Fujitsu A64FX porta ARM nel mondo dei supercomputer. Addio a SPARC
Fujitsu ha annunciato lo sviluppo di un processore con base ARMv8-A per il mondo dei supercomputer, che andrà a sostituire i processori SPARC nell'offerta dell'azienda giapponese
di Riccardo Robecchi pubblicata il 30 Agosto 2018, alle 11:21 nel canale ProcessoriFujitsu
Fujitsu è molto attiva - tra le altre cose - nello sviluppo di supercomputer. L'azienda giapponese aveva acquisito una licenza per l'architettura SPARC da Sun Microsystems (ora Oracle) e aveva creato il supercomputer più veloce al mondo nel 2011, il computer "K". A sette anni di distanza, con l'architettura SPARC che è destinata al tramonto, per la nuova generazione di "K" Fujitsu si è spostata verso un'altra architettura RISC che promette di garantire prestazioni di alto livello: ARM.
Fujitsu ha infatti collaborato direttamente con ARM per sviluppare il processore A64FX, che utilizza l'architettura ARMv8-A con le istruzioni SVE (Scalable Vector Extension) pensate appositamente per l'uso nei supercomputer. Ciascun processore può essere configurato per contenere fino a 48 core, con due pipe SIMD da 512 bit per core, supporto alla memoria HBM2, quattro core "assistenti" e banda passante per la memoria che si prevede sfondi il muro del terabyte al secondo.
Tutto questo fornisce una potenza di calcolo pari a 2,7 TFLOPS per processore nei calcoli a virgola mobile in doppia precisione (64 bit), o il doppio (5,4 TFLOPS) per i calcoli in singola precisione a 32 bit. Si prevede che il Fujitsu A64FX venga utilizzato prevalentemente per l'intelligenza artificiale, che fa un grande uso della virgola mobile in singola precisione, dunque questo è il dato più rilevante. Il risultato finale dovrebbe essere un miglioramento delle prestazioni pari a due volte e mezzo rispetto ai processori SPARC XIfx che l'A64FX sostituisce.
A64FX farà uso dell'interconnessione ToFu (Torus Fusion) che garantisce scalabilità fino a 100.000 nodi e collegamenti duplex (bidirezionali) con banda passante di picco pari a 10 GB/s.
Questi miglioramenti prestazionali sono altresì accompagnati da promesse di miglioramenti nell'efficienza energetica, grazie anche alla possibilità di monitorare prestazioni e consumi a livello del singolo chip.
Al momento il Fujitsu A64FX è destinato al successore del computer K, sviluppato in collaborazione con il Riken Advanced Institute for Computational Science. Non è noto, come scrive Network World, se verrà reso disponibile anche al di fuori del Giappone.










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9 Commenti
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Avrebbero fatto prima a chiudere tutte le attività ex SUN il giorno dopo l'acquisto, sta perdita di tempo...
Ormai sono tutti RISC, le CPU x86 hanno un layer di decodifica per continuare a supportare le istruzioni CISC della famiglia ma poi internamente funzionano e sono a tutti gli effetti architetture RISC
Al confronto i nostri boiardi distruggi-aziende sono dei signor nessuno
Però Oracle una cosa buona l'ha fatta, ha dato Java alla comunità lavandosene le mani. Più lontano starà da Oracle, più possibilità di sopravvivenza avrà.
Extend
Extinguish
Gridiamo al mirOracle
x86 è rimasto CISC, mentre i RISC più moderni hanno perso non soltanto la R ma quasi tutte le caratteristiche hanno caratterizzato questa macrofamiglia di architetture.
In realtà, parlando propriamente di architetture, x86 non è affatto un ibrido, ma decisamente un CISC "fino alle unghie dei piedi".
Se parliamo, invece, di microarchitetture, è vero che internamente utilizza un particolare RISC per arrivare a completare l'esecuzione delle istruzioni ("native"; x86).
Ciò che conta rimane l'architettura (ISA): è questa l'interfaccia fra software (a tutti i livelli) e il "ferro" (processore). Infatti ruota tutto attorno all'ISA. Non sviluppi compilatori per il RISC interno (che fa parte della microarchitettura) a un processore x86, ma sempre e soltanto per l'ISA.
La microarchitettura è certamente molto importante, perché è quella che fa funzionare il tutto a "velocità smodata", ma rimane ben nascosta all'interno del core, e inaccessibile ai programmatori e in generale al software. Rimane, dunque, un dettaglio. Importante, senz'altro, ma pur sempre un dettaglio rispetto alla caratteristica madre, fondamentale: l'ISA.
Aggiungo che, paradossalmente, alcuni RISC... adottano un RISC interno ancora più semplice per completare l'esecuzione delle istruzioni ("native"
Un RISC che fa uso di un RISC internamente fa un po' ridere, ma ben rappresenta l'evoluzione (in realtà parlerei di snaturamento) che ha subito questa macrofamiglia, che ormai è quasi del tutto "CISCizzata". Infatti a memoria non ricordo di processori RISC moderni (e ancora oggi utilizzati) che ricalchino fedelmente i principi cardine del primo RISC.
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