Prototipo di iPhone 4G: alcune evoluzioni della vicenda

Prototipo di iPhone 4G: alcune evoluzioni della vicenda

Indagini e sequestri: la vicenda del cellulare-prototipo perso (o rubato?) al bar sembra non essere una montatura ad arte

di pubblicata il , alle 16:51 nel canale Apple
iPhoneApple
 

A distanza di una settimana riprendiamo in mano il caso dell'iPhone smarrito e pubblichiamo un resoconto delle evoluzioni occorse da quando il fatto è balzato agli onori della cronaca. Evoluzioni che, almeno apparentemente, sembrano far scartare l'ipotesi che quanto accaduto sia frutto di una manovra pubblicitaria orchestrata ad arte. Ma andiamo con ordine.

Nel corso del fine settimana si è venuto a sapere che le forze di polizia della contea di Santa Clara che operano nel campo dei crimini informatici, hanno avviato le indagini per determinare se l'acquisto del prototipo di iPhone (Gawker Media, l'azienda a capo di Gizmodo, è infatti venuta in possesso del dispositivo versando -non si sa a chi- 5000 dollari) possa essere riconducibile ad un crimine con le relative conseguenze. Inizialmente non è stato reso noto se le indagini fossero focalizzate su Gizmodo, sull'anonimo individuo che ha ritrovato il cellulare al bar o su entrambi.

Per quale motivo si ipotizza si possa trattare di un crimine? E' presto detto: le leggi ed i codici dello stato della California dispongono che chiunque ritrovi un oggetto smarrito, ma non lo restituisce al proprietario o alle autorità e se ne appropria per uso personale, è passibile del reato di furto. Non solo: la compravendita di oggetti rubati costituisce reato di ricettazione, punibile secondo le norme dello stato della California, con reclusione fino ad un anno.

Pochi giorni dopo circola la notizia del sequestro dei computer e di altri dispositivi elettronici di Jason Chen, il redattore di Gizmodo che ha preparato e pubblicato l'articolo incentrato sul prototipo di iPhone 4G. Il sequestro è avvenuto, in assenza di Chen, per mano del California Rapid Enforcment Allied Computer Team (di seguito REACT), dietro un mandato emesso da un giudice della contea di San Mateo.

Il mandato sostiene che sussiste la possibilità che i computer di Chen siano stati "usati per commettere un crimine". Gizmodo stesso ha dato notizia dell'accaduto, pubblicando inoltre una copia del mandato e sostenendo che quest'ultimo non può essere considerato valido secondo la sezione 1524(g) del codice penale dello stato della California che, in sintesi, mette al riparo coloro i quali lavorano nel mondo dell'informazione da azioni legali che obbligano a rivelare le fonti dei servizi e degli articoli.

Le autorità hanno quindi congelato qualunque operazione di indagine legata ai beni confiscati al giornalista di Gizmodo, per verificare che effettivamente Jason Chen possa ricadere all'interno dei casi che prevedono la protezione degli operatori dell'informazione. Nel frattempo si viene a sapere che gli investigatori hanno identificato ed interrogato l'individuo che materialmente ha trovato il cellulare che sarebbe stato smarrito nella birreria di San Jose nella serata del 18 Marzo. Non è stato possibile confermare se quella persona sia la stessa che ha materialmente venduto il prototipo a Gizmodo per la somma di 5000 dollari.

Il sostituto procuratore distrettuale Steve Wastgaffe ha dichiarato: "Non si può ancora parlare di crimine. Le indagini stanno raccogliendo informazioni dalle molte persone coinvolte nella situazione, inclusa la persona che ha preso possesso del cellulare nel bar. La polizia sa già chi è ed è già stato interrogato". Wastgaffe ha inoltre fatto sapere che è stato Gray Powell, assieme ad un assistente legale per Apple, a fare richiesta alle autorità dell'avvio delle indagini quando è stato denunciato il furto del prototipo.

Si viene infine a sapere che Apple, assieme ad altre importanti realtà della Silicon Valley come Google e Adobe, fa parte di un gruppo a sostegno del REACT, la forza di polizia che ha sequestrato i computer del redattore di Gizmodo. Secondo le informazioni disponibili il REACT ha ricevuto finanziamenti per 2,3 miliardi di dollari nel corso dell'anno passato, che sono stati utilizzati per agevolare 102 diverse indagini nel contesto hi-tech e che hanno condotto a 28 arresti e 12 condanne.

Non esiste alcuna composizione definita del comitato a supervisione del REACT e le sue riunioni sono aperti a tutti i rappresentanti delle compagnie. Dalla documentazione pare che Apple non abbia partecipato, in tempi recenti, ad alcuna riunione, ma la casa di Cupertino è presente nell'elenco delle compagnie per le quali vi sono indagini in corso da parte del REACT.

