Nessun divieto per gli iPhone. L'On. Stefano Quintarelli chiarisce la questione su Hardware Upgrade

Nessun divieto per gli iPhone. L'On. Stefano Quintarelli chiarisce la questione su Hardware Upgrade

Ha destato forte preoccupazione la notizia del disegno di legge presentato dall'On. Stefano Quintarelli sul tema delle discriminazioni dei produttori e sul libero accesso ad alternative software. Abbiamo chiesto delucidazioni direttamente al parlamentare di Civici e Innovatori per capire quale sia l'obbiettivo della nuova legge. Ecco cosa ci ha risposto.

di Bruno Mucciarelli pubblicata il , alle 10:21 nel canale Apple
iPhoneAppleiOS
 

Qualche giorno fa aveva generato forte scalpore la notizia di una proposta di legge, già passata alla Camera e in calendarizzazione al Senato, dell'Onorevole Stefano Quintarelli sulle "Disposizioni in materia dei servizi della rete internet per la tutela della concorrenza e della libertà di accesso degli utenti". In questo caso, l'articolo 4 del decreto legge, dichiara come "Gli utenti hanno il diritto di [...] utilizzare a condizioni eque e non discriminatorie software, proprietario o a sorgente aperta, contenuti e servizi leciti di loro scelta".  Non solo perché si dice anche che gli stessi utenti abbiano "[...] il diritto di disinstallare software e di rimuovere contenuti che non siano di loro interesse dai propri dispositivi". Ma va letto in congiunzione con l'articolo 6, cosa che non ha fatto nessuno.

Questo aveva da subito creato un forte allarmismo, soprattutto creato dalla fonte della notizia, con la preoccupazione di un vero e proprio bando degli iPhone e degli iPad con sistema operativo iOS che sappiamo essere quanto mai "chiuso" nei confronti degli utenti e ben poco compatibile con altri sistemi informatici. In questo caso però l'interpretazione e la comprensione del testo di legge sono state poco corrette e per riuscire ad avere una più completa ma soprattutto trasparente visione circa gli obiettivi e il reale significato della stessa abbiamo contattato l'On. Stefano Quintarelli, fautore del decreto legge, che ringraziamo in anticipo per la disponibilità accordataci.

Innanzitutto abbiamo chiesto a Quintarelli su cosa realmente verte la proposta di legge, visto il fraintendimento che vi è stato nei scorsi giorni.

"In un mondo che prima prevedeva solo le norme antitrust per poter sanzionare eventuali abusi ad un certo punto si è pensato che le norme antitrust non fossero adeguate per sanzionare eventuali comportamenti discriminatori che i gestori delle reti avessero nei confronti di chi dalle reti dipende. Da qui si è innescato il concetto della Net Neutrality con delle sanzioni diverse dall'antitrust con dei percorsi di valutazione diversi da quelli dell'antitrust con questo fine. Quindi prima c'era l'antitrust e poi è entrato un meccanismo diverso. Ora la stessa cosa la propongo per i device, quindi un percorso diverso rispetto all'antitrust per andare a sanzionare eventuali discriminazioni. L'obiettivo della proposta di legge è quello di offrire un percorso semplice di sanzione nel caso discriminazioni che non siano giustificate rispetto a questioni tecniche ad esempio. Cioè discriminazioni dolose che causino un danno al consumatore. Se tali discriminazioni dolose si verificassero si può [con la nuova legge in proposta] seguire un percorso diverso da quello antitrust; più semplice, breve ed economico. Altrimenti bisogna seguire un percorso antitrust che tipicamente va a finire a Bruxelles e dura 10 anni e costa milioni di euro. Quindi chiunque gestisca una piattaforma Apple, Nintendo, Microsoft ecc. possono continuare a fare quello che fanno oggi senza problemi, però nel caso venga effettuata una discriminazione dolosa che porti un danno ai consumatori, possono essere sanzionate economicamente, ovvero ricevere una multa. Ricordo che già oggi i più costosi e lunghi procedimenti antitrust possono arrivare ad imporre sanzioni anche assai più drastiche, come ad esempio cessioni di parte di azienda, scorpori, cessioni di pratiche commerciali, ecc.".

In questo caso dunque non vi è assolutamente alcuna volontà di bandire iPhone o altri prodotti Apple o magari di altri produttori come inizialmente l'articolo del Corriere aveva paventato. E' palese però che se un produttore di software come anche di dispositivi, impedisca dolosamente l'utilizzo di un determinato software o un servizio o un'applicazione per la quale il consumatore aveva acquistato il prodotto e dunque subisca un danno rispetto alle promesse di vendita, allora i consumatori potrebbero segnalare l'evento all'Autorità che aprirebbe un'istruttoria al cui esito potrebbe decidere di applicare una sanzione economica (peraltro appellabile al TAR).

Qualcuno ha ritenuto che non si dovrebbe intervenire con una norma nazionale quando è già presente un regolamento dell'Unione Europea. Abbiamo dunque chiesto direttamente all'On. Quintarelli cosa pensa di queste affermazioni.

