Apple vuole tornare al lavoro in ufficio, ma i dipendenti non ci stanno: ecco la lettera interna

Apple vuole tornare al lavoro in ufficio, ma i dipendenti non ci stanno: ecco la lettera interna

E' trapelata online una lettera dei dipendenti Apple relativamente al ritorno al lavoro in presenza. I dirigenti vogliono far passare l'idea che tutti vogliono un "ritorno alla normalità", ma per migliaia degli impiegati della Mela non sembra essere così

di pubblicata il , alle 16:01 nel canale Apple
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138 Commenti
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canislupus05 Giugno 2021, 22:52 #11
Originariamente inviato da: MaxP4
Io la vedo così... la società che paga gli stipendi ha l'esigenza di ripristinare gradualmente il lavoro in sede e i dipendenti, che percepiscono tale stipendio, devono seguire le linee guida dell'azienda.
...altrimenti possono tranquillamente cercare delle alternative più consone alle loro necessità.

È che tutta questa "pandemia" secondo me ha corrotto qualche cervello!


Originariamente inviato da: acerbo
Mi sembra ragionevole chiedere di tornare in ufficio, lo smartworking di fatto non é stata una scelta, ma una necessità.
Tra l'altro si chiede ai dipendenti di andare a lavoro 3 volte a settimana, mia moglie ci é dovuta andare sempre tranne le prime 3 settimane ad inizio lockdown.
Molta gente pensa che un vantaggio ottenuto in certe situazioni debba diventare un diritto acquisito, se non gli sta bene possono sempre licenziarsi e trovare un'azienda che gli offre un impiego in remoto al 100% del tempo e glielo mette nero su bianco nel contratto di assunzione.


Premesso che lavoro in smartworking da quando è iniziata la pandemia.
Onestamente credo che il giusto equilibrio siano 2 o 3 giorni in ufficio e gli altri da casa.
Questo perchè alcune attività sono abbastanza complesse da gestire in armonia e collaborazione senza stare a diretto contatto con i colleghi.
Però... è indubbio che bisognerebbe uscire da logiche medievali in cui il CAPO deve controllare il lavoro imponendo la sua presenza scenica in ufficio.
Si fissano degli obiettivi, si stabiliscono delle modalità di verifica e si fanno dei checkpoint per controllare a che punto si è e quanto si è deviati rispetto al percorso standard.
Invece no... è meglio fingere che a lavoro si produca di più...
Poi c'è il discorso straordinari e disponibilità...
Un conto è se viene chiesto quando si è casa di prolungarsi... ben diverso quando invece si è in ufficio... a quel punto potrebbe essere impossibile conciliare le tempistiche lavorative con quelle familiari.
Poi c'è l'aspetto stress, il rischio di incidenti nel tragitto, la possibilità che qualcuno si ammali maggiormente (sarà un caso, ma in questo anno e mezzo io non ho visto UNA PERSONA prendersi qualche giorno).
agonauta7805 Giugno 2021, 23:02 #12
Lo smart working è stata una scelta imposta dalla pandemia, se un lavoratore non se la sente di tornare a lavorare in presenza come magari ha sempre fatto per anni, forse è meglio che cambi lavoro senza lamentarsi. C'è anche gente a cui lo smart working non sta bene. Deve essere una scelta dell'azienda, non una imposizione del lavoratore che non vuole più prendere i mezzi per recarsi al lavoro
canislupus05 Giugno 2021, 23:05 #13
Originariamente inviato da: alexfri
Io nel mio lavoro sono naturalmente in smart-working essendo freelance, noto che creativamente lo scambio di idee che si ha di persona é molto ma molto maggiore che in remoto e in genere si é piu gratificati. Senza contare gli estremi (chi ci mette 2 ore ad arrivare al lavoro) e chi cazzeggia a casa, direi che lo smart working imposto é dannoso. Del resto se fosse stato cosi positivo per le aziende, perche non averci pensato prima? Semplice, perche non é positivo.

p.s. Occhio che poi l'aggiornamento del nuovo computer, della corrente, degli arredi dell'ufficio cade sulle spalle dei lavoratori, magari non a questo giro, ma contratti cosi possono tranquillamente uscire fuori... e se non ti vuoi comperare di tasca tua il nuovo computer per lavorare beh... avanti il prossimo. Cerchiamo di essere un po piu realisti amanti dello smartworkerismo, che poi é un attimo a prendersela nel ciulo.


