LinkedIn vietato in Russia: non rispetta le regole di protezione delle informazioni

LinkedIn vietato in Russia: non rispetta le regole di protezione delle informazioni

La decisione di un tribunale Russo mette in moto la macchina del governo. LinkedIn potrà ricorrere in appello ma ha già annunciato di voler incontrare l'organo della Federazione che supervisiona le telecomunicazioni

di Andrea Bai pubblicata il , alle 10:01 nel canale Apple
Microsoft
 

Il governo russo si prepara ad interdire l'accesso a e l'uso di LinkedIn nel Paese, dopo che un tribunale di Mosca ha deciso che il social network dedicato ai professionisti non rispetta le regole di protezione delle informazioni vigenti in Russia. Il blocco prenderà il via dal prossimo lunedì, ma LinkedIn potrà comunque decidere di ricorrere in appello.

Si tratta di una decisione che nasce da una serie di nuove regole che sono state approvate in Russia lo scorso anno e che richiedono che qualsiasi informazione personale legata ai cittadini Russi che venga raccolta da terze parti debba essere conservata su sistemi informativi interni al Paese.

Regole attorno alle quali si era creato qualche attrito: Mosca afferma che una misura di questo tipo permetterebbe di tenere al sicuro le informazioni degli utenti in caso di una violazione della sicurezza, mentre all'opposto si pensa che questa mossa rappresenti una via più facile per il governo per ottenere informazioni e dati sensibili dalle società internazionali.

In realtà, almeno secondo le informazioni attualmente disponibili riportate dal New York Times, anche Facebook e Twitter sarebbero in violazione di queste regole. Ma bersagliare LinkedIn sembra un ulteriore modo di arrecare danno a Microsoft (la società di Redmond ha annunciato l'acquisizione di LinkedIn qualche mese fa), dopo aver sostituito tutti i software governativi e sollevato accuse di collusione con il governo statunitense.

Dei 467 milioni di utenti di LinkedIn, meno di 5 milioni sono in Russia. Linkedin, in un comunicato, ha osservato che "la decisione del tribunale Russo ha il potenziale di negare l'accesso a LinkedIn per milioni di utenti in Russia e alle compagnie che usano LinkedIn per ampliare il proprio giro d'affari". LinkedIn ha comunque fatto sapere di essere intenzionata a organizzare un incontro con Roskomnadzor, l'organo della Federazione Russa che controlla le comunicazioni nel Paese, per confrontarsi sulle richieste.

Resta aggiornato sulle ultime offerte

Ricevi comodamente via email le segnalazioni della redazione di Hardware Upgrade sui prodotti tecnologici in offerta più interessanti per te

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

5 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
pabloski11 Novembre 2016, 10:44 #1
Considerando quante volte Linkedin si e' fatto bucare ( e malamente ), andrebbe bannato in tutto il mondo, finche' non implementano misure di sicurezza serie.
Tedturb011 Novembre 2016, 13:38 #2
fanno benissimo. Mi pare il minimo.
lcfr11 Novembre 2016, 15:25 #3
L'unico mistero è come mai questa notizia riguardante Microsoft sia finita dentro il canale Apple...
Sandro kensan11 Novembre 2016, 20:57 #4
Ma se queste multinazionali USA tenessero veramente al cliente perché non mettono tutti i dati dei clienti russi in un database locato in Russia?

Dovrebbero farlo anche per i dati europei ma l'Europa ha calato i pantaloni e prima ha dichiarato illegale il safe arbour (porto sicuro) e poi l'ha riesumato dalla tomba: una presa in giro.
floc12 Novembre 2016, 11:59 #5
nel mondo digitale la locazione fisica dei dati ha poca importanza: se il server e' in russia ma di proprieta' usa non si capisce come la tutela della privacy possa in qualche modo variare, l'importante sono gli accordi, la titolarita' del trattamento e la sicurezza dei dati a dover sottostare a normative strette, non la posizione geografica fisica del dato. Il venir meno di tutti questi accordi tipo il safe harbour causera' una marea di costi e incombenze tecniche a tutti coloro che trattano dati personali di cittadini al di fuori della propria area (ossia praticamente qualsiasi servizio online), rendendo di fatto impossibile il rispetto delle diverse normative, sanzioni lente, pigre e di difficile somministrazione (a meno di bellicosita' tra gli stati, come tra usa e russia attualmente, e questo ne e' l'esempio) porteranno di fatto a un far west in cui sguazzera' chi davvero non ha rispetto per i dati dei propri utenti. Devono sedersi TUTTI intorno a un tavolo e alla svelta!

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^