Nuova ricerca sulle batterie delle auto elettriche: la Tesla Model 3 con pacco LFP supera le versioni al nichel
Uno studio basato su quasi 10.000 test reali mostra che la Tesla Model 3 con batteria LFP mantenga una capacità superiore rispetto alle versioni con celle al nichel dopo oltre 100.000 chilometri. La ricerca conferma la maggiore longevità della tecnologia litio-ferro-fosfato
di Francesco Messina pubblicata il 16 Luglio 2026, alle 09:51 nel canale AppleTesla
Una nuova analisi condotta su quasi 10.000 test effettuati su batterie di veicoli elettrici evidenzia differenze significative nelle prestazioni della Tesla Model 3 in base alla tecnologia utilizzata per il pacco batteria. Lo studio mostra che la versione equipaggiata con celle al litio-ferro-fosfato (LFP) prodotte da CATL conserva una capacità residua superiore rispetto alle varianti dotate di batterie con chimica al nichel.
La ricerca è stata realizzata dalla società svedese Carla, specializzata nella vendita di auto elettriche usate, che ha preso in esame 9.954 controlli effettuati tra il 2022 e il 2026 attraverso il sistema diagnostico AVILOO. A differenza delle stime mostrate dal veicolo, questa tecnologia misura direttamente lo stato di salute effettivo della batteria. L'analisi si è concentrata sui veicoli che avevano percorso oltre 100.000 chilometri, equivalenti a circa 62.000 miglia.
In questo scenario, la Tesla Model 3 con batteria LFP ha registrato una salute media del 93,3%. Le versioni con accumulatori LG Chem basati sulla chimica NMC hanno ottenuto il 91,5%, mentre le due configurazioni Panasonic con tecnologia NCA si sono fermate rispettivamente all'89,8% e all'88,2%. La differenza tra la migliore e la peggiore configurazione raggiunge quindi circa cinque punti percentuali, suggerendo che la tecnologia LFP garantisca una conservazione della capacità superiore nel lungo periodo.

Il comportamento della Tesla Model 3 varia in base al pacco batteria
Secondo quanto riportato nello studio, questo comportamento è coerente con le caratteristiche della chimica litio-ferro-fosfato. Sebbene queste batterie offrano una densità energetica inferiore e un peso maggiore a parità di capacità, risultano più stabili dal punto di vista termico e sopportano meglio le ricariche complete al 100%. Al contrario, le batterie al nichel vengono normalmente ricaricate fino all'80-90% nell'uso quotidiano per limitarne l'usura.
Gli autori sottolineano inoltre che questi risultati sono in linea con precedenti studi finanziati da Tesla e con altre analisi indipendenti, che avevano già evidenziato una maggiore longevità delle batterie LFP.
La classifica generale dello studio vede comunque al primo posto Kia e-Niro e Hyundai Kona con batteria da 64 kWh, entrambe capaci di mantenere oltre il 97% della capacità media dopo oltre 100.000 chilometri. Anche tutti gli altri venti modelli analizzati superano il 91%. Infine, lo studio richiama anche i dati della società Geotab, secondo cui il degrado medio delle batterie dei veicoli elettrici si attesta intorno all'1,8% annuo, un valore che potrebbe consentire agli accumulatori di restare operativi per circa vent'anni.










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4 Commenti
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Infine, lo studio richiama anche i dati della società Geotab, secondo cui il degrado medio delle batterie dei veicoli elettrici si attesta intorno all'1,8% annuo, un valore che potrebbe consentire agli accumulatori di restare operativi per circa vent'anni
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