BitTorrent lancia Maelstrom, il primo browser web in peer-to-peer

BitTorrent lancia Maelstrom, il primo browser web in peer-to-peer

L'obiettivo di BitTorrent è quello di rivoluzionare il modo in cui funziona il web. I vantaggi dell'uso del peer-to-peer anche per la navigazione su internet sono molti

di pubblicata il , alle 12:11 nel canale Apple
 

BitTorrent ha appena lanciato l'alpha di Maelstrom, un browser web che si pone l'obiettivo di rivoluzionare il modo in cui gli utenti accedono alla rete. Resa famosa per la sua rete di scambio di file in peer-to-peer senza l'uso di server centralizzati, la società ha cercato di espandere il concetto anche in altre aree, come la messaggistica istantanea (Bleep) o la creazione, distribuzione e vendita di contenuti (Bundle). E adesso è la volta della navigazione su internet.

Il peer-to-peer deve la sua celebrità soprattutto alla condivisione di contenuti illeciti, tuttavia i vantaggi di un approccio simile sono molteplici rispetto al cloud: il trasferimento di file di grandi dimensioni, ad esempio, è più efficiente rispetto ai metodi tradizionali e non pesa su un unico server. Inoltre, i file in condivisione rimangono sul computer dell'utente, e non vengono gestiti da server di terze parti. Un vantaggio, quest'ultimo, che BitTorrent ha sfruttato soprattutto in seguito allo scandalo NSA.

Secondo Eric Klinker, CEO della società, Maelstrom con il suo innovativo approccio può rendere il web più efficiente dal punto di vista prestazionale e sicuro: "Cosa succederebbe se gran parte del web funzionasse nel modo in cui opera BitTorrent?", si chiede retoricamente Klinker, "Project Maelstrom inizia a rispondere a questa domanda con la prima release pubblica di un web browser che può dare vita a un nuovo modo con cui i contenuti del web possono essere pubblicati e consumati. Una internet alimentata dalle stesse persone."

BitTorrent Maelstrom

L'idea alla base di Maelstrom è indubbiamente molto interessante, ma l'implementazione di un concetto così aggressivo non proprio semplice. BitTorrent ha mostrato un solo screenshot del browser, che ad oggi è stato svelato sotto forma di alpha disponibile esclusivamente ad invito. Iscrivendosi, l'utente non può utilizzarlo, ma proporre la conversione di pagine specifiche nella nuova modalità di distribuzione dei contenuti. Un'operazione non troppo complessa: "Il codice HTML resta il medesimo sul web distribuito rispetto a quello tradizionale. Le procedure di creazione di siti web saranno identiche, stiamo solo fornendo un modo aggiuntivo per distribuire e pubblicare i contenuti", ha specificato Klinker.

Ad oggi sembra assurdo immaginare una internet sviluppata su un'architettura diversa da quella basata sui server, tuttavia Maelstrom arriva in un momento in cui gli utenti iniziano a capire l'importanza della propria presenza su internet e dei dati che immettono e gestiscono. Sicurezza e privacy sono ormai parole che tuonano forte quando si parla di internet, e non è da sottovalutare il fenomeno della "net neutrality", in cui alcuni servizi "affamati di banda" (Netflix, ad esempio) potrebbero iniziare a ricevere privilegi. Il peer-to-peer potrebbe essere la risposta a tutte queste problematiche, con un metodo del tutto nuovo per distribuire i contenuti che non pesa su un unico server centralizzato.

Il protocollo potrebbe però dare fastidio a molte società che vivono con i nostri dati, dal momento che renderebbe più difficile, se non impossibile, identificare l'origine del traffico web. Maelstrom è senza dubbio un progetto molto ambizioso, ma per adesso i suoi connotati appaiono particolarmente fumosi: BitTorrent al momento sta sviluppando il software e cercando di catalizzare l'attenzione della community con la prima versione alpha e non ha ancora fatto riferimento alle feature, ai dettagli più puramente tecnici, o alle strategie di monetizzazione. Tutte informazioni che probabilmente verranno centellinate nel corso del tempo una volta che il progetto diventerà via via sempre più materiale.

