Nothing Ear (3a): la recensione delle cuffie che registrano e trascrivono

Nothing Ear (3a): la recensione delle cuffie che registrano e trascrivono

Le nuove cuffie di Nothing hanno portato una ventata di freschezza nel mercato audio, combinando la storica filosofia della trasparenza a linee più morbide e colorate. Oltre all'estetica pop, questi auricolari introducono strumenti inediti per salvare l'audio al volo e registrare i dialoghi importanti in totale mobilità. Ecco tutto quello che c'è da sapere sulle Nothing Ear 3(a)

di pubblicata il , alle 15:56 nel canale Audio Video
Nothing
 

Il brand londinese Nothing, guidato dalla visione anticonformista di Carl Pei, ha saputo ritagliarsi fin dalle sue origini una nicchia identitaria ben definita, fondata sulla filosofia della trasparenza strutturale, sull'essenzialità del design e su un rapporto tra prezzo e prestazioni tecniche aggressivo.

Con il debutto ufficiale delle nuove Nothing Ear (3a), l'azienda espande la propria line-up posizionando un nuovo tassello strategico nella serie "a", storicamente votata a rendere accessibili le tecnologie di fascia superiore. Le Ear (3a) non si limitano a raccogliere l'eredità spirituale e commerciale dei modelli precedenti (qui la recensione delle Nothing Ear 3), ma introducono elementi di rottura funzionale che ridefiniscono ciò che l'utente può e deve aspettarsi da un paio di auricolari sotto la soglia psicologica dei 100 euro.

Nelle nostre sessioni abbiamo messo alla prova queste nuove cuffiette in-ear, caratterizzate da un'inedita e audace palette cromatica che vede l'ingresso di una variante Pink (accanto ai classici Black, White e Yellow) ispirata all'estetica pop e al movimento artistico Finish Fetish. Al di là dell'impatto visivo (seppur con la versione White), ciò che ha catturato la nostra attenzione di analisti tecnici è l'integrazione di un hardware di bordo insolito per questa categoria: 32 MB di memoria flash interna dedicati all'archiviazione locale dell'audio tramite le feature Audio Snapshot e la registrazione nativa delle chiamate telefoniche. Unito a un driver dinamico custom maggiorato da 12 mm, al supporto per il codec ad alta risoluzione LDAC e a un sistema di cancellazione attiva del rumore (ANC) a banda larga da 45 dB, il pacchetto tecnico promesso da Nothing si preannuncia denso di spunti di analisi.

Design e costruzione

Appena estratta dalla confezione di vendita — rigorosamente plastic-free e ridotta ai minimi termini logistici, in pieno stile ecocompatibile della casa — la custodia delle Nothing Ear (3a) palesa immediatamente il cambio di rotta geometrico intrapreso dai designer di Londra. Se le precedenti generazioni della serie economica facevano affidamento su linee più squadrate ed essenziali, il nuovo case, scherzosamente ribattezzato "Party pill", si presenta con angoli molto arrotondati che ne ammorbidiscono l'estetica generale. L'ispirazione dichiarata si rifà alla forma termoformata dei blister farmaceutici, unita agli studi cromatici di Josef Albers e al minimalismo plastico industriale.

La sensazione al tatto è buona: il policarbonato trasparente esterno, che avvolge l'anima della custodia, adotta una finitura lucida che non ha mostrato una tendenza precoce a trattenere micro-graffi durante i nostri giorni di test in tasca insieme a chiavi e monete. L'apertura dello sportellino è coadiuvata da una cerniera in acciaio inossidabile a vista, un dettaglio ingegneristico che restituisce un feedback di chiusura magnetica solido, privo di giochi o scricchiolii strutturali.

Una delle novità più intelligenti sul fronte costruttivo è l'integrazione, per la prima volta su questa linea, di un LED di stato a matrice di pixel posizionato all'interno della custodia. Tramite combinazioni di pattern luminosi geometrici ed evoluzioni cromatiche (dal bianco al rosso), il LED comunica visivamente lo stato di carica residua del case, la modalità di accoppiamento Bluetooth e l'avvenuto ripristino di fabbrica. Una soluzione che sposa la funzionalità tecnica all'estetica distintiva del brand.

