Meta e SIAE: la musica su Instagram va via, poi torna e poi va via di nuovo. Perché?
La contesa sulla musica tra Meta e SIAE sembra pronta ancora a regalare sorprese. Venerdì era arrivata l'ufficialità del mancato accordo tra le due parti con Meta che aveva eliminato tutta la musica su Instagram anche quella internazionale. Poi è tornata per poi andare via di nuovo. Cosa sta succedendo?
di Bruno Mucciarelli pubblicata il 20 Marzo 2023, alle 09:49 nel canale Audio VideoMeta
Una cosa sembra praticamente certa: a Menlo Park non sanno probabilmente come distinguere la musica ''a marchio'' SIAE (anche perché non è effettivamente così semplice). Stanno cercando di farlo ma abbiamo visto nel corso del fine settimana come abbiano tolto completamente tutta la musica con cantautori e cantanti italiani targati SIAE, quelli sotto Lea (Liberi editori e autori) ma anche e soprattutto i cantati internazionali che non hanno nulla a che fare con le trattative tra Meta e SIAE.

Meta non riesce a distinguere la musica sotto SIAE?
Abbiamo visto la scorsa settimana la prima puntata della vicenda tra Meta e SIAE. Riepilogando sappiate che tra l'azienda di Mark Zuckerberg e quella di Mogol non è stato raggiunto alcun accordo per il rinnovo delle licenze della musica da poter inserire nelle stories su Instagram. Una situazione che è presente solo in Italia perché solo con l'Italia, Meta, ha avuto problemi di rinnovo.
Il motivo? C'è di certo una questione economica dietro al mancato accordo tra le due aziende: da una parte SIAE vuole ''difendere'' gli interessi dei suoi artisti ma dall'altra parte c'è Meta che non vuole ''spifferare'' a nessuno, tanto meno all'Italia, i suoi profitti generati dall'uso delle opere italiane. Lo scontro è proprio su questo e se SIAE vuole far valere la Direttiva Europea che prevede appunto il fornire numeri aggiornati sullo sfruttamento dell'opera, compresi il capitale generato e il compenso dovuto, di fatto Meta vuole accordarsi in modo forfettario. L'azienda di Mark Zuckerberg vuole portare a casa un accordo ''forfettario'' ossia chiedere a SIAE un ''tot'' che non provenga però da numeri reali che non vuole mettere sul tavolo per nessun motivo. Da qui l'idea di SIAE di ''sparare in alto'' e di chiedere a Meta un economico tale da far spazientire Zuckerberg che ha così deciso di abbandonare il tavolo della trattativa.

Da qui la decisione di Zuckerberg di rimuovere nella giornata di venerdì 17 marzo le librerie musicali di Instagram in Italia. Il problema però sta nel fatto che la rimozione non è avvenuta solo per quei brani italiani e riguardanti la SIAE ma di tutto quello che Meta ha potuto togliere lasciando solo alcune musiche di dubbia utilità per le stories quotidiane dei creator. Il problema? Probabilmente in Meta non hanno possibilità di scandagliare effettivamente quali sono i brani sotto SIAE e quali invece no. E allora si è deciso in prima battuta di togliere tutto per poi tornare sui propri passi e reintrodurre tutti i brani precedentemente tolti.
Ma non finisce qui perché nel weekend da Menlo Park si è nuovamente proceduto a togliere tutta la libreria per una seconda volta, andando però ad eliminare anche i brani internazionali e quelli in trend che non hanno nulla a che fare con la vicenda SIAE. Insomma in Meta si capisce un'importante difficoltà nel poter selezionare esclusivamente le canzoni sotto SIAE da poter eliminare. Il motivo in questo caso riguarda anche l'assenza di un vero e proprio database condiviso che possa in qualche modo risultare univoco e permettere, quotidianamente, di avere la visione completa di quelli che sono effettivamente i brani sotto copertura SIAE.

Insomma la vicenda non sembra avere una sua fine con l'arrembaggio da parte di SIAE che vuole assolutamente mantenere la sua linea proposta da subito nel conteggio economico effettivo da farsi pagare da Meta che a sua volta non ha intenzione di far trasparire alcun tipo di numero interno ma pretende di avere un accordo forfettario come fatto con tutti gli altri paesi. Ai posteri l'ardua sentenza ma di fatto intanto i creator e tutti coloro che lavorano con i social, i cantanti e chi fa parte di questo mondo, non possono sfruttare a dovere uno strumento di lavoro per loro. Non solo perché da questa questione sembra palese che si debba forse fare un passo indietro e cercare di modificare quello che ad oggi è un sistema SIAE di diritti d'autore che non funziona anzi crea sicuramente dissapori e anche problematiche serie come questa con Meta.










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6 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoUn logo perfetto, anzi del colore perfetto, per questo preistorico e pachidermico apparato che ancora ci ostiniamo a tenere in vita in Italia.
Poi, chiaramente, bisogna vedere se SIAE sta difendendo gli interessi degli autori o i propri. Credo che nessuno di noi (a parte forse qualche interessato) abbia veda positivamente SIAE. Sarebbe interessante anche capire quanto tiene per il suo sostentamento e quanto consegna agli autori, se la propria quota fosse rilevante sarebbe un bel caso di ente parassitario.
Comunque che gran problema, come si fa ora a pubblicare le stories senza musichette? Uh mamma immagino già decine di milioni di posti a rischio, la borza crolla, file alla mensa dei poveri interminabbili
siamo ancora al punto che devi scrivere a mano la distinta e se sbagli il titolo l'artista non viene pagato...
Roba che dovrebbero raderla al suolo la SIAE altro che rompere i maroni.
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