Trump offre "grandi" sgravi fiscali alle aziende che produrranno in USA

Trump offre grandi sgravi fiscali alle aziende che produrranno in USA

Il nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America pronto ad offrire incentivi fiscali per riportare in "patria" tutte le aziende americane. In primis Apple a cui il neo presidente ha già fatto sapere di avere in serbo programmi molto interessanti in merito.

di Bruno Mucciarelli pubblicata il , alle 10:25 nel canale Apple
Apple
 

Sin dai primi giorni dopo le elezioni, il neo Presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump, ha elargito parole importanti per tutte le aziende americane che producono oggi la propria merce al di fuori del territorio americano. Trump ha voluto far sapere a queste ultime che è pronto a realizzare specifici piani di sgravio fiscale per tutti coloro che intendono riportare proprio negli USA la loro produzione. Proprio su questo tema, il magnate americano, ha interpellato Apple promettendo al suo CEO Tim Cook, che si impegnerà al massimo per riportare totalmente in patria la produzione di iPhone, iPad e Mac.

Per Trump sarebbe “una vera conquista” convincere Apple a riportare la produzione negli Stati Uniti, anziché continuare a importare dispositivi e prodotti da nazioni quali Cina e Vietnam. Proprio il nuovo presidente ha dichiarato in una sua intervista le parole dette al CEO di Apple:

"Ho ricevuto una chiamata da Tim Cook di Apple e ho detto a Tim che per me sarebbe una grande conquista riuscire a convincere Apple a costruire un grande impianto negli Stati Uniti, o tanti grandi impianti negli Stati Uniti, anziché andare in Cina, in Vietnam o in tutti gli altri posti dove ora si producono. Credo che creeremo degli incentivi e credo che vorrai farlo. Attiveremo grandi sgravi fiscali per le aziende, dei quali sarete lieti. Ma per grandi tagli alle tasse, dobbiamo sbarazzarci delle norme, leggi che li rendono impossibili. Indipendentemente che tu sia liberale o conservatore, vorrei sedermi e mostrarti norme che tutti sono d’accordo nel definire ridicole. È il momento della tana libera per tutti e le aziende non possono farlo, non riescono a partire, non riescono a espandersi, stanno soffocando".

Proprio Apple nelle ultime settimane avrebbe chiesto a Foxconn, la sua più importante produttrice di componenti elettrici ed elettronici, di valutare la fattibilità tecnica ed economica di spostare la produzione degli iPhone negli USA. Chiaramente in merito il presidente di Foxconn non è rimasto per nulla entusiasta dell’idea soprattutto perché l'operazione porterebbe ad un innalzamento dei costi di produzione rispetto a quelli che è possibile ottenere in Cina.

Un problema, quello dei costi, che sembrerebbe però non interessare troppo a Tim Cook che proprio parlando della questione della produzione di iPhone negli USA, avrebbe spiegato come la produzione avvenga in Cina non tanto per ridurre i costi della manodopera ma per il livello di abilità e competenze delle aziende lì presenti proprio come la Foxconn.

Ricordiamo come l'azienda di Cupertino abbia cercato di spostare la produzione di un proprio prodotto negli USA e al momento solo il Mac Pro venga completamente realizzato in Texas ad Austin. Ma parliamo chiaramente di un prodotto che possiede dei volumi molto limitati rispetto a quelli che si avrebbero con iPhone o iPad.

 

 

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47 Commenti
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Marok24 Novembre 2016, 10:29 #1
"...avrebbe spiegato come la produzione avvenga in Cina non tanto per ridurre i costi della manodopera ma per il livello di abilità e competenze delle aziende lì presenti..."

Dopo questa frase si son guardati negli occhi e sono partite grassissime risate.
gd350turbo24 Novembre 2016, 10:41 #2
Ah bè se credono a questa...
noncapiscountubo24 Novembre 2016, 10:49 #3
Originariamente inviato da: Marok
"...avrebbe spiegato come la produzione avvenga in Cina non tanto per ridurre i costi della manodopera ma per il livello di abilità e competenze delle aziende lì presenti..."

