OpenAI contro Apple: pronta la causa per il fallimento dell'accordo su Siri
L'accordo tra OpenAI e Apple per l'integrazione di ChatGPT in Siri rischia di finire in tribunale. Sam Altman accusa Cupertino di non aver rispettato i patti, causando perdite miliardarie in mancati abbonamenti e limitando la visibilità del chatbot all'interno dell'ecosistema iOS
di Nino Grasso pubblicata il 15 Maggio 2026, alle 12:30 nel canale AppleOpenAISiriApple
I legali di OpenAI stanno lavorando a stretto contatto con uno studio esterno per formalizzare una contestazione legale nei confronti di Apple. Al centro della disputa c'è l'accordo siglato nel 2024 per l'integrazione di ChatGPT all'interno di iOS 18, un'operazione che, secondo i vertici della startup di San Francisco, si sarebbe rivelata un fallimento commerciale a causa dell'ostruzionismo o del disinteresse di Cupertino.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, OpenAI starebbe valutando diverse opzioni, inclusa la notifica formale di violazione contrattuale come passo preliminare a una causa vera e propria. OpenAI ritiene di aver rispettato ogni impegno dal punto di vista dello sviluppo del prodotto, mentre Apple non avrebbe fatto alcuno sforzo onesto per valorizzare la partnership. La startup si aspettava che la distribuzione nel vasto ecosistema mobile di Apple avrebbe spinto milioni di utenti a sottoscrivere l'abbonamento premium a ChatGPT, generando un giro d'affari da miliardi di dollari l'anno. Le cifre reali non si sono avvicinate a queste proiezioni, nonostante la possibilità di abbonarsi direttamente tramite le impostazioni di iPhone.
OpenAI vicina a formalizzare una causa legale nei confronti di Apple
I dirigenti di OpenAI descrivono un rapporto nato sotto cattivi auspici. Durante le trattative iniziali, Apple si sarebbe rifiutata di mostrare i dettagli dell'integrazione finale, chiedendo a OpenAI un vero e proprio "salto di fede". Una fiducia che oggi appare mal riposta, anche considerando che l'accordo non prevede scambi di denaro diretti, se non la percentuale che Apple trattiene sugli abbonamenti generati.
La tensione non riguarda solo il software. Apple è letteralmente furiosa da oltre un anno per le tattiche di recruiting di OpenAI, che ha sottratto numerosi ingegneri chiave a Cupertino per dirottarli sui propri progetti hardware. Questa divisione, guidata dall'ex capo del design di Apple Jony Ive, rappresenta una minaccia diretta al core business dei dispositivi della Mela.
Allo stesso tempo, OpenAI non ha gradito la strategia di apertura di Apple verso la concorrenza. In occasione della prossima WWDC, è previsto l'annuncio di una nuova Siri potenziata da Google Gemini, mentre i report su iOS 27 suggeriscono integrazioni profonde anche con Claude di Anthropic. Sebbene l'esclusività non fosse parte del contratto originale, OpenAI si sente "bruciata" dall'esperienza e non ha intenzione di collaborare a nuove implementazioni tecniche.
Attualmente ChatGPT funge da fallback per Siri nelle query di conoscenza generale ed è integrato in funzioni come Image Playgrounds e Visual Intelligence, ma questo non basta più a Sam Altman. Sebbene OpenAI speri ancora di risolvere la questione fuori dalle aule di tribunale, la startup intende sottolineare che il potere di mercato di Apple non giustifica il mancato supporto a un partner che ha messo a disposizione la propria tecnologia di punta senza ricevere in cambio la distribuzione promessa. Purtroppo, lo scontro legale sembra ormai l'unica via per ridiscutere i termini di un'alleanza che non ha mai realmente funzionato.








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2 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infodiciamo è ancora nella fase in cui ci devono mettere soldi dentro e non è ancora profittevole, la tendenza oggi è a considerare quello il solo tratto di una startup. è giusto una parola random
quanto alla notizia, mah… le carte non si conoscono, ma da come è stata riportata sembra ci sia poco da discutere per openai. l’accordo, striminzito quanto vuoi, parrebbe essere stato rispettato. I colpi bassi di recruitment incrociati valgono zero.
se starnazzano di carte bollate e tribunali ci dev’essere di certo dell’altro, non han certo l’anello al naso
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