'Non serve un diploma quadriennale per essere bravi a sviluppare codice': le parole di Tim Cook

'Non serve un diploma quadriennale per essere bravi a sviluppare codice': le parole di Tim Cook

Il CEO di Apple ha dichiarato, in occasione di alcune interviste tenute a Orlando durante la sua visita a uno degli Apple Store locali, che la scuola dovrebbe introdurre l'apprendimento dello sviluppo software in più tenera età

di pubblicata il , alle 15:41 nel canale Apple
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Il CEO Apple ha appena visitato l'Apple Store a Orlando, in Florida, per conoscere Liam Rosenfeld. Si tratta di un ragazzo di 16 anni che parteciperà alla Worldwide Developers Conference (WWDC) il mese prossimo: Liam è uno dei 350 vincitori della borsa di studio che l'azienda ha fornito a studenti e membri delle organizzazioni STEM per partecipare alla conferenza senza dover sborsare la quota di 1.599 dollari.

Cook ha condiviso lo stesso commento con più testate, come l'Orlando Sentinel e TechCrunch, sostenendo come sia "impressionante" quello che Rosenfield sta realizzando nonostante sia così giovane, rappresentando un perfetto esempio del fatto che bisognerebbe avviare l'educazione alla programmazione già nei primi anni di scuola.

Ecco il commento per esteso:

"Non credo che sia necessario un diploma per essere esperti nello sviluppo di codice. Credo che quello sia un punto di vista vecchio e tradizionalista: abbiamo ormai capito che se siamo in grado di iniziare a programmare nei primi anni e avere una buona progressione nella complessità di quello che scriviamo nel corso degli anni del liceo, al momento del diploma potremmo già scrivere, come ad esempio Liam, app che potrebbero far parte di App Store".

Cook ha già diffuso commenti simili negli scorsi mesi, come ad esempio in occasione dell'American Workforce Policy Advisor Board. Nella sua permanenza in Florida il CEO della Mela ha tenuto una conferenza nella quale si è discusso della nuova partnership estesa fra SAP e Apple, che si concentra sulla realizzazione di app enterprise che fanno uso di tecnologie avanzate come machine learning e realtà aumentata. Molte aziende, secondo Cook, non sono cambiate molto negli ultimi anni nonostante i vantaggi che potrebbero derivare dall'uso delle nuove tecnologie. Di seguito il suo commento per esteso:

"Non hanno accolto la mobilità. Non hanno accolto il machine learning. Non hanno accolto la realtà aumentata. Sono estranee a tutte queste possibilità. Sono ancora convinte che il modo giusto di operare sia piantare gli impiegati di fronte a una scrivania. Non è questo il concetto moderno di lavoro. La gente che si diploma e ha già un po' di esperienza invece può far molto bene in questo ambito professionale".

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37 Commenti
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demon7713 Maggio 2019, 15:46 #1
Esattamente come accade per la musica il saper programmare è una questione di impostazione mentale.
C'è chi è naturalmente predisposto e chi no.

Chi non è predisposto può andare a scuola cent'anni ma sarà sempre un progammatore mediocre. Chi è naturalmente dotato produrrà ottimo codice anche senzaa aver fatto studi specifici.
Ciò OVVIMAMENTE non toglie che comunque avere una formazioone specifica è una cosa comunque sia fondamentale.
FoxMolte13 Maggio 2019, 16:35 #2
La programmazione è una competenza, il diploma è invece un titolo che "dovrebbe" qualificare un insieme di competenze.
Cook sembrerebbe dire: perché la mia azienda deve pagare un diplomato quando può pagare meno un "semplice" competente in programmazione?
BrightSoul13 Maggio 2019, 16:49 #3
Credo che Cook voglia dire che le competenze sulla programmazione possono essere acquisite anche al di fuori dei canali di formazione tradizionali (come scuola dell'obbligo e università.
Verissimo. Ed è anche vero che il programmatore dovrà comunque studiare, sperimentare e confrontarsi per riuscire a diventare un "buon" programmatore, un giorno. E dovrà continuare sempre o smetterà di esserlo.