Dopo questa frase si son guardati negli occhi e sono partite grassissime risate.


fino a qualche anno fa avevi sicuramente ragione ,
in pochi anni i stipendi medi di molte zone della Cina, tra cui Shenzhen nel Guandong, sono quasi triplicati e il costo della vita aumentato tanto.

Il vantaggio è che li trovi subito tutto quello che ti serve
Bivvoz24 Novembre 2016, 11:06 #4
Originariamente inviato da: noncapiscountubo
fino a qualche anno fa avevi sicuramente ragione ,
in pochi anni i stipendi medi di molte zone della Cina, tra cui Shenzhen nel Guandong, sono quasi triplicati e il costo della vita aumentato tanto.

Il vantaggio è che li trovi subito tutto quello che ti serve


Questo rende ancora più urgente riportare le produzioni in occidente.
Se continuiamo così tra poco saremo noi a coltivare riso nei campi e loro a fare tutto il resto.

Sono contento che in Cina siano migliorate le cose sia chiaro, ma non sono contento che peggiorino da noi.

Da loro trovi tutto subito perchè è li che ci sono le produzioni e negli anni si è formato l'indotto, se le produzioni le spostano in Europa o in USA si forma l'indotto anche li.
Rubberick24 Novembre 2016, 11:23 #5
Credo che il problema si anche di avere personale specializzato.

Non puoi pensare di fare il 100% in outsourcing e arrivare al punto di fare avere un know how enorme alle persone a cui commissioni e non bilanciare mai nulla in casa. A quel punto ti tengono per le @@ perchè per te non sono + un opzione ma indispensabili e se un domani volessero contrattare molto a tuo sfavore e molto a loro favore tu non puoi farci nulla perchè non hai potere di scelta.

Nemmeno ha senso fare il 100% tutto in casa in modo iperprotezionistico perchè non hai modo di resistere alla concorrenza a cui i prodotti costano meno, tocca fare un buon bilancio, tenersi delle figure professionali valide anche in casa etc etc..

Quoto per la produzione anche in europa, per quale motivo non possiamo avere delle ditte di processori anche noi? Sarebbe il caso partissero incentivi in questo senso, avoglia a posti di lavoro poi..
sertopica24 Novembre 2016, 11:24 #6
In poche parole e' rimasto agli anni 50.
gd350turbo24 Novembre 2016, 11:25 #7
Non so dirti gli anni o i decenni che non vedo scritto made in usa su un prodotto tecnologico...
E anche non...

Ritornare a fare il made in usa, con i volumi e i tempi cinesi, non sarà certo cosa facile ed indolore...
Bivvoz24 Novembre 2016, 11:33 #8
Originariamente inviato da: gd350turbo
Non so dirti gli anni o i decenni che non vedo scritto made in usa su un prodotto tecnologico...
E anche non...

Ritornare a fare il made in usa, con i volumi e i tempi cinesi, non sarà certo cosa facile ed indolore...


A parte gli annunci altisonanti non credo che sia riportare in occidente i volumi l'obbiettivo, è riportare le produzioni strategiche che garantiscono autonomia e know-how la cosa importante.
Bestio24 Novembre 2016, 11:34 #9
Originariamente inviato da: noncapiscountubo
fino a qualche anno fa avevi sicuramente ragione ,
in pochi anni i stipendi medi di molte zone della Cina, tra cui Shenzhen nel Guandong, sono quasi triplicati e il costo della vita aumentato tanto.

Il vantaggio è che li trovi subito tutto quello che ti serve


Esatto e anche tanti lavoratori specializzati europei (e immagino americani) hanno scelto di andare a lavorare in Cina...
Anche un mio amico ingegnere è partito per Shangai 5 anni fa con l'idea di starci un paio d'anni, e non è più voluto tornare!

Ma se queste mosse contribuiranno proprio a limitare la "fuga di cervelli", ben vengano, in Italia ci vorrebbero ancora di più.
Surrucagnolo24 Novembre 2016, 11:35 #10
Questo fa l'interesse del proprio Paese ed è cosa buona e giusta. Avessero votato la Ilary si continuava a fare gli interessi delle banche, lobby e non dei cittadini, esattamente come fa il nostro governo da tanti anni.

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