Perché il vero multitasking su iPad è arrivato (finalmente) solo ora? Ecco la spiegazione
iPadOS 26 rivoluziona il multitasking su iPad, introducendo un sistema a finestre simile a quello del Mac e segnando un punto di svolta nell’esperienza d’uso, pur mantenendo l’identità touch-first del tablet Apple.
di Bruno Mucciarelli pubblicata il 16 Giugno 2025, alle 09:01 nel canale AppleiPadiPadOSApple
Per anni, la comunità di utenti iPad ha chiesto a gran voce un multitasking evoluto, capace di trasformare il tablet in uno strumento davvero versatile, vicino all’esperienza desktop del Mac. Con iPadOS 26, Apple risponde finalmente a queste richieste, introducendo un sistema operativo a finestre che cambia radicalmente il modo di lavorare con le app su iPad.

Ma la rivoluzione arriva solo ora, dopo anni di attesa: perché? E cosa significa davvero questa svolta per il futuro dell’iPad?
Le ragioni tecniche dietro il ritardo del multitasking avanzato
Il desiderio di un multitasking “alla Mac” su iPad non è certo una novità. Già dal primo modello, molti utenti sognavano di poter gestire più app contemporaneamente, magari in finestre sovrapponibili e ridimensionabili. Tuttavia, questa evoluzione è stata a lungo frenata da limiti tecnici molto concreti.
Craig Federighi, vicepresidente senior del software Apple, ha spiegato che l’iPad, a differenza del Mac, è stato progettato fin dall’inizio per essere un dispositivo “touch-first”. Questo significa che ogni interazione deve essere immediata e fluida: se tocchi lo schermo e sposti una finestra, la risposta deve essere istantanea, senza alcun ritardo percettibile. Sui Mac, dove si interagisce tramite mouse e tastiera, un leggero lag può essere tollerato; su iPad, invece, anche una minima esitazione rompe il patto psicologico tra utente e dispositivo, compromettendo l’esperienza d’uso.

Nei primi anni, l’hardware dell’iPad – in termini di RAM, storage e potenza di calcolo – non era in grado di gestire app dinamiche, finestre ridimensionabili o processi paralleli complessi. Le applicazioni erano pensate per funzionare a schermo intero, con risoluzioni fisse. Un sistema a finestre avrebbe messo in crisi l’intero ecosistema, sia dal punto di vista delle prestazioni che della stabilità.
Le prime soluzioni: Split View, Slide Over e Stage Manager
Nel tempo, Apple ha cercato di rispondere alle richieste degli utenti introducendo soluzioni intermedie come Split View e Slide Over, che permettevano di affiancare due app o di sovrapporne una in modalità “flottante”. Tuttavia, queste funzionalità erano limitate e spesso poco intuitive, specialmente per chi si avvicinava per la prima volta al multitasking su iPad.

Nel 2022 è arrivato Stage Manager, un sistema più vicino al concetto di desktop, che consentiva di raggruppare finestre in “stage” distinti e di lavorare anche su monitor esterni. Stage Manager, però, era disponibile solo sui modelli più recenti e potenti, e non è mai riuscito a convincere del tutto per la sua rigidità e complessità d’uso.
iPadOS 26: multitasking a finestre per tutti
Con iPadOS 26, Apple compie finalmente il salto di qualità che gli utenti attendevano da anni. Il nuovo sistema operativo introduce un multitasking a finestre vero e proprio: le app possono essere aperte in finestre ridimensionabili, spostate liberamente sullo schermo e sovrapposte a piacimento, proprio come su Mac. La gestione delle finestre è stata pensata per essere intuitiva anche su schermo touch, grazie a gesture dedicate e controlli ispirati a quelli di macOS, come i classici “semafori” per chiudere, minimizzare e ridimensionare le finestre. Tra le novità più apprezzate:
- Possibilità di aprire più app in finestre separate, ridimensionabili e sovrapponibili.
- Visualizzazione Exposé in stile Mission Control per vedere tutte le app aperte con un semplice gesto.
- Menu bar in stile Mac, richiamabile con uno swipe o con il puntatore del mouse, personalizzabile dagli sviluppatori.
- Nuova app File potenziata, con funzioni avanzate di organizzazione e gestione dei documenti.
- Supporto ai compiti in background: le app possono continuare a lavorare (ad esempio esportare un video o trasferire file), ma sempre in modo controllato e trasparente per l’utente.
- Compatibilità estesa anche a modelli meno recenti, seppur con alcune limitazioni sul numero di finestre gestibili contemporaneamente.

