltre che l'ingresso di Uri Frank getti le basi per l'adozione di CPU x86 custom su più ampia scala. Intel realizza Xeon custom per grandi clienti e AMD ha una divisione che collabora con Microsoft, Sony e altre realtà a cui potrebbe aggiungersi Google. Non resta che attendere, di certo l'arrivo di un profilo del genere in un colosso come Google apre scenari molto interessanti.

7 Commenti
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Gringo [ITF]23 Marzo 2021, 17:23 #1
Secondo Google, i chip custom "sono un modo per aumentare le prestazioni e l'efficienza ora che la Legge di Moore non fornisce più rapidi miglioramenti a chiunque.


.... be lo sapevano già all'epoca di Commodore, con 7Mhz e 3 chip custom si faceva miracoli.
Mechano23 Marzo 2021, 17:47 #2
Originariamente inviato da: Gringo [ITF]
.... be lo sapevano già all'epoca di Commodore, con 7Mhz e 3 chip custom si faceva miracoli.


E con Amiga poi hanno stupito il mondo.

Finiti quei tempi, solo x86 con un bus dati per le schede su slot.

Oggi con APU e soprattutto Apple M1 si torna ai tempi dell'integrazione e guarda caso si magnano x86 a colazione.

D'altronde i SoC ARM con integrati i coprocessori AI mostrano come ci si possa adattare a tutto con ottime prestazioni.

Ah e se cambi paradigma software i SoC ARM sui notebook si magnano qualsiasi x86 per autonomia e versatilità. Specie sui Chromebook.
coschizza23 Marzo 2021, 18:14 #3
Originariamente inviato da: Mechano
E con Amiga poi hanno stupito il mondo.

Finiti quei tempi, solo x86 con un bus dati per le schede su slot.

Oggi con APU e soprattutto Apple M1 si torna ai tempi dell'integrazione e guarda caso si magnano x86 a colazione.

D'altronde i SoC ARM con integrati i coprocessori AI mostrano come ci si possa adattare a tutto con ottime prestazioni.

Ah e se cambi paradigma software i SoC ARM sui notebook si magnano qualsiasi x86 per autonomia e versatilità. Specie sui Chromebook.


A guardare i test di Apple si a usarlo realmente scopri che non è poi così superiore anzi, è superiore solo nei consumi
les223 Marzo 2021, 18:52 #4
tipo?
Mechano23 Marzo 2021, 19:50 #5
Originariamente inviato da: coschizza
A guardare i test di Apple si a usarlo realmente scopri che non è poi così superiore anzi, è superiore solo nei consumi


Potenza l'M1 non ne ha come gli i7. Ma ha software ottimizzato, e lavora bene.

Io dico che se volevano l'autarchia sono a buon livello.

E ci sono oggi Chromebook Arm con Snapdragon che vanno veramente bene...

Si dargli archivi compressi ed elaborazioni di excel enormi lo vedi che non crunchano poi così tanto. Ma tutte le operazioni per l'utente comune vanno benone.
demon7724 Marzo 2021, 00:04 #6
Originariamente inviato da: Mechano
Oggi con APU e soprattutto Apple M1 si torna ai tempi dell'integrazione e guarda caso si magnano x86 a colazione.


Beh questo non è vero. M1 è indiscutibilmente molto valido e tiene testa alle controparti X86, non è che li surclassa.

Comunque uno svantaggio di X86 probabilmente sta nel fatto che si porta dietro un sacco di zavorra legata alla retrocompatibilità.. se si rinnovasse radicalmente abbandonando la zavorra guadagnerebbe parecchio penso, soprattutto in termini di efficienza.. ma a quel punto non sarebbe più nemmeno corretto definirlo X86.
cdimauro24 Marzo 2021, 06:53 #7
Originariamente inviato da: 'Manolo De Agostini']L'azienda statunitense non dice esattamente se desideri realizzare un SoC server su base ARM come AWS (Amazon) o se punti su un altro progetto, magari RISC-V. Non è
Google non ha e non può avere licenze IA32/x86-64 per produrre chip basati su quest'ISA.

Invece è da anni che ha abbracciato RISC-V, ed è Strategic Member del consorzio.
Originariamente inviato da: Mechano
E con Amiga poi hanno stupito il mondo.

Finiti quei tempi, solo x86 con un bus dati per le schede su slot.

Già prima che finissero i tempi dell'Amiga su PC/x86 c'erano coprocessori hardware dedicati ben superiori a quelli della meravigliosa (soltanto quando è stata commercializzata la prima) macchina di casa Commodore.

A meno che non fossi rimasto fermo ai PC dei primi anni, e allora si spiegherebbe tutto.
Oggi con APU e soprattutto Apple M1 si torna ai tempi dell'integrazione e guarda caso si magnano x86 a colazione.

T'hanno già risposto, ma integro: integrazione che c'è già da tempo sui PC, anche se non così spinta come per il SoC di Apple.
[QUOTE]D'altronde i SoC ARM con integrati i coprocessori AI mostrano come ci si possa adattare a tutto con ottime prestazioni.

E' soltanto Apple finora a mostrare un'integrazione spinta a quel livello: gli altri produttori di SoC ARM non offrono soluzioni del genere.
Ah e se cambi paradigma software i SoC ARM sui notebook si magnano qualsiasi x86 per autonomia e versatilità. Specie sui Chromebook.

Anche su questo t'hanno già risposto.
Originariamente inviato da: demon77
Beh questo non è vero. M1 è indiscutibilmente molto valido e tiene testa alle controparti X86, non è che li surclassa.

*
Comunque uno svantaggio di X86 probabilmente sta nel fatto che si porta dietro un sacco di zavorra legata alla retrocompatibilità.. se si rinnovasse radicalmente abbandonando la zavorra guadagnerebbe parecchio penso, soprattutto in termini di efficienza..

Togliendo soltanto la "tassa x86" il guadagno non sarebbe parecchio. Ci sono studi in proposito (per lo meno interni a Intel, dove ho avuto la fortuna di poter fruire di alcuni workshop che hanno affrontato anche queste tematiche), e opinioni riportate anche da gente che ha lavorato sia alla Intel sia ad ARM.

Se, oltre a togliere la suddetta "tassa", si facessero anche altri cambiamenti all'ISA, allora il guadagno sia in termini di efficienza (consumi) sia prestazionali potrebbe essere ben superiori.
ma a quel punto non sarebbe più nemmeno corretto definirlo X86.

Esatto: sarebbe un'altra cosa.

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