Disponibili le prime cpu Intel Pentium 4 con supporto VT

Disponibili le prime cpu Intel Pentium 4 con supporto VT

Il produttore americano introduce le prime cpu dotate di supporto ufficiale alla tecnologia VT, per la virtualizzazione

di Paolo Corsini pubblicata il , alle 08:52 nel canale Processori
Intel
 

Intel ha ufficialmente presentato le prime due cpu della famiglia Pentium 4, dotate di supporto alla tecnologia VT, Virtualization Technology, che permette di fornire un miglior supporto hardware alla virtualizzazione.

Questa è una tecnica con la quale vengono utilizzati, sullo stesso PC, differenti sistemi operativi eseguiti contemporaneamente, permettendo un migliore sfruttamento delle risorse hardware a disposizione a seconda dell'ambito di utilizzo del computer.

I nuovi processori sono modello Pentium 4 672 e 662, con frequenze di clock rispettivamente pari a 3,8 GHz e 3,6 GHz. Fatta eccezione per l'integrazione della tecnologia VT, queste cpu vantano le medesime caratteristiche architetturali dei precedenti modelli 670 e 660: il Core, quindi, è quello Prescott con processo produttivo a 90 nanometri, dotato di cache L2 da 2 Mbytes integrata nel Core, supporto alla tecnologia HyperThreading e frequenza di bus Quad Pumped pari a 800 MHz.

I prezzi ufficiali di questi nuovi processori sono pari rispettivamente a 605 e 401 dollari, per lotti da 1.000 processori acquistati dai distributori e dai partner OEM di Intel. I primi sistemi dotati di queste cpu sono al momento già disponibili in commercio, offerti da Acer, Founder, Lenovo e TongFang.

Di seguito un estratto dal comunicato stampa ufficiale:

INTEL APRE UNA NUOVA ERA PER LA VIRTUALIZZAZIONE

Assago (Milano), 14 novembre 2005 – Offrendo per la prima volta nel settore il supporto della virtualizzazione hardware per i PC desktop, Intel Corporation ha presentato alcuni nuovi processori che forniscono alle aziende un miglioramento della gestione e della sicurezza.

La virtualizzazione permette a una piattaforma di eseguire più sistemi operativi o applicazioni in partizioni, o "contenitori", indipendenti che è possibile personalizzare in base a esigenze specifiche, ad esempio i servizi di gestione IT e la protezione delle risorse di rete.

“Con innovazioni come la tecnologia Intel® Virtualization integrata, Intel ricopre un ruolo di primo piano nell'affrontare alcune delle sfide più significative che le aziende devono affrontare nel campo dell'IT”, ha affermato Robert B. Crooke, Vice President e General Manager del Business Client Group di Intel. “Secondo gli analisti la virtualizzazione è una delle tecnologie più dirompenti degli ultimi dieci anni nel settore dei PC. La nostra tecnologia, abbinata all’impegno per predisporre il settore, contribuirà a rendere disponibile la virtualizzazione nel settore mainstream”.

Con il supporto della virtualizzazione, le aziende possono mantenere il pieno controllo di una parte di un PC per eseguire i servizi di gestione o di sicurezza senza interrompere l'utente e senza permettergli di interferire con applicazioni strategiche. In questo modo possono proteggersi più efficacemente da un codice sospetto o virus filtrando il traffico di rete tramite una partizione IT distinta, prima che raggiunga l’utente.

La configurazione di più partizioni su un PC consente di migliorare la manageability fornendo il supporto per le applicazioni legacy e permettendo allo stesso tempo di testare e adottare nuovi ambienti operativi.

PC desktop basati su processore Intel® Pentium® 4 con Intel® Virtualization Technology sono offerti da Acer, Founder, Lenovo e TongFang. Lenovo ha già iniziato a fornire sistemi pilota basati sulla tecnologia Intel® Virtualization a determinati clienti, mentre nel primo trimestre del 2006 è previsto l’ampio supporto di soluzioni PC desktop da parte dei principali produttori di sistemi. I principali fornitori di soluzioni di virtualizzazione nel settore, tra cui VMware, Microsoft e Xen, si sono inoltre uniti a Intel nel supporto per la tecnologia Intel Virtualization nei futuri PC e server basati su processori Intel®.

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54 Commenti
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farinacci_7915 Novembre 2005, 09:05 #1

In breve...

...qualcuno mi spiega come funziona questa "virtualizzazione"?

Capisco perfettamente l'utilità di avere più sistemi operativi installati anzichè "emulati" che funzionino se dover riavviare ogni volta il PC.....ma come funziona in pratica? C'è una specie di switch hardware...?!?!?!

Illuminatemi...
[IlD4nX]15 Novembre 2005, 09:05 #2
Quindi questi proci (sia Intel che AMD) segneranno la fine dei vari VMWare e compagnia briscola ? Molto interessante...
Jaguarrrr15 Novembre 2005, 09:38 #3
guarda che VMWare in una azienda ti salva le bretelle per il momento...

