La Corte Suprema riapre, in parte, il caso Apple-Epic Games: cosa cambia

La Corte Suprema riapre, in parte, il caso Apple-Epic Games: cosa cambia

La Corte Suprema ha accettato di esaminare il ricorso di Apple contro la sentenza che la dichiarava in violazione di un ordine sulle commissioni dell'App Store nella causa con Epic Games, escludendo però la revisione sull'ingiunzione universale

di pubblicata il , alle 13:21 nel canale Apple
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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha accettato di esaminare il ricorso di Apple contro la sentenza che l'aveva dichiarata in violazione di un ordine del tribunale nella causa con Epic Games sulle commissioni dell'App Store. La decisione, comunicata martedì con un breve provvedimento, riguarda uno dei due punti sollevati dall'azienda di Cupertino.

I giudici hanno scelto di rivedere le pronunce dei tribunali inferiori che avevano stabilito come Apple avesse deliberatamente disatteso una sentenza del 2021 relativa alle commissioni imposte agli sviluppatori sull'App Store. Quella sentenza obbligava Apple a consentire alle app di offrire link esterni per pagamenti di abbonamenti e servizi, bypassando il sistema In-App Purchase.

Cosa lascia fuori la Corte Suprema nel caso Apple-Epic Games

Apple aveva poi introdotto commissioni anche sugli acquisti effettuati tramite quei link esterni, una mossa che un tribunale ha successivamente giudicato in contrasto con l'ordine originario. È proprio questo punto, relativo alle commissioni sui pagamenti esterni, che la Corte Suprema ha deciso di approfondire.

Diverso il destino del secondo argomento portato da Apple: l'azienda contestava anche l'ampiezza della cosiddetta "injunction universale", l'ordine del giudice che si applica a tutti gli sviluppatori a livello globale e non solo alle parti coinvolte nella causa. Apple sosteneva che quel provvedimento contrastasse con una pronuncia distinta della stessa Corte Suprema, che aveva già ridotto il potere dei giudici di emettere ingiunzioni di portata così estesa. Su questo secondo fronte, però, i giudici hanno scelto di non procedere con la revisione.

Apple respinge l'accusa: secondo l'azienda, l'ingiunzione originaria non le impediva di introdurre nuove commissioni sui pagamenti effettuati al di fuori dell'In-App Purchase. È questa la linea difensiva che Apple porterà ora davanti ai giudici supremi, dopo aver presentato formalmente la richiesta di revisione a maggio 2026.

La vicenda si inserisce in un contenzioso che dura ormai da anni e che ha già imposto ad Apple cambiamenti concreti nelle regole dell'App Store statunitense, con l'apertura ai link di pagamento esterni come conseguenza diretta della causa intentata da Epic Games. Una sentenza della Corte Suprema su questo specifico punto potrebbe ridefinire quanto margine resta ad Apple per monetizzare quei pagamenti che escono dal proprio ecosistema di fatturazione.

Per gli sviluppatori che operano su App Store, l'esito inciderà direttamente sulla possibilità di indirizzare gli utenti verso metodi di pagamento alternativi senza che Apple possa trattenere una percentuale sulla transazione. Un'eventuale vittoria di Apple davanti alla Corte Suprema rimetterebbe in discussione uno dei pochi spazi di autonomia conquistati dagli sviluppatori negli ultimi anni di battaglie legali con il colosso di Cupertino.

Non è ancora stata fissata una data per l'udienza, che secondo le tempistiche tipiche della Corte Suprema potrebbe tenersi nella sessione che si apre a ottobre 2026, con una sentenza attesa non prima della prima metà del 2027.

2 Commenti
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TorettoMilano01 Luglio 2026, 13:24 #1
“never ending storyyyy ahhhh ahhh ahhhhhh”
Max Power01 Luglio 2026, 13:31 #2
Hanno rotto il cazzo.

Da noi sono pure peggio, un casino allucinante per l'acciaieria di Taranto e poi alla fine quel tribunale è stato dichiarato INCOMPETENTE

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