Gli auricolari veri e propri mantengono la classica architettura in-ear con stelo trasparente, lasciando intravedere la circuiteria interna, i microfoni e l'antenna MIM (Metal Injection Molding). Ciascun auricolare ferma l'ago della bilancia a soli 4.53 grammi: un valore estremamente contenuto. Nella dotazione di serie troviamo ben quattro coppie di gommini in silicone liquido (nelle taglie XS, S, M e L). Durante le nostre sessioni di corsa all'aperto e di utilizzo prolungato alla scrivania (oltre 7 ore consecutive), il fit si è dimostrato stabile e confortevole; l'isolamento passivo garantito dalla corretta selezione della taglia dei gommini è di alto livello, senza determinare quell'effetto di "orecchio tappato".

Sia i bud che la custodia beneficiano della certificazione IP54 per la resistenza alla polvere, al sudore e agli schizzi d'acqua. Un livello di protezione che mette al riparo i componenti interni durante gli allenamenti intensi o sotto una pioggia leggera. Nei test di laboratorio dichiarati dal produttore, il meccanismo di apertura è stato testato per oltre 20.000 cicli, e i componenti hanno superato stress termici fino a 75°C per 96 ore, confermando una qualità costruttiva generale tutt'altro che "economica".

Qualità audio e ANC

Il fulcro della riproduzione acustica delle Nothing Ear (3a) risiede nel nuovo driver dinamico custom da 12 mm, un incremento dimensionale importante rispetto all'unità da 11 mm vista sulla passata generazione. Da un punto di vista puramente fisico, una superficie del diaframma più ampia permette di muovere un volume d'aria maggiore, traducendosi direttamente in una risposta in frequenza più estesa e vigorosa verso il basso. Nello specifico, l'azienda dichiara un incremento della pressione sonora sulle basse frequenze fino a 5 dB.

Il diaframma adotta una struttura ibrida: la cupola centrale è realizzata in PMI (Polimetacrilimmide), un materiale polimerico di derivazione aerospaziale caratterizzato da un elevatissimo rapporto tra rigidità strutturale e peso specifico, mentre il bordo esterno (surround) è in TPU flessibile. Questa combinazione mira a ridurre le distorsioni armoniche causate dai movimenti di break-up del cono, mantenendo la velocità di transizione necessaria per riprodurre con nitidezza i transienti veloci nelle frequenze medie e alte.

Analisi d'ascolto e resa acustica

La firma acustica nativa (profilo Bilanciato) mette in luce una pulizia complessiva che stupisce in questa fascia di mercato. I bassi sono indubbiamente i protagonist mentre la transizione verso le frequenze medio-basse non soffre di fastidiosi fenomeni di mascheramento. Il sub-basso è avvertibile chiaramente, senza generare risonanze incontrollate all'interno della camera acustica.

I medi, sebbene leggermente arretrati nel mix acustico, restituiscono le voci femminili e gli strumenti acustici con buona presenza e realismo testurale. Passando alle frequenze acute, le Ear (3a) offrono un buon livello di dettaglio senza mai sfociare nell'inutilmente tagliente o nel sibilante. L'attivazione del codec LDAC eleva ulteriormente la trasparenza del palcoscenico virtuale, ampliando la separazione laterale degli strumenti e restituendo una micro-dinamica superiore rispetto alla compressione standard AAC.

Cancellazione attiva del rumore (ANC)

La cancellazione attiva del rumore delle Nothing Ear (3a) è stata riprogettata ex novo, combinando una maggiore densità della rete acustica di protezione dei microfoni a un algoritmo predittivo a banda larga avanzato. Il sistema è in grado di spingersi fino a un valore nominale di abbattimento pari a 45 dB, con un'azione efficace che si estende fino a una frequenza di 5 kHz.

Come sempre, abbiamo testato l'ANC in tre scenari reali critici:

  1. In metropolitana: Il rumore di rotolamento metallico e il rimbombo a bassa frequenza del motore del treno vengono abbattuti con grande efficacia. L'algoritmo lavora molto bene nello spettro compreso tra i 50 Hz e i 400 Hz, riducendo l'affaticamento auricolare. La pressione all'interno del timpano è avvertibile ma estremamente ridotta, segno di un buon bilanciamento acustico del software.

