Dal Giappone un altoparlante portatile in tessuto: la novità di Sensia Technology

Dal Giappone un altoparlante portatile in tessuto: la novità di Sensia Technology

La giapponese Sensia Technology ha presentato Fabric Speaker Portable, il primo altoparlante portatile interamente in tessuto. Basato su elettronica flessibile ed emissione elettrostatica distribuita, il dispositivo apre a nuovi scenari per l'audio integrato e indossabile.

di pubblicata il , alle 09:31 nel canale Audio Video
 

Una startup giapponese sta provando a ridefinire il concetto stesso di diffusore audio. Sensia Technology ha annunciato Fabric Speaker Portable, un altoparlante portatile realizzato interamente in tessuto sonoro, nel quale non sono presenti parti rigide. A emettere suono è l'intera superficie del materiale, grazie all'impiego di elettronica flessibile integrata direttamente nella trama del tessuto.

La tecnologia alla base del prodotto nasce nel 2018 presso il National Institute of Advanced Industrial Science and Technology (AIST) del Giappone, dove era stato sviluppato un tessuto elettronico sottile, leggero e pieghevole. Sensia ne propone oggi la prima applicazione commerciale, trasformando quel prototipo di laboratorio in un dispositivo destinato al mercato consumer.

Dal punto di vista tecnico, il Fabric Speaker Portable si basa su un'architettura elettrostatica. Il tessuto incorpora fibre conduttive flessibili disposte in una struttura simile a un grande condensatore: due strati conduttivi separati da un sottile film dielettrico. Quando viene applicato un segnale audio, il campo elettrico tra i due strati viene modulato, inducendo vibrazioni della superficie che spostano l'aria e generano onde sonore.

La differenza rispetto a precedenti prodotti "audio tessili", come cuscini o federe con altoparlanti nascosti, è sostanziale. In quei casi il suono proviene comunque da driver rigidi inseriti sotto il rivestimento. Nel progetto di Sensia, invece, l'intera superficie del tessuto partecipa all'emissione sonora, eliminando punti morti e irregolarità, e mantenendo uno spessore ridotto e una sensazione più naturale al tatto.

Un piccolo modulo in plastica, fissato su un lato, ospita l'elettronica di pilotaggio, la batteria e la connettività wireless. Secondo le specifiche disponibili, il livello di pressione sonora raggiunge circa 68 dB con un singolo diffusore, che salgono a 71 dB utilizzando una coppia, valori paragonabili al rumore di un aspirapolvere o di una lavatrice durante la centrifuga a breve distanza.

Sensia non ha però diffuso informazioni dettagliate su risposta in frequenza, distorsione o qualità audio complessiva, limitandosi a descrivere il prodotto come adatto ad ascolti personali o ambientali. Gli scenari d'uso proposti includono l'installazione a parete come una sorta di arazzo sonoro, oppure il posizionamento sotto lenzuola, cuscini o superfici tessili per un ascolto più discreto e rilassato.

Resta quindi aperta la questione delle reali prestazioni acustiche: anche ipotizzando una qualità elevata, l'inserimento sotto strati di tessuto o imbottiture potrebbe inevitabilmente attenuare la resa percepita. Al di là di questo aspetto, il Fabric Speaker Portable appare soprattutto come una dimostrazione concreta del potenziale dell'elettronica flessibile, che in futuro potrebbe trovare spazio in sistemi audio integrati, superfici intelligenti o dispositivi indossabili, superando l'idea tradizionale di altoparlante come oggetto rigido e a sé stante.

1 Commenti
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corgiov16 Dicembre 2025, 11:55 #1

Audio biomimetico

Questa tecnologia esiste dall'alba dei tempi. Infatti, sembra una variante del soffione, ovvero le infruttescenze mature del tarassaco (Taraxacum officinale), note anche come dente di leone.​

I soffioni sono sfere lanuginose composte da acheni piumosi, leggeri e adatti alla disseminazione anemocora. Soffiando, producono un sibilo o fischio dovuto al movimento dell'aria tra i pappi setosi.​

Questa struttura si forma dopo la fioritura del tarassaco, comune nei prati e incolti. In Italia è chiamato soffione proprio per il suono e il volo dei semi al soffio, mentre "dente di leone" deriva dalle foglie dentellate.

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