Sony Bravia 9 II e 7 II: il debutto del True RGB, con il sistema audio Theater Trio
Sony presenta la sua prima generazione di televisori con retroilluminazione a LED rossi, verdi e blu indipendenti, in due serie che arrivano fino a 115 pollici. Al fianco, un nuovo sistema audio a tre canali per i grandi formati, sviluppato con Sony Pictures Entertainment
di Andrea Bai pubblicata il 27 Maggio 2026, alle 18:01 nel canale Audio VideoSony
All'Ultimate Home Entertainment Showcase 2026 di Londra, Sony ha presentato la sua prima generazione di televisori con retroilluminazione a LED rossi, verdi e blu controllati indipendentemente: Bravia 9 Mark II e Bravia 7 Mark II, che apriranno ai pre-ordini il 27 maggio 2026. Insieme ai televisori arrivano un nuovo sistema audio di punta, il Bravia Theater Trio, e una funzione (Direct Connect) pensata per chi non vuole o non può montare una soundbar. La presentazione, però, ha preso le mosse da un problema di vocabolario.
Una questione di nomi
Un televisore LCD è un "sandwich" di tre strati: una sorgente luminosa retrostante (il backlight), uno strato di cristalli liquidi che funge da otturatore e che viene pilotato pixel per pixel, e un filtro colore che assegna a ciascun sotto-pixel la tinta dovuta (rosso, verde o blu). Nei mini LED tradizionali il backlight è composto da migliaia di diodi che emettono luce bianca o quasi bianca, tipicamente ottenuta da diodi blu fatti attraversare da uno strato di fosforo giallo, ed è il filtro colore davanti a sottrarre da quella luce mista tutto ciò che non serve a un dato sotto-pixel.
La retroilluminazione RGB LED inverte la logica: il backlight è composto da diodi rossi, verdi e blu controllati separatamente, e produce direttamente luce già del colore richiesto. Il filtro colore davanti deve quindi lavorare meno, perché riceve una luce già purificata a monte. Da qui i due vantaggi teorici principali: una gamma colore più ampia, perché i picchi spettrali dei singoli LED sono più stretti e saturi della luce bianca filtrata, e una maggiore efficienza luminosa, perché il pannello LCD non deve bloccare quantità ingenti di luce indesiderata in uscita.
Va distinto il controllo cromatico dal local dimming, ovvero il controllo per zona, che riguarda la modulazione di luminosità per aree dello schermo e che i mini LED tradizionali offrono già da anni. Il salto del backlight RGB LED è un altro: la possibilità di pilotare l'emissione di ciascun colore in modo indipendente, all'interno della stessa zona.
Per collocare la tecnologia rispetto agli altri standard di mercato: l'OLED è autoemissivo, ogni pixel genera la propria luce, non c'è backlight separato e il discorso non si applica; il QLED è invece tecnologicamente un LCD con backlight LED a cui si aggiunge uno strato di quantum dot per migliorare la purezza spettrale, ma la sorgente luminosa parte ancora da diodi bianchi o blu e l'architettura a sandwich resta identica. Il backlight RGB LED si colloca in mezzo, su un LCD senza quantum dot, ma con una sorgente luminosa che genera già i colori primari alla base.

E qui si apre quello che per Sony è il "problema di vocabolario" precedentemente citato: la definizione tecnica esiste, l'accordo sul nome commerciale no. La Consumer Technology Association statunitense ha definito "RGB LED" come denominazione tecnica per la classe di retroilluminazione in cui i diodi rossi, verdi e blu sono controllati separatamente. Nei mesi scorsi i reparti marketing dei concorrenti hanno declinato il termine in varianti diverse: micro RGB, mini RGB, RGB mini. Secondo Neil King, responsabile marketing e product planning di Sony Europe Home Entertainment, la frammentazione genera confusione, e nella categoria rientrano anche implementazioni che di RGB hanno ben poco: la CTA consente di chiamare "RGB" anche soluzioni a due soli diodi, blu e verde, in cui il rosso si ottiene facendo passare la luce attraverso un fosforo.