Questa parte è COMICA.
Gli strumenti di lavoro DEVE fornirli la società per cui si lavora.
Quando ho sottoscritto il mio contratto c'era scritto solo che mi rendevo disponibile a trasferte, reperibilità e straordinari quando concordati.
Il pc che attualmente utilizzo è un laptop aziendale con vpn e duecentomila software di controllo.
Secondo te io sul MIO PC PRIVATO permetterei MAI di far installare tutte quelle cose e non essere amministratore (poi io lo sono perchè il mio ruolo lo prevede, ma questo è un privilegio dovuto).
Poi la postazione di lavoro a casa è una scelta di ognuno.
Io conosco miei colleghi che hanno delle scrivanie enormi con doppio monitor su braccio regolabile, sedia ergonomica e in generali spazi decisamente più comodi di quelli in ufficio, ma non sono e non possono essere la regola.
Concordo invece che l'ottimo sia una via di mezzo... nè tutto smartworking nè tutto lavoro in sede.
canislupus05 Giugno 2021, 23:13 #14
Originariamente inviato da: agonauta78
Lo smart working è stata una scelta imposta dalla pandemia, se un lavoratore non se la sente di tornare a lavorare in presenza come magari ha sempre fatto per anni, forse è meglio che cambi lavoro senza lamentarsi. C'è anche gente a cui lo smart working non sta bene. Deve essere una scelta dell'azienda, non una imposizione del lavoratore che non vuole più prendere i mezzi per recarsi al lavoro


E' una scelta dell'azienda, ma come tale deve essere giustificata da una logica oggettiva e non perchè qualcuno non vuole perdere il suo senso di potere.
Se tu mi dimostri che la mia produttività o più in generale la qualità del lavoro è peggiorata, hai tutto il diritto e razionalità per impormi di tornare in sede.
Se invece lo fai solo perchè tu paghi e tu decidi, puoi farlo... ma è un modo estremamente stupido di circondarsi di persone che al primo momento buono (o difficoltà ti volteranno le spalle.
Poi soprattutto prova a chiedere qualcosa di più del minimo a chi hai trattato in maniera schifosa... vedrai quante persone saranno lì a fare la fila...
giovanni6905 Giugno 2021, 23:25 #15
Chissà se invece il lato relazionale, umano possa avere anche influssi sulla capacità creativa di aziende come Apple.
coschizza05 Giugno 2021, 23:42 #16
Originariamente inviato da: McRooster23
Se la produttività non è calata ed il benessere degli impiegati è aumentato, non vedo perchè imporre il ritorno in ufficio.
Potrebbe addirittura essere controproducente qualora generasse un diffuso malcontento fra gli impiegati (come evidente dalla lettera).

Si tratta insomma di capire se è una scelta dettata da precisi motivi strategici/economici o se si parla del vecchio "ti voglio qui per controllare che non cazzeggi"


Ovvio che la produttività è calata come anche le problematiche di salute e mentali
alexfri05 Giugno 2021, 23:44 #17
Originariamente inviato da: canislupus
Questa parte è COMICA.
Gli strumenti di lavoro DEVE fornirli la società per cui si lavora.
Quando ho sottoscritto il mio contratto c'era scritto solo che mi rendevo disponibile a trasferte, reperibilità e straordinari quando concordati.
Il pc che attualmente utilizzo è un laptop aziendale con vpn e duecentomila software di controllo.
Secondo te io sul MIO PC PRIVATO permetterei MAI di far installare tutte quelle cose e non essere amministratore (poi io lo sono perchè il mio ruolo lo prevede, ma questo è un privilegio dovuto).
Poi la postazione di lavoro a casa è una scelta di ognuno.
Io conosco miei colleghi che hanno delle scrivanie enormi con doppio monitor su braccio regolabile, sedia ergonomica e in generali spazi decisamente più comodi di quelli in ufficio, ma non sono e non possono essere la regola.
Concordo invece che l'ottimo sia una via di mezzo... nè tutto smartworking nè tutto lavoro in sede.


