Servizi cloud su iOS, l'Antitrust italiana indaga Apple per il DMA

Servizi cloud su iOS, l'Antitrust italiana indaga Apple per il DMA

L'Autorità italiana contesta ad Apple l'accesso diseguale alle componenti di iOS e iPadOS tra iCloud e i servizi cloud concorrenti. È la prima volta che l'AGCM usa i poteri di indagine previsti dal DMA a supporto della Commissione europea

di pubblicata il , alle 09:53 nel canale Apple
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Il 16 giugno 2026 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un'indagine nei confronti di Apple sull'obbligo di interoperabilità che il Digital Markets Act impone ai sistemi operativi iOS e iPadOS. Il procedimento coinvolge formalmente Apple Inc., Apple Distribution International Ltd e Apple Italia S.r.l., e nasce in stretta cooperazione con la Commissione europea.

Il riferimento normativo è l'articolo 6, paragrafo 7 del DMA. La norma obbliga Apple a garantire ai fornitori terzi di servizi cloud destinati agli utenti finali, a titolo gratuito, l'effettiva interoperabilità con iOS e iPadOS, insieme alla parità di accesso alle stesse componenti hardware e software disponibili per il servizio iCloud. L'Autorità ritiene di avere elementi per sostenere che questa parità oggi non ci sia: secondo AGCM i servizi cloud concorrenti non possono usare le stesse componenti dei sistemi operativi a cui iCloud accede.

L'esempio concreto citato dall'AGCM riguarda il backup integrale del dispositivo. Apple non consentirebbe ai servizi di archiviazione alternativi di sfruttare le componenti di iOS e iPadOS che permettono di salvare in cloud l'intero contenuto di un iPhone o di un iPad, una funzione che resta invece disponibile per iCloud. In altri termini: chi sceglie un servizio cloud di terze parti non può oggi affidargli un backup completo del telefono nello stesso modo in cui lo farebbe con il servizio di Apple.

La contestazione dell'AGCM vede sullo sfondo una Mela che ha già portato in tribunale gli obblighi di interoperabilità del DMA, definendoli sproporzionati, e più di recente ha imputato proprio a quei requisiti il ritardo del nuovo Siri AI in Europa su iOS 27 e iPadOS 27. L'indagine sui servizi cloud si inserisce quindi in un confronto già aperto e non privo di complessità.

Cosa rende questa indagine un precedente

L'elemento che distingue il provvedimento dalle altre azioni DMA contro la Mela è il soggetto che lo firma: è la prima volta che l'AGCM esercita i poteri previsti dall'articolo 38, paragrafo 7 del DMA. Sul Digital Markets Act la competenza esclusiva resta della Commissione europea, unica autorità a poterlo applicare. Le autorità nazionali, quando ravvisano possibili violazioni, possono però svolgere indagini preliminari di supporto e trasferire le proprie risultanze a Bruxelles.

L'articolo 18 della legge 30 dicembre 2023, n. 214, la legge annuale per il mercato e la concorrenza 2022, attribuisce però all'AGCM il compito di collaborare con la Commissione nell'attuazione del DMA. Nel luglio 2024 l'Autorità ha adottato un regolamento che disciplina l'esercizio di questi poteri di indagine, prevedendo richieste di informazioni e di esibizione documentale alle imprese. L'indagine annunciata oggi è la prima applicazione concreta di quel meccanismo.

La conseguenza pratica conta più dell'inquadramento formale. L'AGCM raccoglie elementi, sente le imprese, dispone eventuali analisi economiche, poi consegna il dossier alla Commissione, come indicato nel comunicato dell'Autorità. Non sarà l'Autorità italiana a stabilire se Apple abbia violato il DMA né a comminare eventuali sanzioni: quel passaggio spetta a Bruxelles. L'indagine nazionale è uno strumento istruttorio che alimenta il procedimento europeo.

Il fronte cloud, del resto, è già aperto a livello comunitario su altri attori: la Commissione sta valutando se anche i servizi di infrastruttura di Amazon e Microsoft debbano rientrare negli obblighi DMA. L'iniziativa italiana sui servizi cloud per utenti finali si muove sullo stesso terreno, con un taglio rivolto al rapporto tra iCloud e i suoi concorrenti diretti sui dispositivi Apple.

Il testo integrale del provvedimento è disponibile sul sito dell'AGCM. I tempi del seguito dipenderanno da quando l'Autorità riterrà sufficientemente istruita l'indagine e girerà le proprie conclusioni alla Commissione.

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