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32 Commenti
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Drakogian28 Aprile 2010, 17:05 #1
.... [COLOR="Blue"]Si viene infine a sapere che Apple, assieme ad altre importanti realtà della Silicon Valley come Google e Adobe, fa parte di un gruppo a sostegno del REACT, la forza di polizia che ha sequestrato i computer del redattore di Gizmodo. [B][U]Secondo le informazioni disponibili il REACT ha ricevuto finanziamenti per 2,3 miliardi di dollari nel corso dell'anno passato,[/U][/B] che sono stati utilizzati per agevolare 102 diverse indagini nel contesto hi-tech e che hanno condotto a 28 arresti e 12 condanne. [/COLOR]

2,3 miliardi di dollari mi sembra un pò troppi... forse 2,3 milioni di dollari...
Seraph8428 Aprile 2010, 17:06 #2
che palle sto prototipo!!!...e cmq, il reato ci potrebbe essere se si trattasse di documenti personali o dati sensibili...ma un cellulare che non si accende neanche, come fai a sapere di chi è??? se perdo il cellulare, lo blocco e cancello i dati, resta mio, mica è di Nokia...mi sembra un pò difficile da dimostrare come tesi...e cmq sti REACT si capisce perchè sono intervenuti così rapidamente per una cosa così ridicola (e una cifra apparentemente piccola)
PeK28 Aprile 2010, 17:06 #3
chissà se anche jason chen sentirà la necessità di gettarsi da una finestra...
Beelzebub28 Aprile 2010, 17:07 #4
Mobbasta...
Zererico28 Aprile 2010, 17:11 #5
Originariamente inviato da: Seraph84
che palle sto prototipo!!!...e cmq, il reato ci potrebbe essere se si trattasse di documenti personali o dati sensibili...ma un cellulare che non si accende neanche, come fai a sapere di chi è??? se perdo il cellulare, lo blocco e cancello i dati, resta mio, mica è di Nokia...mi sembra un pò difficile da dimostrare come tesi...e cmq sti REACT si capisce perchè sono intervenuti così rapidamente per una cosa così ridicola (e una cifra apparentemente piccola)


Era di Apple, era un prototipo, e un tizio lo ha sottratto illecitamente rivendendolo a Gizmodo. Ricettazione e furto ci stanno.
Spec1alFx28 Aprile 2010, 17:22 #6
Zererico: certo, per lo meno la pena di morte...

L'insegnamento che tutti abbiamo imparato da questa vicenda è: se trovi un oggetto del genere, al posto che fare pubblicità su internet vendilo zitto zitto a un diretto concorrente... molto più soldi e molte meno grane.

Ora, capirei che Apple si accanisse se avesse avuto un'intrusione, ma se nasce tutto da una sua distrazione beh ogni tanto si può far buon viso a cattivo gioco. Anche se tecnicamente si configura un reato.

In ogni caso l'ipotesi di reato è discutibile (tant'è che se si legge l'articolo fino in fondo lo dice il procuratore stesso che non si può parlare ancora di crimine) essendo che l'oggetto è tornato nelle mani del legittimo proprietario.
Luca6928 Aprile 2010, 17:24 #7
..quindi era VERAMENTE un protipo del futuro ifon :o
Tutta pubblicitá aggratis per la mela
misocurdo28 Aprile 2010, 17:27 #8
Originariamente inviato da: Seraph84
che palle sto prototipo!!!...e cmq, il reato ci potrebbe essere se si trattasse di documenti personali o dati sensibili...ma un cellulare che non si accende neanche, come fai a sapere di chi è??? se perdo il cellulare, lo blocco e cancello i dati, resta mio, mica è di Nokia...mi sembra un pò difficile da dimostrare come tesi...e cmq sti REACT si capisce perchè sono intervenuti così rapidamente per una cosa così ridicola (e una cifra apparentemente piccola)


In teoria rimarrebbe del suo legittimo proprietario a meno che non lo trovi in un luogo tale per cui è evidente che il proprietario voleva liberarsene (cassonetto, cestino...). Non sò esattamente se sia perseguibile una persona in Italia ma in teoria penso che chi ritrova un oggetto e volontariamente non fa nulla per restituirlo (pur ovviamente potendo, ossia deve esserci la possibilità di accertare il legittimo proprietario, es. trovo una banconota per strada -> non si può accertare di chi fosse -> posso impossessarmene) incorre in un reato non dissimile dal furto. Sinceramente non ci avevo pensato, ma in effetti era noto sia al trovatore che al giornalista che l'oggetto era di un dipendente Apple e come tale andava restituito, magari dopo aver fatto l'articolo...
Zererico28 Aprile 2010, 17:28 #9
Originariamente inviato da: Spec1alFx
Zererico: certo, per lo meno la pena di morte...

L'insegnamento che tutti abbiamo imparato da questa vicenda è: se trovi un oggetto del genere, al posto che fare pubblicità su internet vendilo zitto zitto a un diretto concorrente... molto più soldi e molte meno grane.

Ora, capirei che Apple si accanisse se avesse avuto un'intrusione, ma se nasce tutto da una sua distrazione beh ogni tanto si può far buon viso a cattivo gioco. Anche se tecnicamente si configura un reato.

In ogni caso l'ipotesi di reato è discutibile (tant'è che se si legge l'articolo fino in fondo lo dice il procuratore stesso che non si può parlare ancora di crimine) essendo che l'oggetto è tornato nelle mani del legittimo proprietario.

Certo che è reato, se l'ha sottratto indebitamente lo è. Poi vabbeh, abbiamo capito che in Italia delinquere è come andare dal panettiere sotto casa.

@misocurdo: sia Gizmodo che il tizio anonimo erano in malafede, e Gizmodo acquistandolo in malafede si è resa complice del reato di ricettazione.
GByTe8728 Aprile 2010, 17:31 #10
@misocurdo: mi pare di aver letto che il tizio che l'ha ritrovato abbia cercato di restituirlo, ma senza successo.

Poi bisognerebbe capire se è vero o se è un'ipotesi che, copia della notizia dopo copia, è diventata realtà.

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