E' per questi motivi che Sony sceglie di chiamare la propria implementazione "True RGB", che vuole essere una dichiarazione d'intenti articolata su tre dimensioni: true RGB (controllo indipendente dei diodi), true color (accuratezza cromatica) e true vision (mantenimento della resa fuori asse).
Vent'anni di RGB

Il primo televisore Sony con retroilluminazione RGB LED è il Qualia 005 del 2004, presentato come "world's first" della categoria. Nel 2008 è arrivato l'XR1, primo modello a integrare RGB LED e local dimming, anche se il dimming agiva soltanto sulla luce bianca complessiva e non sui singoli canali cromatici.

Tra il 2008 e il 2022 la tecnologia è rimasta in laboratorio: Hideki Akiyama, senior engineer Sony e responsabile dello sviluppo di hardware di controllo, firmware di pilotaggio del backlight e alimentatori per tutti i prodotti display dell'azienda, ha mostrato le immagini del primo prototipo del nuovo Bravia 9 II, costruito durante la pandemia COVID-19. Si è trattato di un "Frankenstein" da oltre cento cavi FFC (flat flexible cable) per portare segnale e alimentazione ai moduli LED. Di fatto un prototipo concettuale e operativo per verificare la fattibilità del progetto: la seconda versione, mostrata a fianco nella slide, è visibilmente più "educata".
Akiyama ha affermato che il debutto era stato valutato anche per la stagione 2024, in anticipo sui concorrenti che hanno poi annunciato i primi RGB LED. La rinuncia è stata motivata dal livello qualitativo: "Il nostro obiettivo non è essere veloci, è essere true. Non vogliamo lanciare un prodotto soltanto per essere primi".
Perché la dimensione del LED non conta (secondo Sony)
Durante il suo intervento sul palco Akiyama ha voluto sgretolare un argomento di marketing su cui spesso la concorrenza fa leva: la dimensione del LED. Samsung commercializza la propria soluzione come "Micro RGB", lasciando intendere che il passaggio dal mini LED al micro LED rappresenti un salto qualitativo. Akiyama ha mostrato un confronto diretto: il LED Samsung è effettivamente di dimensioni leggermente inferiori, ma il passo tra LED, ovvero la distanza centro-centro tra due elementi adiacenti (circa 1 mm), è praticamente identico all'implementazione che ha operato Sony sulla nuova gamma di televisori.
Dal momento che la dimensione del singolo LED si misura in micrometri mentre la spaziatura si misura in millimetri, secondo Sony la variabile determinante per le prestazioni del backlight è la densità di LED per unità di superficie e l'algoritmo di controllo, non la dimensione del singolo emettitore. In altre parole: chi chiama "micro" qualcosa che ha la stessa densità di un "mini" sta vendendo un'etichetta.
Color volume e luminanza: i numeri (non) dichiarati
Con la nuova tecnologia TrueRGB Sony rivendica risultati misurabili sul color volume rispetto ai propri stessi prodotti di fascia alta, e in particolare un raddoppio rispetto al Bravia 9, l'attuale mini LED top di gamma, e ben 4 volte tanto rispetto al Bravia 8 II, l'attuale OLED top di gamma, che Neil King ha definito "the king of TVs". Sony afferma di essere riuscita ad ottenere questo risultato grazie al controllo indipendente dei singoli diodi RGB. Quando un diodo non serve per l'immagine in riproduzione, l'energia che gli sarebbe destinata viene redistribuita agli altri diodi, permettendo di spingere oltre i picchi di luminanza e di estendere il gamut. Sull'accuratezza, invece, Sony rivendica l'assenza di scaling: ciò che il pannello deve mostrare e ciò che il backlight produce sono allineati direttamente, senza interpolazioni intermedie, sul modello dei monitor di riferimento per il mastering.

A sinistra un televisore Mini-LED, a destra il nuovo TrueRGB di Sony: il controllo cromatico è molto più granulare
Uno dei meccanismi chiave del sistema è il monitoraggio continuo di ogni singolo LED, perché le caratteristiche dell'emettitore variano in funzione di tensione applicata, corrente, temperatura, struttura e invecchiamento. Quando le caratteristiche cambiano, cambia anche il colore emesso. L'algoritmo di feedback regola PWM e corrente per mantenere costante la riproduzione cromatica.