Sono d'accordo con Cook quando dice che il diploma sia necessario è un punto di vista vecchio e tradizionalista. Infatti, cosa dovrebbe dire di me, come professionista, un diploma o una laurea presa 15 anni fa quando il curriculum di studi era COMPLETAMENTE diverso e inadatto alle competenze che bisogna avere oggi?

I recruiter (soprattutto quelli italiani) dovrebbero sforzarsi di conoscere i professionisti individualmente anziché limitarsi a selezionarli solo in base al curriculum, al titolo di studio o, peggio, in base ai test attitudinali a crocette. Un buon programmatore è descritto solo per il 50% dalle sue capacità tecniche. L'altro 50% è dato dalle sue competenze umane e relazionali (o "soft skills".
nickname8813 Maggio 2019, 16:52 #4
Di sicuro non ci vuole alcuno studio per coprire il suo ruolo.
Qualsiasi c4gata tirano fuori, basta che ci mettono il logo della mela nella scocca e già vendono a qualsiasi prezzo.

Le campagna pubblicitarie e gli slogan più o meno son sempre gli stessi, il design è sempre il medesimo, mentre invece riguardo alla sostanza non frega a nessuno visto che quasi la totalità del loro bacino di acquirenti è totalmente neofita in materia.
MikTaeTrioR13 Maggio 2019, 16:54 #5
come tutti i lavori in cui è richiesta grande creatività...

frank808513 Maggio 2019, 16:56 #6
Cook sembrerebbe dire: perché la mia azienda deve pagare un diplomato quando può pagare meno un "semplice" competente in programmazione?

allora gli ingegneri informatici, che sono anche più costosi dei normali diplomati in informatica, possono fare che dedicarsi al cucito o all'ippica perchè tanto i loro sudati (issimi) pezzi di carta sono buoni come spessori per bloccare il traballio di un tavolo e poco altro.

meno male che non tutti la pensano così (anche se sono d'accordo è possibile insegnare a programmare a chiunque, senza titolo, però non è detto che sia infine capace di produrre codice di qualità, ci sono aspetti teorici come l'ingegneria del software e complessità computazionale che sono un must).

riguardo chi legge i curriculum, no comment, come può un non programmatore valutare le competenze di un programmatore? impossibile. poi inoltre non escludo che per loro "aver in passato programmato in tanti linguaggi" voglia dire qualcosa, ovviamente non vuol dire niente il numero ma la qualità del tempo speso in almeno uno/due (possibilmente diffusi)
Nui_Mg13 Maggio 2019, 17:16 #7
Originariamente inviato da: frank8085
riguardo chi legge i curriculum, no comment, come può un non programmatore valutare le competenze di un programmatore? impossibile.

Solitamente le aziende IT di un certo calibro oltre a guardare il curriculum sondano la tua forma mentis durante il colloquio (quello che fa la sede Google in GB), la quale non consiste nel scimmiottare a memoria qualche routine di qualche linguaggio.

Detto questo, i programmatori non laureati, se non hanno seguito da soli il medesimo (o simile) iter che si impara all'università, avranno sempre gravi lacune che non permetteranno loro di andare oltre un certo step, parlo soprattutto di solidi basi matematiche, algoritmi e strutture dati, sistemi distribuiti e pervasivi e altri.
zbear13 Maggio 2019, 17:21 #8

Bah ...

Non serve nemmeno un paparino straricco per salire di grado sociale.
Ma aiuta parecchio, come spupazzarsi una/uno molto ricco.
Favuz13 Maggio 2019, 17:25 #9
Cook ha ragione, e lo dico da laureato in ingegneria informatica.

E' anche vero che lo scopo principale di un corso di Laurea in ingegneria informatica (o elettronica, etc.) non è assolutamente quello di insegnare a programmare bene
pippocl13 Maggio 2019, 17:27 #10
Ottima scoperta dell'acqua calda!

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