Hai detto ben, il tuo contratto ATTUALE, pensi che un'azienda se possa non scarica gli oneri al primo contratto nuovo/aggiornamento ecc ecc... magari non in tutti gli ambiti é piossibile, nel mio servirebbero troppi solsi ad esempio, ma nelle mansioni piu da segreteria vedrai se non usciranno cose del genere. Ricorda che ogni grosso cambiamento é un'occasione per la parte più più forte a sottrarre ricchezza al più debole.
Tasslehoff05 Giugno 2021, 23:47 #18
Originariamente inviato da: canislupus
E' una scelta dell'azienda, ma come tale deve essere giustificata da una logica oggettiva e non perchè qualcuno non vuole perdere il suo senso di potere.
Se tu mi dimostri che la mia produttività o più in generale la qualità del lavoro è peggiorata, hai tutto il diritto e razionalità per impormi di tornare in sede.
Se invece lo fai solo perchè tu paghi e tu decidi, puoi farlo... ma è un modo estremamente stupido di circondarsi di persone che al primo momento buono (o difficoltà ti volteranno le spalle.
Poi soprattutto prova a chiedere qualcosa di più del minimo a chi hai trattato in maniera schifosa... vedrai quante persone saranno lì a fare la fila...
Concordo totalmente.
Alcuni commenti a questo thread mi fanno pensare che certa gente sia rimasta a una concezione del lavoro ottocentesca**, per cui comanda il datore di lavoro a prescindere e quello che concede al lavoratore è tutta grazia...

Oh ragazzi, non a caso si parla di "rapporto" di lavoro proprio perchè presuppone una relazione tra almeno due parti.
Forse l'Italia non è il posto migliore per fare questo genere di ragionamenti, visto che siamo un paese disperato dove troppe persone sono disposte a qualsiasi cosa pur di trovare un impiego, anche a costo di veder calpestati i propri diritti o subire trattamenti che in molti altri paesi sarebbero considerati aberranti.
Sta di fatto che se da una parte il lavoratore ho bisogno di un lavoro, dall'altra anche l'azienda ha bisogno di lavoratori, la necessità è reciproca.

Io come altri ho iniziato a lavorare in smart working (nel vero senso della parola, ovvero non faccio assolutamente gli stessi orari che facevo prima e gestisco il mio tempo con flessibilità massima) e durante questo anno abbondante (quasi un anno e mezzo ormai) ho variato più volte la mia posizione su questo tema.

Fin da principio (e ne sono tutt'ora convinto) però ho sempre pensato che organizzare le giornate in ufficio o in smart in modo rigido e fisso sia stupido, non ha alcun senso.
Che diavolo significa fare 2 o 3 giorni in ufficio e il resto da casa? Qual'è la logica? Giustificare l'affitto di un ufficio di fatto inutile?
E' giusto e sacrosanto lavorare in ufficio/cliente quando serve, io sono disposto anche a fare una settimana intera o un mese o mesi di fila dal cliente tornando a fare il pendolare come ho fatto per oltre vent'anni, ma deve servire a qualcosa.
Se quello che faccio dal cliente/ufficio lo posso fare benissimo da casa allora non ha alcun senso andare dal cliente/ufficio.

E non mi si vengano a raccontare manfrine riguardo all'importanza del contatto umano, sono tutte scuse campate per aria da venditori e commerciali vari, in molti casi per giustificare la propria inutile figura "professionale"...

La mossa di Apple oltretutto trovo che sia estremamente stupida e controproducente, nel senso che società di quel tipo hanno una mobilità di personale altissima, e non perchè la gente venga licenziata, ma perchè spesso chi ci lavora (parlo soprattutto del personale tecnico che ha un impatto produttivo reale, non tutto lo sciame di personaggetti commerciali, hr e compagnia cantante...) riceve costantemente offerte migliorative e spesso se ne va per altri impieghi più remunerativi, quindi Apple dovrebbe farsi in quattro per trattenere i propri dipendenti meritevoli, così invece li incentivano a lasciare l'azienda per andare dove vengono trattati meglio.