Bisogna considerare inoltre che è sostanzialmente impossibile che internet possa cambiare architettura in tempi brevi. L'idea è comunque stata lanciata e vedremo nei prossimi mesi, o anni, come si evolverà. Se interessati a contribuire allo sviluppo e alla creazione del "web distribuito" è possibile registrarsi a questo indirizzo. BitTorrent non cerca solo tester, ma anche ricercatori, creativi, sviluppatori ed editori che possono richiedere la partecipazione compilando questo modulo.

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5 Commenti
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PhoEniX-VooDoo11 Dicembre 2014, 15:02 #1
in pratica tutto quello che visito (scarico) lo rendo a mia volta disponibile, diventando un peer da cui gli altri ne possono scaricare una (piccola) parte.

questo va bene e funziona per tutto quello che "esiste gia da qualche parte", ma se voglio creare un nuovo contenuto? Devo lasciare il mio PC acceso 24/24 finche non si diffonde a sufficienza?

non mi sembra una grande idea, poi con le bande in upload che girano sulle line DSL...
toni.bacan11 Dicembre 2014, 17:18 #2
L'idea di base non è male, e probabilmente avrà successo in USA e ASIA, ma qui da noi nel "Paese dei Pensionati" finché abbiamo reti DSL pseudo fast e asimmetriche, la condivisione dati è pura utopia.
Ci sono zone in cui per poter andare in internet serve una chiavetta internet perché anche la connessione telefonica 56k (oltre che essere desueta ed improponibile anche solo per aprire la homepage di Yahoo, figuriamoci la navigazione..) è talmente scadente che si chiudono le sessioni e bisogna riconnettersi
Venturer11 Dicembre 2014, 19:57 #3
Originariamente inviato da: toni.bacan
Ci sono zone in cui per poter andare in internet serve una chiavetta internet perché anche la connessione telefonica 56k (oltre che essere desueta ed improponibile anche solo per aprire la homepage di Yahoo, figuriamoci la navigazione..) è talmente scadente che si chiudono le sessioni e bisogna riconnettersi


Questa cosa mi interessa senza andare off topic.
Come è possibile che in certe zone di Italia ci sia ancora la connessione con il modem analogico? Mi sembra che Telecom un po' di tempo fa abbia dichiarato la copertura totale del territorio italiano con almeno un dslam per piccola frazione! Io avevo sentito che ci sono ancora delle zone con l'ADSL a velocità infime (poco più di un dual ISDN) ma che ci fossero ancora frazioni costrette a collegarsi con l'analogico mi sembrava impossibile.
lidel11 Dicembre 2014, 21:38 #4
Originariamente inviato da: Venturer
Questa cosa mi interessa senza andare off topic.
Come è possibile che in certe zone di Italia ci sia ancora la connessione con il modem analogico? Mi sembra che Telecom un po' di tempo fa abbia dichiarato la copertura totale del territorio italiano con almeno un dslam per piccola frazione! Io avevo sentito che ci sono ancora delle zone con l'ADSL a velocità infime (poco più di un dual ISDN) ma che ci fossero ancora frazioni costrette a collegarsi con l'analogico mi sembrava impossibile.


qui da me non c'è NESSUN tipo di adsl telecom e sono parecchi paesi ad essere sprovvisti ( pianura padana, mica in mezzo ai monti!)
satomiz11 Dicembre 2014, 22:44 #5
Ad un mio cliente di Velletri non arriva ADSL cavo di nessun tipo. Usa un router con chiavetta 3g (che va pure male). Per metterla dovrebbe Chiamare mclink gli monta una 2mb x 2mb e pagare circa 480euro al mese

Tornando al progetto, è veramente molto interessante. Seguirò gli sviluppi.

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