Copia e incolla del cervello umano su un chip, Samsung e Harvard hanno un piano
Samsung, insieme alla Harvard University, propone una nuova soluzione per creare chip neuromorfici in grado di funzionare come il cervello umano: basta copiare la mappa delle connessioni neuronali del cervello su un chip di memoria 3D.
di Manolo De Agostini pubblicata il 27 Settembre 2021, alle 09:41 nel canale ProcessoriSamsung










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16 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infocit. da Matrix (il primo, quello vero ;-) ):
"
Desidero condividere con te una geniale intuizione che ho avuto durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie. Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d’istinto sviluppano un naturale equilibrio con l’ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l’unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un’altra zona ricca. C’è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il virus. Gli esseri umani sono un’infezione estesa, un cancro per questo pianeta: siete una piaga.
E noi siamo la cura.
"
Mi sa quindi che non ci sei andato lontato..
Avete una visione troppo antropocentrica.
Rilassatevi, il pianeta si é già salvato da solo in situazioni più gravi dell'attuale riscaldamento globale
(gli esseri umani non é detto, ma il pianeta e l'ecosistema sopravviveranno).
Perché lo dici tu? Addirittura hai anche già fatto il calcolo: pochi minuti.
Il cervello è biologico, la nostra capacità di riparare qualcosa che la natura ha costruito a tentativi in miliardi di anni e in modo così complesso sono molto ridotte. A noi sembra una gran cosa, ma in realtà è molto più complicato e fragile di quello che dovrebbe essere se fosse stato progettato da un processo razionale e non da 3 miliardi di anni di tentativi casuali.
Al contrario, qualcosa che sai costruire, lo sai anche riparare.
Gli esseri umani faranno come hanno fatto tutti gli altri: evolveranno in qualcosa di migliore, per esempio dei chip coscienti e autoreplicanti che potremmo tranquillamente considerare nostri diretti discendenti. L'evoluzione è processo lentissimo, gli individui non la possono vedere.
Il cervello è biologico, la nostra capacità di riparare qualcosa che la natura ha costruito a tentativi in miliardi di anni e in modo così complesso sono molto ridotte. A noi sembra una gran cosa, ma in realtà è molto più complicato e fragile di quello che dovrebbe essere se fosse stato progettato da un processo razionale e non da 3 miliardi di anni di tentativi casuali.
Al contrario, qualcosa che sai costruire, lo sai anche riparare.
Io credo che essendo noi sottoprodotti dell'universo non arriveremo mai a capire totalmente il mistero della vita o del nostro cervello, ci sarà sempre qualcosa che ci sfugge. Ma magari non è nemmeno questo l'obiettivo, il sapere tutto, forse tramite questi studi ci basterebbe arrivare al punto di creare robot che ci possano sempre più aiutare, tipo in Io,Robot. Se vogliono arrivare a trasferire le persone in altri corpi bene, una sorta di vita eterna tipo Ubik o Trascendence, ma potrebbero studiarsi anche le meduse immortali, animali che si rigenerano completamente e in apparenza non muoiono.
Sono molto curioso di sapere come si comporterà chi ci sarà quando il Sole non avrà più combustibile nucleare, se saremo già andati via, se saremo ancora noi ad avere questa grana o un'altra forma di vita sviluppatasi dopo la razza umana.
Ma per fortuna, visto che la nostra biologia ci premia per la soluzione dei problemi. Se mai un giorno dovessimo abbandonare il mondo fisico ci saranno sempre nuovi teoremi matematici da risolvere. L'essere umano persegue semplicemente ciò che desidera, non è che abbia un compito speciale assegnatogli dall'universo.
Si tratta di un tempo straordinariamente lungo se rapportato alla storia non solo dell'umanità, ma anche della vita sulla terra. Un miliardo di anni è una quantità di tempo che fatichiamo a concepire, un po' come quando proviamo ad immaginare un anno luce. Un miliardo di anni fa la vita era ancora monocellulare, un milione di anni fa c'erano gli ominidi, l'homo sapiens appare solo 300.000 anni fa, conosciamo la scienza da poche migliaia di anni, ma negli ultimi 100 anni abbiamo fatto più progressi che nei 6000 anni precedenti. Non penso che si possano fare ipotesi attendibili sull'evoluzione dell'umanità nei prossimi 5 miliardi di anni, io la vedo rosea però.
Più che altro si tratterebbe di abbandonare i nostri corpi, faremmo comunque parte del mondo fisico, bisognerebbe anche capire come e se quel cervello proverebbe le sensazioni e le emozioni. Io non credo arriveremo a far una cosa simile su noi stessi, per il principio antropico, noi ci co-evolviamo con l'universo imparando sempre più cose ma la verità ultima non la raggiungeremo mai.
Nelle previsioni su un lontano futuro non dobbiamo omettere il divenire degli eventi, magari tra 3 miliardi di anni non servirà neppure trovare una soluzione a una questione che adesso sembra da risolvere perchè chi ci sarà magari non avrà bisogno di quello che ora noi crediamo essere indispensabile.
Non possiamo prevedere un futuro così lontano, a maggior ragione ora che ci stiamo convincendo tramite la quantistica che non si può nemmeno prevedere il comportamento di una particella con certezza, ma solo avere una stima sulla probabilità, figuriamoci su una infinità di particelle. La quantistica è solo relativa al microscopico ma in fin dei conti il macroscopico è fatto da queste stesse particelle e le cose macroscopiche vanno come vanno solo perchè hanno la maggior probabilità di andare così, sempre ammesso che non sia tutta pura illusione. Racconti su cosa succederà tra eoni ce ne sono, ma sono teorie.
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