LG TV 2026: il W6 da 9,9 mm è senza cavi, il G6 è il più luminoso di sempre
LG porta in Italia la lineup TV 2026 guidata dal W6, televisore da 9,9 mm che trasmette tutto in wireless via Zero Connect Box su frequenza 60 GHz. Hyper Radiant Color, Alpha 11 Gen3 e prezzi in linea rispetto al 2025
di Andrea Bai pubblicata il 02 Aprile 2026, alle 14:20 nel canale Audio VideoLG
LG OLED evo W6 è il televisore più sottile mai prodotto da LG: 9,9 mm di spessore, un solo cavo fisico (l'alimentazione), mentre tutto il resto trasmesso in wireless. Lo abbiamo potuto vedere da vicino (e con lui, gli altri modelli) in occasione di un primo contatto con la gamma 2026 dei televisori LG, presso lo showroom di Milano, in attesa dell'arrivo effettivo sul mercato previsto per la fine di aprile.

Non è la prima volta che LG ci prova con il form factor Wallpaper (bisogna tornare al 2017, quando il W7 usava un approccio simile) ma allora si trattava di un pannello solidale a una soundbar nascosta nel battiscopa. Questa volta la soluzione, annunciata in occasione del CES di Las Vegas, è strutturalmente diversa: uno Zero Connect Box ridisegnato, più compatto rispetto al predecessore e con quattro ingressi HDMI invece di tre, che comunica con il televisore su frequenza dedicata a 60 GHz, con una banda passante dichiarata di 15 Gbps e latenza inferiore ai 4 millisecondi. Dati che si traducono, nell'esperienza pratica, nel supporto alla doppia certificazione NVIDIA G-Sync e AMD FreeSync Premium e che rappresentano un primato per un televisore a trasmissione wireless.

La Zero Connect Box di nuova generazione...

...a confronto con quella di precedente generazione.
Per riuscire a tradurre in realtà uno spessore così tanto contenuto, LG ha dovuto riprogettare quasi ogni componente interno: l'ingombro del sistema di alimentazione è stato ridotto del 50%, quello dell'impianto audio del 66%. La struttura portante è in alluminio multistrato, il fissaggio a parete sfrutta due staffe laterali a molla che semplificano l'installazione rispetto alla soluzione utilizzata nel modello del 2017. Il risultato è un pannello che si comporta quasi come un poster: aderisce alla parete, il cavo di alimentazione scende in verticale, mentre la Zero Connect Box può essere agevolmente occultata in qualsiasi mobile entro dieci metri. All'accensione iniziale, il televisore rileva automaticamente la posizione del box e si autoconfigura senza intervento manuale.
Hyper Radiant Color e il pannello RGB Tandem 2.0

Sul fronte delle prestazioni di immagine, il W6 condivide la stessa tecnologia del G6. Entrambi montano il pannello Primary RGB Tandem 2.0, una struttura OLED a quattro strati prodotta da LG Display, in grado di raggiungere fino a 4.500 nit di picco, e la stessa elaborazione tramite Alpha 11 AI Processor Gen3. LG raggruppa questo insieme tecnologico sotto il nome Hyper Radiant Color: non un singolo componente ma una combinazione di pannello avanzato, processore e nuovo trattamento antiriflesso che, sulla carta, produce un aumento di luminosità di 3,9 volte rispetto al B6 al 10% APL, e di circa il 20% rispetto al G5, che già raggiungeva circa 2.000 nit nelle misurazioni reali.

Vale però la pena evidenziare che la presenza della tecnologia Hyper Radiant Color non è uniforme lungo tutta la gamma: sul G6 è assente sulle taglie estreme (97" e 48"): sul formato più grande le limitazioni riguardano la gestione delle temperature di picco su superficie ampia, sul 48" il pixel pitch più stretto rende strutturalmente più difficile raggiungere gli stessi livelli di luminanza. Sul C6, la tecnologia è disponibile solo sui formati 77" e 83", con un incremento di luminosità dichiarato di 3,2 volte rispetto al B6, ma senza il trattamento antiriflesso, che nelle versioni complete del G6 taglia le riflessioni di circa il 50% rispetto a una superficie OLED standard. È una delle differenze qualitative più concrete tra le due serie, misurabile in condizioni di illuminazione ambientale elevata.
Alpha 11 Gen3: tre pipeline, 13 bit effettivi
L'Alpha 11 AI Processor Gen3 è prodotto a 6 nm, un passo avanti rispetto al processo precedente che si traduce in consumi ridotti e minore dissipazione termica. LG lo descrive inoltre con la denominazione Dual AI Engine: due pipeline di elaborazione parallele, una orientata alla gestione di bordi e soggetti, l'altra alle texture di sfondo, che lavorano in simultanea. In numeri: NPU 5,6 volte più performante rispetto all'Alpha 9 montato sul C5 2025, CPU con un incremento del 50%, GPU migliorata del 70%. Il chip è montato sulle serie di punta W6 e G6, e anche sull'intera gamma C6. Lo troviamo inoltre anche sui televisori Micro RGB, che per la prima volta in casa LG ricevono il chip di fascia alta al posto di un processore LCD-specifico.