"Il regolamento europeo riguarda solo la parte di rete. Il considerando 7 prevede esplicitamente il fatto che ci possano essere degli interventi interiori nazionali. La sentenza della Corte di Giustizia europea dice che intervenire localmente è vietato se si cela l'origine europea di una norma ma in più il regolamento europeo non è dotato di un apparato sanzionatorio per cui ci sono le regole ma non ci sono le multe. Con la mia proposta di legge si introducono le multe. Legittimo che un'azienda ritenga che sia meglio che non ci siano multe nel caso di suoi comportamenti sbagliati. Chiaramente un'azienda fa il suo interesse. Io penso che debba esserci anche la sanzione".

L'On. Quintarelli ha voluto poi ribadire il fatto che la notizia, apparsa per prima sul Corriere della Sera, sia stata poco corretta:

"E' una grande "fake news". Hanno detto delle cose sbagliate e false sul fatto del passaggio in sordina alla Camera e sul fatto che gli iPhone saranno inutilizzabili se non con il jailbreak. E' tutto falso. Io ho chiesto una rettifica al Corriere nella giornata di sabato che ad oggi non è ancora uscita".

Dunque la preoccupazione sul "bando" per gli iPhone o a qualsiasi altro smartphone è assolutamente scongiurato. Anzi non è mai esistito. Quello che invece si vuole fare con la nuova proposta di legge dell'On. Quintarelli è di accorciare i tempi per possibili sanzioni in caso di discriminazioni e soprattutto introdurre queste sanzioni, che al momento possono avvenire solo in casi eccezionali. Insomma il consumatore, se il decreto legge passasse, non avrebbe altro che qualche tutela in più nei confronti delle grandi aziende tecnologiche.

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11 Commenti
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FirePrince27 Giugno 2017, 10:37 #1
Bene, mi fa piacere che sia stata chiarita la cosa.
recoil27 Giugno 2017, 10:50 #2
Quintarelli non è stupido
come al solito le notizie sono state date in modo parziale, con i titoloni ed è scattato il panico

addirittura siamo finiti su macrumors con la gente che prendeva per il culo gli italiani, as usual...
magicken27 Giugno 2017, 10:52 #3
Io penso che sia molto grave che un giornale come il Corriere della Sera scriva ca...te e travisi completamente quello che ha detto l'onorevole e per giunta non ha fatto ancora uscire la rettifica. Questo ci fa capire come i giornali ormai sono votati soprattutto a titoli scandalistici e/o acchiappaclick!
emiliano8427 Giugno 2017, 11:03 #4
Originariamente inviato da: magicken
Io penso che sia molto grave che un giornale come il Corriere della Sera scriva ca...te e travisi completamente quello che ha detto l'onorevole e per giunta non ha fatto ancora uscire la rettifica. Questo ci fa capire come i giornali ormai sono votati soprattutto a titoli scandalistici e/o acchiappaclick!


straquoto, e purtroppo molti (troppi o quasi tutti) vanno in questa squallida direzione
Uakko27 Giugno 2017, 11:23 #5
Originariamente inviato da: emiliano84
straquoto, e purtroppo molti (troppi o quasi tutti) vanno in questa squallida direzione


...e poi hanno pure il coraggio di lamentarsi che non vendono...
alexdal27 Giugno 2017, 12:33 #6
Non ho capito nulla di questo articolo e di cosa dovrebbe prevedere questa proposta di legge.

Pero' Apple essendo il produttore vende il prodotto cosi come e' e semmai ci carichi il software che ti consente.

Samsung va bene che fa la stessa cosa. Non mi va bene che google dia a samsung un s.o. che vada solo a vantaggio di google, dal momento che oltre samsung lo vende a 1000 altri produttori ed imponendo un monopolio
Giuss27 Giugno 2017, 12:57 #7
Originariamente inviato da: magicken
Io penso che sia molto grave che un giornale come il Corriere della Sera scriva ca...te e travisi completamente quello che ha detto l'onorevole e per giunta non ha fatto ancora uscire la rettifica. Questo ci fa capire come i giornali ormai sono votati soprattutto a titoli scandalistici e/o acchiappaclick!


Purtroppo questo è all'ordine del giorno, e sicuramente anche per notizie ben più serie e importanti di questa.
Saeba Ryo27 Giugno 2017, 14:39 #8
1 La colpa è anche di Hwupgrade che copia-incolla le notizie senza prima controllare che siano vere.
2- In pratica se la legge fosse stata in vigore quando uscì la PS3 Sony sarebbe stata sanzionata perché ha rimosso una funzionalità che pubblicizzava (la possibilità di installare Linux)?
emiliano8427 Giugno 2017, 14:48 #9
Originariamente inviato da: Saeba Ryo
1 La colpa è anche di Hwupgrade che copia-incolla le notizie senza prima controllare che siano vere.
2- In pratica se la legge fosse stata in vigore quando uscì la PS3 Sony sarebbe stata sanzionata perché ha rimosso una funzionalità che pubblicizzava (la possibilità di installare Linux)?


1- infatti e' anche quello il punto, e non e' la prima volta
2- infatti, se non sbaglio in alcune nazioni ha dovuto risarcire gli utenti
LoTeK_27 Giugno 2017, 17:08 #10
No ban? Accidenti mi tocca annullare la festa...

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