iOS9 e gli ad-blocker, punto di rottura nel mercato della pubblicità su web

iOS9 e gli ad-blocker, punto di rottura nel mercato della pubblicità su web

Il supporto alle funzionalità di ad-blocking in Safari potrebbero assestare un duro colpo al mercato della pubblicità online: uno studio di PageFair e Adobe mostra la dimensione del problema

di Andrea Bai pubblicata il , alle 15:21 nel canale Apple
Apple
 

Tra le novità inserite all'interno di iOS 9, il sistema operativo mobile di Apple che sarà rilasciato nel corso dell'autunno, vi è la funzionalità di ad-blocking che consentirà agli utenti di bloccare nativamente in Safari i contenuti pubblicitari. Si tratta di una funzionalità che, secondo uno studio condotto da PageFair e Adobe, risulterà essere un cosiddetto "game changer" in un settore che già costa ai publisher oltre 20 miliardi di dollari all'anno.

Il numero di utenti internet che blocca i contenuti pubblicitari è cresciuto sensibilmente lo scorso anno, stando allo studio di PageFair e Adobe, balzando al 41% e contando poco meno di 200 milioni di utenti attivi al mondo. La crescita è ancor più pronunciata su piattaforma Mac, con 9 milioni di utenti Safari che usa estensioni di ad-blocking, pari al 71% del totale.

Gli editori accusano perdite di 21,8 miliardi di dollari nel 2015 per via di questa abitudine, un valore che nel 2016 potrebbe raddoppiare ad oltre 41 miliardi di dollari. Fino ad ora le compagnie che dipendono dalla pubblicità sul web per la loro sopravvivenza hanno potuto in qualche modo contare sul mobile, dove la pratica dell'ad-blocking non è così diffusa e costituisce appena l'1,6% del totale dei contenuti bloccati.

L'avvento di iOS 9 potrebbe però cambiare velocemente le carte in tavola consentendo agli utenti di installare più facilmente le estensioni di ad-blocking dall'App Store. Si legge nel report: "Mobile Safari rappresenta il 52% del mercato del browsing mobile (ed il 14% del mercato totale dei browser web). Con il supporto all'ad-blocking in iOS9 ci aspettiamo che le tendenze su Safari si avvicinino ai livelli osservati con la versione mobile di Firefox, pari al 16% circa".

Apple non disporrà il blocco in iOS 9 di default ma consentirà agli sviluppatori di programmare applicazioni che permettono al browser di non riprodurre specifici contenuti della pagina, siano essi immagini, script, cookie e qualsiasi altro tipo di codice. Oltre alle pubblicità queste misure potrebbero essere usate quindi per neutralizzare il finzionamento degli script di tracking, un altro grattacapo per inserzionisti e concessionarie pubblicitarie online.

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48 Commenti
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FirePrince12 Agosto 2015, 15:24 #1
Mi sa che Apple vuole rompere le uova nel paniere a Google, ma allo stesso stempo in tal maniera gli utenti potranno liberarsi di quegli annunci a dir poco invasivi che certi siti mostrano. Peccato per tutti quei siti che campano di pubblicita', immagino che a questo punto si diffonderanno un sacco i paywall...
marchigiano12 Agosto 2015, 15:35 #2
semplicemente inventeranno altre forme di pubblicità...
deggial12 Agosto 2015, 15:40 #3
per l'utente un minimo sgamato c'è sempre stato ad-block.
bagnino8912 Agosto 2015, 15:48 #4
Originariamente inviato da: deggial
per l'utente un minimo sgamato c'è sempre stato ad-block.


Non per Safari su iOS.
deggial12 Agosto 2015, 15:53 #5
Originariamente inviato da: bagnino89
Non per Safari su iOS.


ho detto la caxxata quotidiana allora
doctor who ?12 Agosto 2015, 15:56 #6
Bhe questo è quello che ottieni quando riempi le pagine di banner e popup fotonici

Originariamente inviato da: bagnino89
Non per Safari su iOS.


c'è comunque mercury
ronthalas12 Agosto 2015, 15:56 #7
la pubblicità invasiva non è pubblicità, è stalking telematico.
(e io di pubblicità ci vivo...peraltro)
apri un sito, e ti si piazza davanti a tutto un bannerone pubblicitario, che ti inchioda, ti obbliga a chiuderlo ecc... è come se per strada, in macchina mentre sei lanciato, ti trovassi di fronte un cartellone che ti obbliga a fermarti, scendere e spostarlo.
La pubblicità intorno, la guardi o non la guardi, la vedi ma puoi ignorarla. Quella che ti si para davanti a tutti i costi no. Quindi o la eviti, o la combatti. Visto che viene propinata forzatamente... per evitarla la devi combattere, sopprimendola con gli ad-block.
bagnino8912 Agosto 2015, 15:58 #8
Originariamente inviato da: ronthalas
la pubblicità invasiva non è pubblicità, è stalking telematico.
(e io di pubblicità ci vivo...peraltro)
apri un sito, e ti si piazza davanti a tutto un bannerone pubblicitario, che ti inchioda, ti obbliga a chiuderlo ecc... è come se per strada, in macchina mentre sei lanciato, ti trovassi di fronte un cartellone che ti obbliga a fermarti, scendere e spostarlo.
La pubblicità intorno, la guardi o non la guardi, la vedi ma puoi ignorarla. Quella che ti si para davanti a tutti i costi no. Quindi o la eviti, o la combatti. Visto che viene propinata forzatamente... per evitarla la devi combattere, sopprimendola con gli ad-block.


Quoto assolutamente.
marcos8612 Agosto 2015, 16:16 #9
Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Adblock non sarebbe servito (e non si sarebbe diffuso così tanto) se i siti, hwupgrade incluso (ma alcuni "concorrenti" sono messi pure peggio), non avessero abusato della pubblicità.
Non è possibile che la pubblicità renda lenta e difficoltosa la navigazione.

Passi sopra una parola e si aprono popup, pubblicità in flash con audio e video, pubblicità che si aprono a coprire metà schermo... ormai è una giungla.
Si è voluto abusare? Queste sono le conseguenze.
Se la pubblicità non fosse stata invasiva non dico che il problema non si sarebbe presentato, ma sarebbe stato sicuramente ridotto.
A me un pò di pubblicità non invasiva non dà fastidio.
Ma se è invasiva e ne mettete pure tanta io blocco tutto senza se e senza ma.
-Maxx-12 Agosto 2015, 16:22 #10
Gli ad-blocker sono diventati ormai necessari nell'ambito della navigazione internet: possiamo stare a discutere quanto vogliamo sul fatto che il sistema pubblicitario serve per il finanziamento e la sostenibilità economica di un'attività online, ma da troppo tempo è scappata la mano dell'invasività dell'advertising e del tracking, strumenti che si sono rivelati ostili all'esperienza di navigazione e alla privacy.

Avessero stabilito le stesse realtà economiche che si servono di questo sistema dei paletti di eticità in rispetto di chi fruisce dei loro servizi, dubito che si sarebbe diffuso così tanto il fenomeno dell'ad-blocking.

C'è un detto che riassume bene il contesto: chi vuole troppo nulla stringe.

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