La compensazione interviene anche sul cross-talk cromatico, il fenomeno per cui una grande area verde sullo sfondo può "contaminare" la resa degli incarnati nei primi piani, virandoli verso il verdastro. Akiyama ha mostrato un grafico che misura lo shift degli incarnati al variare del colore dominante dello sfondo: dove un competitor non identificato mostra deviazioni significative, il Bravia 9 II resta prossimo allo zero. Si tratta chiaramente di un confronto non indipendente ("Oste, com'è il vino?"), ma Akiyama ha voluto sottolineare questo traguardo come il risultato di un lavoro a lungo termine: gli ingegneri che hanno sviluppato il Qualia 005 e l'XR1 sono ancora nel team.
E qui c'è, però, l'elefante nella stanza di tutta la presentazione e dell'annuncio ufficiale: Sony non ha voluto dichiarare i dati specifici di picco di luminanza, zone di dimming e volume colore. E' una scelta di campo, che si presta a diverse interpretazioni: evitare di partecipare al gioco "chi la spara più grossa" a cui diversi competitor non si sottraggono, o volontà di mantenere le carte coperte per evitare una battaglia sui numeri?
Efficienza energetica, angolo di visione, scalabilità
Sul fronte dei consumi, Sony rivendica un vantaggio prestazionale rispetto ai principali concorrenti. La logica è la seguente: emettendo direttamente luce colorata, il pannello LCD deve bloccare meno luce in uscita, e quindi serve meno potenza al backlight a parità di luminanza percepita. I numeri dichiarati, misurati come efficienza luminosa (luminanza/potenza assorbita) parlano di una riduzione dal 25% al 60% del consumo, a parità di luminosità, a seconda del competitor considerato.
Le misurazioni sono state effettuate dopo aver rimosso il backlight dai televisori concorrenti e averlo collocato dietro un pannello LCD identico, in modo da isolare il comportamento del solo sistema di retroilluminazione
Uno dei limiti storici dei pannelli LCD con retroilluminazione mini LED è la perdita di saturazione quando l'osservatore si sposta dall'asse perpendicolare allo schermo. Il colore, generato attraverso lo strato LCD, "sbiadisce" all'aumentare dell'angolo di visione. Nei nuovi True RGB Sony combina la tecnologia X-Wide Angle Pro con il fatto che parte della componente cromatica è già generata dal backlight stesso: il risultato dichiarato è una resa cromatica più stabile fuori asse.

A differenza dell'OLED che, osserva Neil King, si ferma a diagonali attorno gli 80-85 pollici, l'RGB LED è scalabile verso l'alto e Sony metterà in catalogo un modello da 115". Verso il basso, la tecnologia partirà da 50", segnale che Sony intende portare il True RGB nelle fasce di prezzo più accessibili e non solo nei flagship.
Bravia 9 Mark II: il riferimento di gamma
Il Bravia 9 Mark II è il top di gamma della nuova generazione di televisori True RGB. Il riferimento esplicito è il monitor di mastering Sony BVM-HX310, il display professionale utilizzato nella post-produzione cinematografica e broadcast: l'obiettivo è replicare su un televisore consumer l'intento del creatore così come viene approvato sul monitor di riferimento. Le diagonali disponibili saranno quattro: 115", 85", 75" e 65".

