Google condannata: ha infranto alcuni brevetti Sonos. Vendite Google Home a rischio?
La corte statunitense ha dato ora ragione a Sonos, emanando un ordine di divieto di importazione dei prodotti incriminati. Parliamo di prodotti importanti nella gamma, come gli altoparlanti smart della serie Google Home, i telefoni Pixel e anche i dispositivi Chromecast
di Roberto Colombo pubblicata il 07 Gennaio 2022, alle 09:31 nel canale Audio VideoGooglesonos
La diatriba legale va avanti dal 2020, anno in cui Sonos aveva deciso di portare in tribunale Google per l'infrazione da parte del colosso di Mountain View di alcuni brevetti.
La corte statunitense ha dato ora ragione a Sonos, emanando un ordine di divieto di importazione dei prodotti incriminati. Parliamo di prodotti importanti nella gamma, come gli altoparlanti smart della serie Google Home, i telefoni Pixel e anche i dispositivi Chromecast. Essendo prodotti in Cina, il divieto di importazione dovrebbe impedire a Google di far entrare i prodotti sul territorio statunitense per la successiva immissione sul mercato interno, ma sembra che Google abbia già trovato una scappatoia.

In particolare i brevetti al centro della disputa legale sono quelli che coprono funzioni legate all'accoppiamento wireless tra diversi apparecchi e alla possibilità di gestire il volume dei diversi altoparlanti in modo coordinato su tutto il gruppo o in modo indipendente.
Un portavoce di Google ha già fatto sapere che il divieto di importazione emanato dalla ITC non impatterà le vendite dei prodotti sul mercato statunitense, in quanto sono già possibili design alternativi che non violano i brevetti. In parole povere Google può semplicemente disattivare le funzioni incriminate (ad esempio la possibilità di controllare da un singolo dispositivo il volume degli altri apparecchi) e vendere prodotti che di fatto non violino i brevetti.
Eddie Lazarus, Sonos Chief Legal Officer, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"We appreciate that the ITC has definitively validated the five Sonos patents at issue in this case and ruled unequivocally that Google infringes all five. That is an across the board win that is surpassingly rare in patent cases and underscores the strength of Sonos’s extensive patent portfolio and the hollowness of Google’s denials of copying. These Sonos patents cover Sonos' groundbreaking invention of extremely popular home audio features, including the set up for controlling home audio systems, the synchronization of multiple speakers, the independent volume control of different speakers, and the stereo pairing of speakers.
There is a possibility that Google will be able to degrade or eliminate product features in a way that circumvents the importation ban that the ITC has imposed. But while Google may sacrifice consumer experience in an attempt to circumvent this importation ban, its products will still infringe many dozens of Sonos patents, its wrongdoing will persist, and the damages owed Sonos will continue to accrue. Alternatively, Google can —as other companies have already done — pay a fair royalty for the technologies it has misappropriated."
In sintesi conclude dicendo che Google potrebbe semplicemente, come altre compagnie hanno fatto, pagare le royalty sui brevetti Sonos ed evitare di penalizzare i propri utenti con un downgrade delle caratteristiche dei prodotti.
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