LG C6 (a sinistra) contro LG C5 (a destra): lo strato antiriflesso, il picco di luminanza più elevato e la gestione d'immagine di Alpha 11 AI Processor Gen3 offre una migliore lettura dei dettagli nelle alte luci
La novità più significativa sul piano dell'elaborazione immagine riguarda la profondità: a 12 bit, con un bit aggiuntivo dedicato alla luminanza, quindi in totale 13 bit effettivi. Fino allo scorso anno, la pipeline di elaborazione dei TV delle generazioni precedenti operava a 10 bit. Il risvolto pratico è riscontrabile nelle sfumature e nel tone mapping per i contenuti HDR, con riduzione del banding nelle gradazioni più delicate delle alte luci.
La gamma OLED: quattro livelli
La struttura della lineup OLED 2026 si articola su quattro modelli con una gerarchia abbastanza netta. Il B6 è l'ingresso gamma: nuovo design del supporto con piedi a lama verticale, pannello aggiornato, ma nessuna novità di rilievo sul piano tecnologico. Monta l'Alpha 8 Gen3 al posto dell'Alpha 11, e non integra Hyper Radiant Color. È il prodotto che serve a LG per presidiare la fascia bassa dell'OLED senza trasferire i costi delle innovazioni premium sul segmento più sensibile al prezzo.

Il C6 è dove si concentrerà probabilmente la maggior parte dei volumi, anche sulla base di quanto espresso dal mercato negli anni precedenti. Come già detto, include l'Alpha 11 Gen3 su tutte le taglie (a differenza degli anni precedenti quando quando il chip "di frontiera" era riservato ai modelli superiori) e porta la tecnologia Hyper Radiant sui formati 77" e 83". Tutti elementi che suggeriscono un aggiornamento sostanziale rispetto al precedente C5, e non un semplice passo incrementale. Il G6 è il top della gamma tradizionale: Hyper Radiant Color completo, trattamento antiriflesso, pannello RGB Tandem 2.0 sulle taglie tra 55" e 83". Il W6 condivide le stesse prestazioni del G6 sul piano del pannello, ma le racchiude in un form factor radicalmente diverso e aggiunge la componente wireless come elemento differenziante assoluto.
Il lato LCD: Micro RGB in pole position

La gamma LCD 2026 vede come modello di punta Micro RGB 96, disponibile nei tagli da 75, 85 e 100 pollici. LG lo posiziona esplicitamente contro i mini LED ad alta luminosità della concorrenza: 4.000 nit di picco dichiarati, certificazione completa su DCI-P3, BT.2020 e Adobe RGB, e lo stesso Alpha 11 Gen3 con Dual AI Engine, prima volta per un LCD LG. Il differenziatore dichiarato rispetto ai mini LED convenzionali è sul microcontrasto e sulla resa delle basse luci, l'area dove i pannelli LCD a retroilluminazione locale continuano a inseguire l'OLED. La tecnologia Mini RGB copre invece la fascia LCD accessibile dai 50 agli 86 pollici, con il taglio da 50" citato esplicitamente come risposta alle abitazioni più compatte.
Abbiamo avuto modo di condurre una manciata di rapidissime misure al modello MRGB 96 da 100 pollici, in un ambiente non ottimale come può essere uno showroom e per di più con un modello di pre-produzione, e pertanto le consideriamo solo indicative. La luminanza di picco, in modalità HDR con profilo filmmaker arriva a superare i 3600 nit, con una valida accuratezza cromatica e una ampiezza del triangolo di gamut che arriva a lambire i confini dello spazio colore BT.2020.
La gamma QNED si articola sul modello 93 con Precision Dimming Pro che porta più zone di local dimming e un contrasto più elevato, e sul modello 86 come fascia media. Entrambi mantengono la certificazione 100% volume colore. Il Nano Ultra HD, che nelle lineup precedenti si chiamava QNED entry, monta l'Alpha 7 Gen9 ed è posizionato come risposta diretta alla pressione dei brand cinesi sul segmento entry: Hisense e TCL hanno eroso quota in modo significativo su questa fascia negli ultimi due anni.
Il mercato italiano: prezzi medi e pressione competitiva
LG descrive uno scenario che ha poco di contingente e molto di strutturale. Nel mercato italiano degli OLED il produttore occupa la posizione di leader, mentre il segmento mini LED, pur mostrando una diffusione ormai significativa, resta sottoposto a una pressione competitiva crescente, in particolare da parte dei marchi cinesi, con il brand coreano che punta a ritagliarsi posizioni importanti.
L'aspetto più delicato riguarda il posizionamento economico: il prezzo medio nel mercato italiano dei televisori si mantiene sensibilmente più basso rispetto al contesto europeo. Una differenza che, secondo LG, riflette sia una domanda più orientata verso diagonali contenute sia un progressivo schiacciamento dei listini nel tempo. LG risponde a questa dinamica concentrando gli investimenti sulle serie G6 e W6 della fascia OLED, in crescita negli ultimi anni, e mantenendo un'offerta diversificata, come abbiamo visto, che copre dai modelli entry alle proposte premium per rispondere a tutte le esigenze di mercato.
I listini per il mercato italiano sono in fase di definizione, ma Raffaele Cinquegrana, Product Manager di LG Electronics Italia, ci ha comunicato che l'azienda intende mantenere prezzi di lancio allineati con quelli praticati per la gamma TV del 2025. Nessun aumento previsto, quindi, nonostante le pressioni sui costi dei componenti e della logistica, con la produzione concentrata in Polonia e il trasporto prevalentemente su gomma. I primi modelli OLED sono attesi tra fine aprile e inizio maggio; il W6 arriverà più tardi, tra giugno e luglio.










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