Il flagship monta la versione più aggressiva dell'architettura True RGB. I LED controller di nuova generazione consentono il livello più alto di precisione nel pilotaggio dei diodi RGB e, di conseguenza, il maggiore controllo del blooming. Il pacchetto RGB Triluminos Max + Luminance Booster Pro spinge gamma colore e luminanza al massimo possibile sfruttando proprio quella precisione di controllo, redistribuendo verso i diodi attivi l'energia non richiesta dai diodi inattivi nell'immagine in riproduzione. È la stessa logica che la sezione tecnologica ha descritto in astratto, qui declinata nel pacchetto di livello più alto.
Sul fronte della resa in soggiorno reale, il Bravia 9 Mark II adotta il trattamento Immersive Black Screen Pro, una nuova finitura glare-free e a bassa riflessione, sviluppata con la collaborazione di Sony Pictures Entertainment per la valutazione della superficie. Riduce riflessi e abbagliamento mantenendo neri profondi e dettaglio nelle scene scure anche in ambienti molto illuminati. Il trattamento è presente sui tagli da 65", 75" e 85", ma non sul 115": la scelta riflette un'ipotesi d'uso, ovvero che la diagonale più grande venga collocata in setup vicini all'home cinema professionale, con illuminazione controllata, dove un trattamento antiriflesso aggiuntivo perde rilevanza.
Audio di Bravia 9 Mark II: beam tweeter, Voice Zoom 3, 3D Surround Upscaling
Sul fronte audio integrato il Bravia 9 Mark II adotta la tecnologia sound from screen Acoustic Multi-Audio+, che mira ad allineare la provenienza del suono con l'azione sull'immagine. Il sistema si appoggia a diffusori full-range integrati nel corpo del televisore, la cui configurazione esatta varia per diagonale, per garantire una base sonora solida. Fino alla versione da 85" (esclusa quindi la diagonale da 115") il televisore monta inoltre tweeter up-firing direzionali a fascio (beam tweeter), pensati per ampliare la scena sonora sfruttando la riflessione sul soffitto e restituire un effetto surround più marcato dal solo televisore.
La tecnologia Voice Zoom 3, basata su elaborazione AI, esalta le voci mantenendo invariato il livello degli altri suoni, un comportamento che gioverà durante la riproduzione dei film d'azione in cui i dialoghi vengono coperti dalle esplosioni, dove Voice Zoom 3 alza la voce senza alzare anche il rumore di sottofondo. A completare il pacchetto di elaborazione sonora c'è 3D Surround Upscaling, che amplia il segnale stereo verso un campo sonoro tridimensionale più ampio.
Bravia 7 Mark II: True RGB in declinazione più ampia
Il Bravia 7 Mark II porta la tecnologia True RGB su una gamma di tagli molto più estesa: sei diagonali, da 50" a 98", contro le quattro del flagship. La filosofia è quella di portare True RGB su una fascia di prezzo più accessibile, mantenendo la stessa architettura di base (i LED rossi, verdi e blu controllati indipendentemente, con la stessa logica di compensazione e sensing descritta nella sezione tecnologica), ma rinunciando ad alcune raffinatezze del 9 II.

Sul backlight, il 7 II non monta i LED controller di nuova generazione del 9 II né il pacchetto RGB Triluminos Max + Luminance Booster Pro. La qualità d'immagine resta dichiarata come di altissimo livello, ma il tetto di luminanza è inferiore e l'algoritmo di redistribuzione dell'energia tra diodi opera con una granularità di controllo meno spinta. Sullo schermo, manca il trattamento Immersive Black Screen Pro: il controllo dei riflessi in ambiente molto illuminato resta affidato a soluzioni meno aggressive. Sull'audio integrato, mancano i beam tweeter up-firing che sul 9 II generano i canali di altezza Dolby Atmos via riflessione sul soffitto.

Tutto il resto è condiviso con il flagship. Sul fronte immagine, X-Wide Angle Pro garantisce la stabilità cromatica fuori asse. Sul fronte audio, Acoustic Multi-Audio+ con sound from screen (assente però sui tagli 50" e 55", per limiti di spazio), Voice Zoom 3 AI-powered per la chiarezza dei dialoghi, 3D Surround Upscaling per l'espansione del campo stereo, e Direct Connect per integrare subwoofer e diffusori posteriori senza passare da una soundbar. Sui contenuti, il pacchetto completo di standard cinematografici (Dolby Vision per il video HDR, Dolby Atmos e DTS:X per il surround a oggetti, IMAX Enhanced come certificazione integrata) e i modi di calibrazione automatica My Cinema, Ambient Optimization e Studio Calibrated modes per le piattaforme streaming.
Cornice, piedistallo, telecomando

Sulla cornice il Bravia 9 Mark II adotta un pattern a onda in metallo premium, mentre il Bravia 7 Mark II ha lo stesso pattern realizzato in plastica. Entrambi i televisori adottano un piedistallo trasparente che integra un elemento ottico in grado di piegare e deviare le onde luminose tramite rifrazione. Il risultato è che gli oggetti collocati dietro il piedistallo, tipicamente i cavi di alimentazione e segnale, vengono visivamente nascosti, conferendo al televisore un effetto fluttuante.