** EDIT
Oppure semplicemente trattasi di troll e soliti bastian contrari che come al solito devono sempre distinguersi dalla massa e dalle evoluzioni della società...
canislupus05 Giugno 2021, 23:58 #19
Originariamente inviato da: alexfri
Hai detto ben, il tuo contratto ATTUALE, pensi che un'azienda se possa non scarica gli oneri al primo contratto nuovo/aggiornamento ecc ecc... magari non in tutti gli ambiti é piossibile, nel mio servirebbero troppi solsi ad esempio, ma nelle mansioni piu da segreteria vedrai se non usciranno cose del genere. Ricorda che ogni grosso cambiamento é un'occasione per la parte più più forte a sottrarre ricchezza al più debole.


I contratti nazionali non vengono discussi dalla singola azienda con il singolo lavoratore.
Ma vengono stabilite appunto delle regole e si fanno dei tavoli di contrattazione.
Oltre a questo avresti dei problemi di gestione di migliaia di pc personali sui quali non si può pretendere di avere il controllo.
Nel tuo esempio assurdo tu parli di dover cambiare ogni X anni il pc in quanto deve soddisfare certi requisiti di potenza o caratteristiche (ti faccio notare che in tante società spesso passano MOLTI anni prima che si rinnovi il parco macchine).
A parte il fatto che diventerebbe impossibile stabilire a priori quale sarebbe il livello minimo accettabile (come fai oggi a dire quello che vorrai tra 1-2 o 3 anni??).
Poi il lavoratore semplicemente non accetterebbe perchè chiunque di noi quando firma un contratto si fa dei calcoli sulla adeguatezza reddituale e sarebbe un elemento troppo aleatorio per poter valutare in maniera obiettivo.
Infine dimentichi un aspetto non da poco.
CHI garantirebbe la società che gli strumenti utilizzati dal lavoratore siano sufficientemente sicuri da non costituire essi stessi un rischio?
Ipotizziamo che io mi compri, a mio carico, il pc con le caratteristiche che tu azienda mi dici.
Poi dovrei installarci anche un antivirus.
E secondo te mi installo il primo che trovo o dovrò rispettare lo standard aziendale?
E chi avrebbe l'onere del suo aggiornamento?
E se questo non avvenisse e creasse un danno?
Potrei utilizzare tale strumento anche al di fuori dell'ambito lavorativo?
E se dovesse infettarsi con un ransomware e crittare i dati della società?
Tutto questo per risparmiare cosa? 1.500 euro in 3 o 4 anni (e mi sto tenendo molto largo) a postazione?
zappy06 Giugno 2021, 09:05 #20
Originariamente inviato da: canislupus
... è indubbio che bisognerebbe uscire da logiche medievali in cui il CAPO deve controllare il lavoro imponendo la sua presenza scenica in ufficio.
Si fissano degli obiettivi, si stabiliscono delle modalità di verifica e si fanno dei checkpoint per controllare a che punto si è e quanto si è deviati rispetto al percorso standard.
Invece no... è meglio fingere che a lavoro si produca di più...


il fatto è che in genere certa gente è mentecatta e ignorante che siede sulla poltrona non per meriti ma per altri motivi.
Per cui è più facile che il "lavoro" venga misurato (senza sforzo) dalla bollatrice, piuttosto che fissare obiettivi sensati e valutare i risultati, cosa più complessa ed impegnativa evidentemente non alla portata dei soggetti di cui sopra (che generalmente non sanno nemmeno che cosa fanno di preciso i sottoposti, nè capirebbero di cosa si tratta anche se glielo spiegassero)

Originariamente inviato da: canislupus
...Se invece lo fai solo perchè tu paghi e tu decidi, puoi farlo... ma è un modo estremamente stupido di circondarsi di persone che al primo momento buono (o difficoltà ti volteranno le spalle.
Poi soprattutto prova a chiedere qualcosa di più del minimo a chi hai trattato in maniera schifosa... vedrai quante persone saranno lì a fare la fila...

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