Da Apple proposto un nuovo sistema per il calcolo delle royalty dello streaming musicale
La Mela suggerisce un sistema più trasparente, semplice ed equo per corrispondere agli artisti i frutti del loro lavoro. Che però sarebbe più oneroso per i servizi di streaming gratuito come Spotify....
di Andrea Bai pubblicata il 18 Luglio 2016, alle 14:18 nel canale AppleAppleSpotify
Apple ha inviato una proposta al Copyright Royalty Board statunitense per promuovere una maniera più semplice per ricompensare gli autori e gli editori per lo streaming musicale. Le informazioni sono state riportate da Billboard, che ha potuto ottenere una copia della documentazione che la Mela ha inviato alla CRB. Un tentativo, almeno leggendo fra le righe, per ottenere un duplice risultato: mettere i bastoni tra le ruote ai concorrenti e mostrarsi amichevole e rispettosa degli artisti.
Si tratterebbe di un nuovo meccanismo per la definizione di un tasso normato che sarebbe "equo, semplice e trasparente, a differenza della struttura incredibilmente complicata attualmente esistente". L'impostazione andrebbe a beneficio di etichette, artisti ed editori ma renderebbe più complicata la vita a realtà come Spotify o YouTube che offrono servizi gratuiti di streaming musicale. La Mela infatti suggerisce uno schema di royalty di 9,1 centesimi di dollaro ogni 100 riproduzioni, che permetterebbe all'autore di ottenere il medesimo compenso ottenibile da un singolo download.
Il sistema attualmente in vigore prevede che i servizi di streaming riservino ad autori e publisher una fetta del loro fatturato compresa tra il 10,5% ed il 12%, che viene poi divisa in "public performance" e "mechanical royalties" e pagata agli editori o alle cosiddette "colleting societies" che si occupano poi di girare i compensi agli artisti.
Attualmente Apple e altri servizi di streaming non corrispondono lo statutory rate predefinito dalla Royalty Board perché hanno la possibilità di negoziare altri accordi con etichette e altri proprietari di diritti. Se la nuova proposta di Apple dovesse essere accolta, ovviamente il punto di partenza delle trattative separate sarebbe piuttosto differente.
La CRB, composta da un comitato di tre giudici, ha comunque da poco avviato la fase di definizione delle potenziali percentuali di royalty per il periodo 2018-2022 e attualmente non è possibile sapere se la proposta di Apple potrà essere presa in considerazione.
Apple Music ha raccolto circa 15 milioni di abbonati paganti sin dal suo debutto. Spotify può vantarne più del doppio, ma nonostante la crescita di utenti e fatturato Spotify opera ancora in perdita per via delle elevate royalty e degli accordi di revenue sharing con le etichette.










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