  2. In ufficio: Le Ear (3a) riescono ad attenuare in modo convincente il rumore dei condizionatori d'aria e il brusio di fondo dei colleghi. Le frequenze medie e alte (come il ticchettio delle tastiere meccaniche) rimangono parzialmente udibili, com'è normale che sia per sistemi ANC privi di cuffia a padiglione chiuso, ma il livello globale di isolamento permette di mantenere alta la concentrazione.

  3. All'aperto (test del vento): Grazie al posizionamento strategico dei tre microfoni MEMS per singolo auricolare e alle protezioni fisiche contro le turbolenze, l'algoritmo Clear Voice Technology contrasta efficacemente i fruscii. Nelle chiamate vocali effettuate in prossimità di incroci stradali trafficati, i nostri interlocutori hanno riportato una voce chiara, naturale e priva di quell'effetto "robotico" tipico dei cancellatori di rumore aggressivi.

La modalità Trasparenza si attesta su ottimi livelli di realismo. Non introduce un fruscio di fondo avvertibile e permette di percepire la spazialità dei suoni circostanti in modo accurato, facilitando le brevi conversazioni o l'ascolto degli annunci in stazione senza dover rimuovere le cuffie dalle orecchie.

Hardware, software e app

Sotto il profilo della connettività pura, le Nothing Ear (3a) adottano lo standard Bluetooth 6.0. Durante le nostre prove la stabilità del segnale si è rivelata granitica: non abbiamo riscontrato micro-interruzioni o fenomeni di desincronizzazione tra l'auricolare destro e sinistro.

Il supporto alla connessione Dual-device (Multipoint) è implementato in modo impeccabile ed è compatibile in maniera trasversale con ecosistemi Android, iOS e Windows. Abbiamo configurato le cuffie simultaneamente su un notebook PC Windows 11 e su uno smartphone Android: il passaggio del flusso audio avviene in modo automatico in pochi istanti dal momento in cui si mette in pausa la sorgente principale e si avvia la riproduzione sulla secondaria. Una gestione fluida che ottimizza la produttività quotidiana.

L'interfaccia di gestione è affidata alla collaudata applicazione Nothing X, disponibile gratuitamente negli store Android e iOS. Graficamente l'app si conferma una delle migliori sul mercato per pulizia visiva, sposa lo stile grafico a matrice di punti del brand e organizza le funzioni in schede logiche e scannabili a colpo d'occhio.

La sezione dedicata all'equalizzazione merita una menzione d'onore. Per gli utenti meno esperti è presente il Simple EQ, che permette di scegliere tra preset preconfezionati (Balanced, More Bass, More Treble, Voice) e integra la funzione di enfatizzazione dei bassi (Bass Enhancement). Per gli audiofili e gli utenti avanzati, invece, Nothing mette a disposizione un equalizzatore parametrico a 8 bande. Questa sezione permette di intervenire chirurgicamente sul fattore di merito e sulle singole frequenze, memorizzando profili personalizzati.

Interessante la funzione EQ Library, che consente di esplorare, scaricare e applicare i profili acustici creati dalla community di appassionati o dagli artisti partner del brand. Non manca la feature Static Spatial Audio, che simula una spazialità tridimensionale fissa del suono per aumentare il coinvolgimento durante la visione di filmati cinematografici.

I controlli fisici sugli auricolari abbandonano le superfici touch capacitive — spesso soggette a tocchi involontari quando si sistemano le cuffie nelle orecchie — in favore di comodi sensori di pressione posizionati lungo lo stelo. Il sistema richiede una pressione decisa ma morbida tra pollice e indice: un singolo "pizzicotto" gestisce il Play/Pause o la risposta alle chiamate, il doppio pinch passa alla traccia successiva, mentre il pinch prolungato permette di ciclare tra le modalità ANC o di variare il volume. Ogni comando è interamente rimappabile a piacimento all'interno di Nothing X.