Dalla demo dal vivo l'effetto è risultato efficace soprattutto per oggetti orientati verticalmente. Il piedistallo trasparente non è disponibile sui modelli di taglio massimo di ciascuna gamma (115" per il 9 II e 98" per il 7 II), che adottano un piedistallo tradizionale. Sul retro del televisore è stato ridisegnato il layout dei diffusori, allineati lungo una zona pensata per far coincidere la provenienza del suono con l'azione visualizzata sullo schermo.
Il telecomando è nuovo per entrambi i modelli: retroilluminato, realizzato per circa l'80% in plastica riciclata e con ricarica via USB-C.
Standard supportati: dal video HDR alla certificazione cinematografica
Bravia 9 Mark II e Bravia 7 Mark II condividono il supporto a tutti i principali standard cinematografici, in tre famiglie distinte. Sul video è presente Dolby Vision, lo standard HDR con metadata dinamici che istruisce il televisore scena per scena su come distribuire luminanza e gamma colore. Su un pannello True RGB ad alta luminanza è la funzionalità che valorizza meglio l'hardware sottostante, ed è uno dei punti su cui la lineup Sony si differenzia dai televisori che si limitano agli standard HDR statici.
Sull'audio sono supportati Dolby Atmos e DTS:X, i due formati surround basati sugli oggetti sonori. Dolby Atmos è il più diffuso nel mercato consumer, DTS:X è comune sui contenuti in disco e su alcune piattaforme streaming. A fare da ponte tra video e audio, la certificazione IMAX Enhanced, che combina requisiti su entrambi i lati (gamma colore, rapporto di contrasto, audio DTS:X dedicato) per garantire la riproduzione di contenuti certificati dal consorzio IMAX nelle condizioni più vicine possibili al cinema d'origine.
Direct Connect: subwoofer e diffusori senza soundbar

Sony introduce il già citato Direct Connect, una funzione pensata per soggiorni piccoli o budget contenuti. Permette di collegare un subwoofer wireless o una coppia di diffusori posteriori wireless direttamente al televisore, senza passare per una soundbar: è utile per chi vuole rinforzare i bassi o ottenere un effetto surround minimo senza costruire un sistema completo. La funzione sarà presente al lancio sui Bravia 9 II e Bravia 7 II; Sony ha indicato all'evento l'intenzione di estenderla via aggiornamento firmware ai modelli 2025.
Bravia Theater Trio: l'audio per i grandi formati
Il prodotto audio principale presentato è il Bravia Theater Trio, sistema a tre diffusori (sinistro, centrale, destro) pensato per televisori di formato ultra-grande, dove una soundbar tradizionale da un metro non riesce più a sostenere la larghezza della scena sonora. Allo schema base è possibile aggiungere diffusori posteriori e fino a due subwoofer.