Apple ha inoltre eliminato Split View e Slide Over, ormai superati, lasciando agli utenti la possibilità di scegliere tra il nuovo multitasking a finestre, Stage Manager (ancora disponibile come opzione) e la classica modalità a schermo intero per chi preferisce la semplicità.
Un iPad più potente, ma sempre diverso dal Mac
Nonostante la svolta “desktop”, Apple tiene a precisare che l’iPad non diventerà mai un Mac. Le due piattaforme restano distinte sia per filosofia che per architettura tecnica: niente macOS su iPad, niente iPad con processi di sistema sempre attivi in background. Le app possono continuare a lavorare in background solo per attività specifiche e limitate, in modo da preservare prestazioni, autonomia e sicurezza.
Federighi ribadisce che ogni scelta di design viene valutata in base al contesto: dove ha senso, si adottano soluzioni comuni tra i dispositivi Apple; dove non ha senso, l’iPad mantiene la propria identità touch-first. L’obiettivo è offrire agli utenti il meglio dei due mondi, senza snaturare l’esperienza d’uso che ha reso l’iPad unico.

Esperienza reale e limiti ancora presenti
Tutte le dimostrazioni delle nuove funzionalità sono state effettuate su hardware recente, come i nuovi iPad Pro. Resta da verificare quanto bene il multitasking a finestre funzionerà su modelli più economici o datati: Apple promette maggiore compatibilità rispetto al passato, ma l’esperienza reale potrebbe variare in base alle risorse disponibili.
iPadOS 26 di certo rappresenta una svolta storica per il tablet Apple, offrendo finalmente un multitasking maturo e flessibile, capace di soddisfare anche gli utenti più esigenti. Ma l’iPad resta fedele alla sua natura: potente, versatile, ma sempre pensato per un’interazione immediata e intuitiva, diversa da quella di un computer tradizionale. E forse, proprio in questo equilibrio, risiede la sua forza.










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32 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infol'iPad ha 1 porta USB-C per ricarica e collegamento, se vuoi piu porte devi collegare una docking station o uno switch USB-C, pero anche con switch non puoi caricare e usare in contemporanea qualche cosa, o carichi o sui cose ( almeno, con la scheda di rete fa cosi )
le stesse che ci sono sempre state e che ci sono fra un tablet android e un PC windows.... uno fa girare le app con interfaccia tastiera e mouse e l'altro app con interfaccia touch...
oggi alla fine tutti i dispositivi ( sia android che apple ) potrebbero far girare tutte le app di tutti i tipi, sono solo blocchi software.
alla fine quello che dicono sono delle supercazzole, perchè nessuno gli vieta di fare un'interfaccia come DEX della sSamsung, dove scegli tu quando passare dalla modalità tablet alla modalità tastiera+mouse e avere un'interfaccia diversa
le stesse che ci sono sempre state e che ci sono fra un tablet android e un PC windows.... uno fa girare le app con interfaccia tastiera e mouse e l'altro app con interfaccia touch...
oggi alla fine tutti i dispositivi ( sia android che apple ) potrebbero far girare tutte le app di tutti i tipi, sono solo blocchi software.
In realtà android il supporto a mouse e tastiera la hanno ufficialmente da android honeycomb (3.0)
la tastiera l'hanno sempre supportata tutti dagli albori, ovviamente intendevo a livello di interfaccia, dove con mouse e tastiera puoi permetterti di fare pulsanti piu piccoli e interfacce piu dense.
Appunto, dalla 3.0 che era la versione "tablet" infatti, la 3.0 praticamente non si è vista in quasi nessuno smartphone.. passavano 2 alla 4
* Comunque, nell'ultimo lustro Apple stessa ha un po' smarrito la strada sui principi del riscontro tempestivo alle azioni dell'utente e sulla intellegibilità dello stato di un sistema in opera, ed erano cose che studiavo 20 anni fa come profondamente radicate, ma ultimamente passa l'idea che si può degradare l'esperienza utente e convincerlo che questa sia la norma, per poi offrirgli come versione premium cose alle quali eravamo abituati già negli anni novanta...
Concordo, confermo e sottoscrivo. Samsung con Dex e hardware meno performante offre un ambiente desktop che funziona molto bene e supporta svariate risoluzioni di output.
* Comunque, nell'ultimo lustro Apple stessa ha un po' smarrito la strada sui principi del riscontro tempestivo alle azioni dell'utente e sulla intellegibilità dello stato di un sistema in opera, ed erano cose che studiavo 20 anni fa come profondamente radicate, ma ultimamente passa l'idea che si può degradare l'esperienza utente e convincerlo che questa sia la norma, per poi offrirgli come versione premium cose alle quali eravamo abituati già negli anni novanta...
Tanta verità in questo post
Quello è colpa di Windows
Ho lo stesso problema con la LegionGO, ottimo hardware ma software osceno.
Sono tornato da un paio di settimane ad essere completamente multi piattaforma per motivi di lavoro.
Adesso ho anche un ipad pro 13 da affiancare al mio pc aziendale e se farà quello che promette forse riuscirò a limitare l'uso del mio HP in mobilità che mi crea solo mal di pancia con la sua durata della batteria vergognosa.
L'esperienza con DEX per quanto accettabile è ben lontana dalle prestazioni e le richieste di un utente medio.
Sul mio S9 plus l'ho usata in un paio di occasioni e poi accantonata.
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