Funzionalità

La vera e propria chiave di volta tecnologica che distingue le Nothing Ear (3a) dalla massa oceanica di TWS concorrenti risiede nella presenza di un modulo di memoria flash integrata da 32 MB inserito direttamente sulla scheda logica degli auricolari. Questa dotazione hardware sblocca due funzionalità inedite nel panorama consumer: Audio Snapshot e la Registrazione nativa delle chiamate.

Audio Snapshot: come funziona sul campo

L'idea alla base di Audio Snapshot è mutuata dal concetto di "instant replay" tipico del mondo del gaming. Quante volte vi è capitato di ascoltare un passaggio cruciale di un podcast, una melodia intrigante in una radio streaming o una frase importante durante una lezione universitaria registrata, accorgendovi solo ex post del valore di quel contenuto? Con le Ear (3a), pizzicando simultaneamente gli steli di entrambi gli auricolari (o tramite la combinazione configurata nell'app), il sistema isola e salva istantaneamente all'interno della memoria flash interna l'ultimo minuto di audio riprodotto, catturando retroattivamente fino a 30 secondi antecedenti il momento del pinch fisico.

Si tratta di un'operazione che avviene interamente a livello hardware sulle cuffie, senza la necessità che lo smartphone sia sbloccato o che l'app di riproduzione supporti funzioni di download o riavvolgimento. Una volta completato il salvataggio locale, il file audio viene sincronizzato in background con l'applicazione Nothing X tramite il protocollo Bluetooth.

Registrazione delle chiamate e Pro Transcription

La seconda declinazione di questa architettura hardware riguarda la registrazione delle chiamate telefoniche tradizionali o dei meeting digitali (effettuati tramite piattaforme come Zoom, Microsoft Teams o Google Meet). Eseguendo un doppio pinch prolungato durante una conversazione attiva, gli auricolari avviano la registrazione diretta del flusso audio bidirezionale (la vostra voce e quella dell'interlocutore). Ciascuna sessione può estendersi per un massimo di due ore consecutive e termina in automatico al momento del riaggancio.

Nota importante sulla privacy e la sicurezza: Nel pieno rispetto degli standard internazionali di sicurezza e privacy ISO 27001, ISO 27701 ed EN 18031 a cui Nothing aderisce formalmente, all'avvio della registrazione il sistema riproduce un avviso vocale automatico udibile da tutti i partecipanti alla chiamata, informandoli in modo trasparente del fatto che la conversazione è in fase di memorizzazione locale.

Una volta trasferiti nell'applicazione Nothing X, i file audio non rimangono semplici tracce isolate. L'acquisto delle Nothing Ear (3a) include infatti un abbonamento gratuito di 3 mesi al servizio Pro Transcription, che mette a disposizione un plafond di 120 minuti mensili di elaborazione cloud basata su intelligenza artificiale. Attraverso questa piattaforma, l'utente può:

  • Generare trascrizioni testuali rapide delle registrazioni effettuate.

  • Creare riassunti schematici strutturati dei meeting di lavoro.

  • Identificare automaticamente i diversi speaker all'interno della traccia.

  • Esportare citazioni testuali dirette o impostare promemoria e scadenze che si integrano con i calendari di sistema (funzionalità attiva tramite aggiornamento firmware).

Sempre sul fronte dell'intelligenza artificiale, gli utenti in possesso di uno smartphone Nothing dotato di Nothing OS possono beneficiare dell'integrazione nativa con ChatGPT richiamabile tramite comandi vocali personalizzati, e della feature Essential News, che elabora un briefing audio quotidiano sintetizzato dall'IA e lo riproduce direttamente all'interno delle cuffie.

Autonomia

L'incremento volumetrico della custodia e l'ottimizzazione energetica introdotta dalla connettività Bluetooth 6.0 hanno permesso a Nothing di migliorare sensibilmente le prestazioni sul fronte dell'autonomia rispetto ai modelli della passata stagione, posizionando le Ear (3a) ai vertici della categoria di prezzo.

Ogni singolo auricolare ospita una cella ricaricabile agli ioni di litio da 55 mAh, mentre la custodia di ricarica implementa un'unità interna da 500 mAh, in grado di coprire agevolmente circa 4 cicli di ricarica completi degli auricolari.