Avere una macchina virtuale già bella e pronta sulla quale fare delle installazioni di una nuova versione di prodotto e poi eventualmente fare discard e ricominciare (questa cosa l'ho detta banalmente per tagliare corto) è una manna dal cielo

In ambito casalingo vmware non è apprezzabile... ma qui a lavoro...

Immagina che io, dove lavoravo l'anno scorso, avevo un pc per lo sviluppo e un server sul quale avevo 7 Virtual machine, una per ogni commessa sulla quale lavoravo, sette sistemi operativi di installazione base identica sul quale c'era lo stesso software con personalizzazioni assolutamente incompatibili, dal database alle DLL per le transizioni sotto COM+, alle pagine asp...

La cosa bella è avere una sola macchina e sette sistemi operativi. Mediamente ne aprivamo 2 max 3 sulla macchina e per fare questo bastava 1GB di ram se avevano i db SQL Server.
Quelle con DB Oracle ovviamente necessitavano più ram.
Ma sempre meglio di avere 7 macchine diverse, sette installazioni diverse (sulle quali non puoi fare discard)...

questa tecnologia invece non va a soppiantare VMWare ma ha sviluppi, magari paralleli, ma diversi
hilo15 Novembre 2005, 10:02 #4
Originariamente inviato da: [IlD4nX]
Quindi questi proci (sia Intel che AMD) segneranno la fine dei vari VMWare e compagnia briscola ? Molto interessante...


no; con questa tecnologia si fornisce un supporto migliore al software; piu' o meno come l'accelerazione fornita dalle schede video; poi ci deve sempre essere un software che la sfrutta
johnson15 Novembre 2005, 10:09 #5
Sarebbe interessante capire quali siano questi sviluppi paralleli... se magari riuscite ad essere meno specifici di Jaguarrrr forse ne capisco qualcosa di più hehe.

Considerando che i nuovi processori saranno utilizzati anche in ambito casalingo, che vantaggio potrebbe avere l'utente medio dall'utilizzo di una simile tecnologia?


May8115 Novembre 2005, 10:20 #6
Aspettiamo un articolo per capire meglio...
fek15 Novembre 2005, 10:36 #7
Originariamente inviato da: johnson
Sarebbe interessante capire quali siano questi sviluppi paralleli... se magari riuscite ad essere meno specifici di Jaguarrrr forse ne capisco qualcosa di più hehe.

Considerando che i nuovi processori saranno utilizzati anche in ambito casalingo, che vantaggio potrebbe avere l'utente medio dall'utilizzo di una simile tecnologia?


Per fare un esempio banale, questa tecnologia potrebbe essere usata da Apple per installare sulla stessa macchina sia MacOSX sia Windows e permettere di passare istantaneamente (o quasi) da un sistema operativo all'altro ed ogni SO gira sulla sua macchina virtuale, ma sullo stesso processore, anche in parallelo.

E' uno scenario assolutamente eccitante.

Un altro esempio e' gia' stato fatto: avere piu' macchine virtuali con sistemi operativi con configurazioni diverse al lavoro e' un risparmio di tempo non indifferente.
Jaguarrrr15 Novembre 2005, 11:04 #8

FEK sbagli

perchè la "VIRTUALIZATION" riguarda l'hardware

Quello che è virtuale è l'hardware
Invece i Sistemi operativi sono Reali

Cioè la tecnologia propone questo:
Parte un primo sistema operativo che vede la macchina
Può partire un secondo sistema operativo (REALE non virtuale) che vede una seconda macchina (questa è virtuale)

Le virtual machine invece sono dei S.O. che vengono allocati in una porzione definita di HadrDisk, che vengono caricati in una pozione definita di ram (256-384-512MB disponibili < memoria di macchina effettiva). Il software che lancia la virtual machine installa sulla macchina un hardware virtuale (MB, Audio, Video) che è quello visto dalla virtual machine. Infatti una virtual machine ha delle prestazioni su processi che usano puramente la CPU tali e quali ad un software normale, ma per processi che usano grafica decisamente scarsi perchè in fondo è una emulazione.

Invece la virtualization tecnology fa vedere a due S.O. (tutti e due reali) due macchine virtuali.
Queste macchine virtuali però hanno le stesse prestazioni, pari a quelle della macchina reale principale perchè le risorse di macchina vengono gestite e ripartite tra i due S.O.
Jaguarrrr15 Novembre 2005, 11:13 #9
L'unico vincolo prestazionale per questa VT è solo l'hard disk.

Una CP P4 VT ha potenza a sufficienza epr gestire tanti processi,
anche le schede audio oramai posso indirizzare due o più canali distintamente.
Un hard disk invece che condivide (in partizioni diverse) due S.O. che caricano, salvano e swappano invece non è una idea felice

Con un hard disk per ogni sistema operativo questa tecnologia da il massimo
g_aleph_r15 Novembre 2005, 11:17 #10
E' utilissima anche in ambito casalingo invece: io uso wmware.
Ho un SO con cui gioco e navigo, più una macchina virtuale in cui installo tutto i programmi per prova e faccio esperimenti!!

In futuro potrò avere un So per giocare, uno per navigare, ecc...

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