Lo sviluppo poggia sulla collaborazione con Sony Pictures Entertainment (SPE), la divisione che riunisce produzione cinematografica, TV, post-produzione e sound design del gruppo Sony. Il lavoro si è articolato sull'analisi degli studi di produzione e degli ambienti di ascolto utilizzati nel cinema, con l'obiettivo di trasferire l'esperienza sonora cinematografica nelle case dei clienti tramite la tecnologia 360 Spatial Sound Mapping.
A spiegare il razionale del prodotto è stato Andrew DeCristofaro, supervising sound editor di Sony Pictures Post-Production, nominato all'87° Academy Award per il suono di Unbroken, con oltre 150 titoli in filmografia (tra cui Green Book, Iron Man 3, Borat, Dumb and Dumber, The Last Dance, The Housemaid, oltre alla saga di Venom).
La fisica del missaggio sonoro
DeCristofaro ha mostrato come si costruisce un singolo evento sonoro. Per una scena di Venom 3 in cui Tom Hardy passa davanti a un piccolo fuoco di sfondo, non un evento drammatico ma un dettaglio di ambiente, sono stati sovrapposti circa dodici strati sonori: il fuoco di base, uno strato metallico per dare la sensazione del calore che lavora il materiale, layer per il movimento della fiamma, layer per il peso e la dimensione. Un'intera scena di Venom arriva al mix stage con oltre 800 tracce.
La domanda che gli ingegneri del suono si pongono, ha detto DeCristofaro, è duplice: come tradurre quel livello di dettaglio in un soggiorno reale, e come preservare l'intenzione del missaggio originale quando il film esce dalla sala calibrata e arriva in stanze acusticamente imprevedibili. Il punto di lavoro sul Bravia Theater Trio è stato la chiarezza dei dialoghi, il bilanciamento tonale, l'accuratezza spaziale, il crossover tra diffusori e il mantenimento della dinamica originale.
DeCristofaro ha anche mostrato un esempio di pulizia del dialogo su una scena di The Housemaid, evidenziando come la rimozione del rumore di fondo possa cambiare la percezione emotiva di una conversazione. Si tratta però di lavoro fatto a monte, in post-produzione, non riproducibile sul prodotto di consumo.
360 Spatial Sound Mapping e architettura acustica
La tecnologia che Sony porta nel Theater Trio è 360 Spatial Sound Mapping: il sistema analizza l'acustica della stanza e ricostruisce un campo sonoro tridimensionale mappato attorno all'ascoltatore, sopra e dietro di esso. L'obiettivo dichiarato è ricreare la scala spaziale del mix cinematografico originale senza richiedere l'installazione di diffusori in tutte le posizioni canoniche di un sistema surround tradizionale.
Il diffusore centrale del Trio integra un tweeter centrale, due woofer e bass port laterali. I diffusori sinistro e destro adottano un design analogo (un woofer, un tweeter e bass port), a cui si aggiunge un secondo woofer up-firing leggermente inclinato sulla parte superiore, dedicato alla riflessione sul soffitto per i canali di altezza Atmos.
Il sistema è completamente wireless tra le tre unità ed è dotato di funzioni che ne facilitano l'installazione in stanze reali. I diffusori posteriori, quando presenti, possono essere montati a altezze diverse: la differenza viene compensata via software dal sistema. La funzione Sound Field Optimization adatta la resa acustica alle caratteristiche della stanza, e in confezione è incluso un microfono USB-C che permette di catturare il suono da angolazioni diverse migliorando la precisione della calibrazione. Il Trio è dual subwoofer ready, ovvero permette di abbinare fino a due subwoofer per rinforzare i bassi, e supporta Dolby Atmos, DTS:X e IMAX Enhanced.
Al vertice della gamma audio si colloca il Trio Plus SR, che combina in un'unica confezione il Bravia Theater Trio, una coppia di diffusori posteriori Rear 9 e un subwoofer Sub 9. Per configurazioni ancora più estese, in fiera Sony ha dimostrato il sistema accoppiato a due subwoofer Sub 9, in configurazione 5.1.4.
La lineup TV e audio 2026
L'offerta complessiva Sony per il 2026 si articola così:
- True RGB: Bravia 9 Mark II e Bravia 7 Mark II
- OLED: Bravia 8 Mark II (di nuova generazione QD-OLED) e Bravia 8 (in continuità di listino)
- Mini LED di fascia media: Bravia 5
- Entry-level: Bravia 3 Mark II e Bravia 2 Mark II, annunciati all'inizio dell'anno
Oltre al Trio, la gamma Bravia Theater include le soundbar Bar 8, Bar 7 e Bar 5, annunciate all'inizio dell'anno. Bar 7 è disponibile anche nel bundle Bar 7 Plus S, che include il subwoofer.
Bravia 9 Mark II, Bravia 7 Mark II e Bravia Theater Trio saranno disponibili per il pre-ordine a partire da oggi, 27 maggio 2026 presso Sony e altri rivenditori autorizzati. Sony non ha rilasciato indicazioni di prezzo durante l'evento né nella press release ufficiale.









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