Red Hat rafforza la sua offerta per il cloud privato e sovrano

Red Hat rafforza la sua offerta per il cloud privato e sovrano

Red Hat ha annunciato diverse novità legate alla sua offerta di funzionalità e servizi per creare cloud privati e sovrani. In arrivo una catena di fornitura del software locale in Europa

di pubblicata il , alle 11:51 nel canale Apple
Red Hat
 

Red Hat ha annunciato diverse novità legate alla sua offerta di cloud privato e sovrano che partono da nuove funzionalità nei suoi prodotti per arrivare al lancio di una catena di fornitura locale del software per aggirare eventuali problemi a livello geopolitico.

Red Hat rafforza la sua offerta di cloud privato e sovrano

L'offerta di Red Hat è da sempre, e per sua stessa natura, sovrana, in quanto open source e quindi liberamente accessibile; l'azienda ha fatto la sua fortuna abbinandovi servizi di supporto. Ciononostante, o forse a maggior ragione, Red Hat sta puntando molto sull'ondata di attenzione alla sovranità e all'autonomia che sta attraversando il mondo tecnologico, in particolare in Europa.

L'azienda ha presentato diverse novità che vanno in questa direzione: un'espansione del framework sull'ottemperanza normativa semplifica la dimostrazione dell'adempimento degli obblighi legati a norme come NIS2, GDPR e DORA in tramite OpenShift Compliance Operator e Red Hat Advanced Cluster Security for Kubernetes.

Arriva anche una nuova interfaccia per il provisioning delle macchine virtuali, che consente a partner e clienti (che siano interni o esterni) di creare e mettere in opera virtual machine, cluster e servizi di IA più facilmente e velocemente tramite OpenShift. Per mantenere il controllo dei costi, Lightspeed fornisce ora dati sui consumi in OpenShift che rimangono interamente all'interno degli ambienti dei clienti, così da semplificare le procedure per mantenere la residenza dei dati.

Red Hat parla anche della disponibilità di "landing zone", termine ben poco trasparente per indicare la possibilità di installare ambienti preconfigurati per ottemperare a tutte le norme fin da subito. Tali ambienti comprendono Red Hat Enterprise Linux, OpenShift e Ansible e possono essere installati in automatico.

Da ultimo, la novità forse più interessante è legata al modo in cui Red Hat gestisce la propria catena di fornitura del software. L'azienda infatti ha annunciato di volerla rendere locale, così che eventuali problemi di comunicazione con la casa madre non interrompano la disponibilità del software al di fuori degli Stati Uniti. Red Hat comincerà con l'Unione Europea a rendere disponibile RHEL e i relativi aggiornamenti localmente.

"Non dovrebbe mai esserci la necessità di scegliere tra innovazione e controllo", commenta Ashesh Badani, senior vice president e chief product officer di Red Hat. "Che si tratti di rispondere a vincoli giurisdizionali o di recuperare il pieno possesso dei dati da silos proprietari, mettiamo a disposizione funzionalità e piattaforme per costruire un futuro più autodeterminato. Red Hat è impegnata ad aiutare le aziende a spingere l’innovazione nel cloud e nell’IA per il prossimo decennio alle proprie condizioni."

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