LibrePods arriva alla v1.0.0-rc1: il progetto open-source per 'liberare' gli AirPods su Linux e Android

LibrePods arriva alla v1.0.0-rc1: il progetto open-source per 'liberare' gli AirPods su Linux e Android

Un progetto open source ha decifrato i protocolli proprietari degli AirPods, portando le funzionalità esclusive di Apple su Linux e Android e liberando gli auricolari da un ecosistema altrimenti chiuso

di pubblicata il , alle 10:31 nel canale Apple
AirPodsLinuxAndroidApple
 

LibrePods ha decifrato il protocollo proprietario degli auricolari Apple AirPods, rendendo disponibili funzionalità finora esclusive dell'ecosistema della Mela anche su piattaforme come Linux e Android. Questo progetto open source implementa il sistema di scambio dati usato tra AirPods e dispositivi Apple, permettendo agli utenti di accedere a funzioni chiave su sistemi operativi diversi da iOS o macOS.

Tra le funzionalità che LibrePods abilita su Android e Linux figurano il cambio delle modalità di controllo del rumore (come la cancellazione attiva e la modalità trasparenza), il rilevamento in-ear, l'indicazione precisa dello stato della batteria e la possibilità di rinominare gli auricolari. Su Android, è possibile anche utilizzare i gesti della testa e la conversational awareness, oltre alla connessione automatica.

Tuttavia, alcune funzioni più avanzate richiedono compromessi: la connettività multi-dispositivo (Bluetooth Multipoint per due dispositivi) e le personalizzazioni della modalità trasparenza (amplificazione, bilanciamento, tono, riduzione del rumore ambientale) necessitano di uno "spoofing" del VendorID. Questo implica che il dispositivo non-Apple deve agire come se fosse un prodotto Apple. Su Linux, la modifica del DeviceID nel file /etc/bluetooth/main.conf è la strada consigliata, mentre su Android si può abilitare l'opzione "act as Apple device" nelle impostazioni dell'app, a patto di avere Xposed Framework abilitato.

Il progetto ha ambizioni anche per il futuro. Funzionalità legate al "Dov'è" (Find My), come l'aggiunta degli AirPods alla rete, la riproduzione di suoni tramite la custodia e le notifiche di abbandono, sono pianificate, sebbene possano richiedere ulteriore reverse engineering e, probabilmente, i permessi di root su Android. Anche l'audio a due vie di alta qualità è in fase di sviluppo, anch'esso con probabile necessità di root su Android per una integrazione profonda con il sistema audio.

Sul fronte delle limitazioni, LibrePods non si prefigge di implementare la spazializzazione dell'audio stereo, che rientra nelle competenze dei singoli OEM. La riduzione del suono forte, le funzionalità complete di ausilio acustico e le personalizzazioni della modalità trasparenza non sono ancora completamente supportate su Linux, sebbene siano in programma per le future versioni. Il monitoraggio della frequenza cardiaca e Spatial Audio con tracciamento della testa non saranno implementati o sono ancora sotto investigazione approfondita.

È interessante notare come alcune parti di LibrePods siano state generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale, ad esempio l'intera logica e l'interfaccia utente dei gesti della testa, o la traduzione di specifici file da Kotlin a Rust. Tuttavia, i componenti di sostanza, come il servizio in background, le classi di gestione Bluetooth (AACP e ATT) e l'intera interfaccia utente di base, sono stati sviluppati manualmente. Il progetto è distribuito sotto licenza GNU General Public License (GPLv3) e, come specificato chiaramente, non è affiliato né supportato in alcun modo da Apple, che potrebbe comunque attivarsi per disabilitarne l'efficacia.

Il progetto è nato alla fine del 2024 nella sua variante 0.0.1, e a fine 2025 ne avevamo già parlato quando si trovava in una versione preliminare. LibrePods ha raggiunto adesso la versione 1.0.0rc ed è disponibile anche via Play Store. Alcune funzionalità della versione disponibile sullo store, però, potrebbero richiedere acquisti in-app per poter essere sbloccate. Ulteriori dettagli sul progetto possono essere consultati su GitHub.

7 Commenti
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demon7730 Giugno 2026, 10:41 #1
Ma si può fare?
Intendo a livello legale.. Apple non ha da ridire?
Darkon30 Giugno 2026, 11:04 #2
Originariamente inviato da: demon77
Ma si può fare?
Intendo a livello legale.. Apple non ha da ridire?


Apple può semplicemente dire che se lo fai non sono più in garanzia ma non può impedire da un punto di vista legale l'utilizzo di software libero che non fa uso di proprietà intellettuali di apple.

Potrebbe impedirlo solo se facessero uso di software proprietario ma non credo sia questo il caso.
marcram30 Giugno 2026, 11:30 #3
Originariamente inviato da: demon77
Ma si può fare?
Intendo a livello legale.. Apple non ha da ridire?

Il prodotto è tuo, e puoi farci quello che vuoi.
Anche "ascoltare" quello che sta dicendo, in codice, e cercare di capirlo...
demon7730 Giugno 2026, 11:40 #4
Originariamente inviato da: marcram
Il prodotto è tuo, e puoi farci quello che vuoi.
Anche "ascoltare" quello che sta dicendo, in codice, e cercare di capirlo...


Eh oddio.. la storia passata ci insegna che in questo settore non è tutto così "logico e diretto".
marcram30 Giugno 2026, 11:53 #5
Originariamente inviato da: demon77
Eh oddio.. la storia passata ci insegna che in questo settore non è tutto così "logico e diretto".

Mi pare si chiami diritto all'interoperabilità, che ti permette di farlo in nome della concorrenza di mercato.
Finché non utilizzi codice proprietario, ma ti limiti ad interpretare i segnali inviati, dovresti essere a posto.

Alla fine, è la stessa cosa che fa, ad esempio, Wine su Linux, interpretando le chiamate API di Windows...
!fazz30 Giugno 2026, 11:55 #6
Originariamente inviato da: demon77
Ma si può fare?
Intendo a livello legale.. Apple non ha da ridire?


beh il reverse engineering non è illegale, se no sarei dietro le sbarre da mo

poi dipende cosa ci fai a livello commerciale con quello che hai retroingegnerizzato ma per quello si va in violazione di brevetti ecc ecc

diverso il caso se un insider ha divulgato informazioni sensibili da dentro l'azienda
jepessen30 Giugno 2026, 16:59 #7
Mah... Ci sono un sacco di auricolari di qualita' superiore perfettamente compatibili con Android... Ben capisco la voglia di smanettare, ma se ho un Android vado su Bose o un altro marchio che mi da piu' soddisfazione.

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