Con iOS 27 l'app Passwords diventa agentica: cambia le password compromesse senza intervento manuale
Con iOS 27, l'app Passwords sfrutta Apple Intelligence e Safari per accedere agli account e sostituire autonomamente le password deboli o compromesse. Serve un solo tap da parte dell'utente. La funzione arriva in autunno 2026
di Andrea Bai pubblicata il 12 Giugno 2026, alle 09:31 nel canale AppleAppleiOS
Con iOS 27 Apple porta l'intelligenza artificiale agentica direttamente nella gestione delle credenziali. La nuova funzione integrata nell'app Passwords usa Apple Intelligence e Safari per navigare i siti web, accedere agli account e aggiornare in autonomia le password deboli o compromesse, il tutto con un singolo tap da parte dell'utente.
Il funzionamento è descritto nel comunicato Apple: il sistema "naviga in maniera agentica per conto dell'utente, accede agli account e li aggiorna con password sicure". Non si tratta di compilare un modulo suggerito: Passwords esegue l'intera sequenza di accesso e modifica della credenziale senza ulteriore intervento manuale. Le nuove password generate vengono salvate nel portachiavi iCloud e sincronizzate tra dispositivi e app.
Permessi e gestione dell'autenticazione a due fattori
Prima di agire, la funzione richiede il consenso esplicito dell'utente. Se sugli account è attiva l'autenticazione a due fattori, il sistema chiede anche il permesso temporaneo di accedere ai codici di verifica monouso presenti in Messaggi o Mail, in modo da completare l'intero flusso di cambio password senza bloccarsi al secondo fattore.

Sotto la scocca, la funzione si appoggia ai modelli Apple Foundation Models di nuova generazione, eseguiti in parte localmente sul dispositivo e in parte su Private Cloud Compute. Apple ha sviluppato questi modelli in collaborazione con Google e Gemini.
Disponibilità
La funzione è disponibile in beta per sviluppatori a partire da giugno 2026 e arriverà al pubblico generale con iOS 27 in autunno. L'automazione della gestione delle password e della rotazione di credenziali eventualmente compromesse sembra essere una delle applicazioni agentiche più concrete presentate al WWDC 2026, proprio perché risolve un problema reale che la quasi totalità degli utenti tende a ignorare: le password vecchie, deboli o già esposte in data breach che restano attive per anni.










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13 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info...non ho nessuna idea di cosa potrebbe mai andare storto
...non ho nessuna idea di cosa potrebbe mai andare storto
Eh.. in effetti è anche il mio primo pensiero.
Da un certo punto di vista le AI sono come i bambini a scuola: Quando si dimenticano la risposta, si inventano qualcosa sperando di azzeccarci
Da un certo punto di vista le AI sono come i bambini a scuola: Quando si dimenticano la risposta, si inventano qualcosa sperando di azzeccarci
Bambini a scuola??
Guarda che questo è un standard nella maggior parte dei luoghi di lavoro!
"Cambio password account...ok, password cambiata"
"Siri, quale è la nuova password?"
"Per sbloccare questa funzionalità, aggiorna il tuo piano al Tier Max a soli 99,99€ / mese"
Con iOS 27, l'app Passwords sfrutta Apple Intelligence e Safari per accedere agli account e sostituire autonomamente le password deboli o compromesse. Serve un solo tap da parte dell'utente. La funzione arriva in autunno 2026
Click sul link per visualizzare la notizia.
Una delle prime cose che disattiverò
...non ho nessuna idea di cosa potrebbe mai andare storto
Chiede conferma all'utente, non è totalmente autonomo. Le persone che usano password deboli e compromesse (ragionevolmente perché tutte uguali su tanti servizi) sono persone inesperte o menefreghiste, se lasci fare a loro le cose vanno molto più storte, anzi, sono già andate storte visto che le password sono compromesse.
Non funziona così, l'AI agentica non usa un LLM per fare le operazioni, usa un LLM per generare un json che dice allo scafold quale tool deterministico (normalissimo software che useresti anche tu) usare per fare le operazioni.
Assolutamente da disattivare subito, spero che non se lo sognino anche in Android
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