Nelle nostre prove d'uso reale — un mix bilanciato di ascolto musicale sotto codec LDAC, sessioni di chiamata in ufficio e ANC impostato in modalità adattiva — i valori riscontrati si sono discostati di pochissimo dalle stime ideali del produttore. Sfruttando il codec LDAC ad alto bitrate e mantenendo la cancellazione attiva del rumore costantemente abilitata, i bud si sono spenti dopo circa 4 ore e 15 minuti di riproduzione continuativa. Un risultato assolutamente soddisfacente se consideriamo il carico computazionale imposto dalla decodifica ad alta risoluzione e dalla gestione dei tre microfoni per lato. Disattivando l'ANC e passando alla decodifica AAC standard, la barriera delle 9 ore e mezza con una sola carica viene superata senza affanni.

Il processo di ricarica avviene esclusivamente tramite la porta USB-C posizionata sul retro del case (il cavo di collegamento non è incluso nella confezione, mentre manca la ricarica wireless ad induzione). Il tempo necessario per completare un ciclo di carica da 0 a 100%  è di circa un'ora.

Ottimo il comportamento del sistema di ricarica rapida: inserendo gli auricolari scarichi all'interno del case per soli 5 minuti, si ottiene un'ora di riproduzione musicale aggiuntiva (con ANC disattivato). Un posizionamento di 10 minuti della custodia collegata alla rete elettrica garantisce fino a 10 ore complessive di autonomia di ascolto combinato, salvando le situazioni di emergenza tipiche di chi si accorge di avere le cuffie scariche pochi minuti prima di uscire di casa per andare al lavoro o in palestra.

Prezzi e disponibilità in Italia

Le Nothing Ear (3a) sono disponibili all'acquisto nel mercato italiano ad un prezzo di listino ufficiale pari a 99,00 Euro.

I canali di distribuzione ufficiali comprendono lo store online del produttore (nothing.tech) e i principali rivenditori di elettronica di consumo digitali, tra cui spicca Amazon Italia con disponibilità immediata e spedizione rapida. Le varianti cromatiche acquistabili fin dal debutto sono quattro: Pink, Black, White e Yellow

Conclusioni

Al termine di questa lunga ed esaustiva disamina tecnica, le Nothing Ear (3a) si configurano come un prodotto di spessore, capace di scuotere le fondamenta di un segmento di mercato spesso privo di reali spinte innovative. La scommessa di integrare una memoria flash locale e di sbloccare funzioni di produttività pura come l'Audio Snapshot e la registrazione nativa delle chiamate si è rivelata azzeccata, trasformando un semplice accessorio di ascolto ludico in un vero e proprio micro-assistente digitale da viaggio e da ufficio.

L'incremento prestazionale del comparto audio — guidato dall'ottimo driver da 12 mm in PMI e dalla stabilità del Bluetooth 6.0 con codec LDAC — garantisce una qualità d'ascolto che non teme il confronto con prodotti dal costo ben superiore. La cancellazione attiva del rumore da 45 dB fa il suo dovere in ogni frangente, supportata da un comfort d'uso prolungato eccellente e da un'applicazione di controllo, Nothing X, che rimane un esempio virtuoso di design software e flessibilità operativa grazie all'equalizzatore parametrico a 8 bande.

Certo, qualche rinuncia è stata necessaria per mantenere il prezzo ancorato sotto i 100 euro: l'assenza della ricarica wireless della custodia potrebbe far storcere il naso a chi ha cablato la propria scrivania con basette a induzione, e la mancanza del cavetto USB-C nella confezione impone il riutilizzo di accessori già in proprio possesso. Inoltre, le feature legate alla trascrizione automatica avanzata richiedono, dopo i primi tre mesi di prova gratuita, la sottoscrizione di un piano che potrebbe non interessare l'utenza puramente consumer.

Riteniamo comunque che per design, completezza funzionale, resa acustica e innovazione hardware, le Nothing Ear (3a) rappresentino ad oggi uno dei migliori acquisti possibili nella fascia di prezzo dei 100 euro.

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