Apple si oppone a ordine FBI nella strage di San Bernardino: 'Niente backdoor sugli iPhone'

Apple si oppone a ordine FBI nella strage di San Bernardino: 'Niente backdoor sugli iPhone'

Il CEO di Apple Tim Cook ha pubblicato una lunga lettera aperta rivolta ai consumatori della società. In questa esprime il dissenso della compagnia sulle richieste di accesso su iPhone da parte di FBI e tribunali federali USA

di Nino Grasso pubblicata il , alle 13:55 nel canale Apple
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Tim Cook ha appena pubblicato una lunga lettera aperta annunciando che Apple si opporrà ad un ordine di un giudice federale statunitense relativo al caso della strage di San Bernardino. In breve, le autorità USA hanno richiesto alla multinazionale l'accesso ai dati dell'iPhone 5C utilizzato dall'esecutore della strage, Syed Farook, dati che Apple non è intenzionata a "sbloccare". Cook sfrutta la situazione specifica per imbastire una discussione pubblica con i consumatori, che devono capire quello che di fatto vi è in gioco e le scelte della società.

Di seguito riportiamo l'opinione del CEO di Apple e della compagnia. Nella parte iniziale si loda lo smartphone come parte essenziale della vita individuale di ognuno di noi. La gente lo usa per conversare, condividere foto, ascoltare la musica, salvare note, promemoria e appuntamenti, ma anche per lavori professionali o mansioni estremamente specifiche. Diventa così importantissima la protezione crittografica dei dati salvati (funzione attiva di default sulle ultime versioni di iOS), che permette di mantenere al sicuro da occhi indiscreti tutte le informazioni dell'utente.

Tim Cook sottolinea che Apple ha collaborato pro-attivamente con gli investigatori federali per la "sconvolgente" strage di San Bernardino, consigliando loro dei percorsi perseguibili per la gestione del caso e aiutandoli all'interno delle indagini. Ma è proprio qui che si fermerà l'apporto di Cupertino.

"Abbiamo un grande rispetto per i professionisti che lavorano per l'FBI e crediamo che le loro intenzioni siano assolutamente dettate dal buon senso. Fino a questo punto abbiamo fatto il possibile nel rispetto della legge per aiutarli. Ma adesso il governo ci ha chiesto di fare una cosa che attualmente è impossibile e che è troppo pericolosa da creare. Ci hanno chiesto di inserire una backdoor su iPhone", sono queste le parole liberamente tradotte in italiano che utilizza Tim Cook quando il discorso si fa indubbiamente più caldo.

"Nello specifico, l'FBI vuole che noi sviluppiamo una nuova versione del sistema operativo di iPhone che, installato su un dispositivo recuperato durante le indagini, sia in grado di aggirare alcune importanti feature di sicurezza", ha poi continuato Cook specificando nel dettaglio gli intenti dell'agenzia federale statunitense. "Nelle mani sbagliate, però, questo software - che oggi non esiste - avrebbe la capacità di sbloccare qualsiasi iPhone se si dispone dell'accesso fisico ad esso".

Il governo vorrebbe creare un metodo per aggirare queste protezioni sul singolo dispositivo, ma Cook sostiene che un tool simile non può esistere. Inserendo l'ipotetica backdoor, infatti, questa potrebbe essere sfruttata più e più volte su tutti i dispositivi: "Nel mondo reale sarebbe l'equivalente di una chiave universale capace di aprire centinaia di milioni di serrature, dai ristoranti alle banche, ai negozi e alle case", si legge nella lettera del CEO Apple. Una mossa che comprometterebbe anni di ricerche  della società nell'ambito della sicurezza dei propri utenti.

Stando alle parole di Cook, non ci sono precedenti nella storia della giustizia americana in cui una società sia stata forzata ad esporre i dati dei propri clienti (potenzialmente di tutti gli utenti iOS), mettendoli quindi come in questo caso di fronte ad un maggiore rischio di attacco. Si tratta inoltre di una modalità che sconsigliano praticamente tutti gli esperti di sicurezza: l'indebolimento delle protezioni crittografiche metterebbe "i cattivi" sullo stesso piano delle forze dell'ordine, con i primi che potrebbero sfruttare le vulnerabilità inserite ad-hoc.

Il CEO della multinazionale di Cupertino identifica la richiesta dell'FBI come un "uso senza precedenti della legge All Writs Act del 1789", che in breve autorizza i tribunali federali ad emettere tutti gli ordini necessari "in aiuto delle rispettive giurisdizioni e adeguati agli usi e ai principi del diritto". Ma nel caso specifico le autorità statunitensi potrebbero non solo intercettare i dati dei clienti della società con un programma sviluppato ad-hoc, ma anche violare la loro privacy utilizzando senza consenso esplicito la fotocamera del dispositivo o il suo microfono. 

Cook conclude scrivendo che la decisione della compagnia di opporsi all'ordine non è stata un'azione presa alla leggera e che Apple si è confrontata con la richiesta "con il più profondo rispetto per la democrazia e con amore nei confronti della nazione". Ed è proprio per questo che Apple ha intenzione di opporsi, perché teme che queste richieste possano "compromettere la stessa libertà che il governo americano è destinato a proteggere".

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255 Commenti
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adapter17 Febbraio 2016, 14:03 #1
"Nello specifico, l'FBI vuole che noi sviluppiamo una nuova versione del sistema operativo di iPhone che, installato su un dispositivo recuperato durante le indagini, sia in grado di aggirare alcune importanti feature di sicurezza", ha poi continuato Cook specificando nel dettaglio gli intenti dell'agenzia federale statunitense. "Nelle mani sbagliate, però, questo software - che oggi non esiste - avrebbe la capacità di sbloccare qualsiasi iPhone se si dispone dell'accesso fisico ad esso".


l'iphone l'ho acquistato io, non è di Apple, FBI ordina che lo deve sbloccare....
Se lo trovo per strada, lo denuncio al sindaco e dopo un'anno diventa mia proprietà e quindi Apple lo deve sbloccare..
PietroGiuliani17 Febbraio 2016, 14:08 #2
De Lend of de Frì en de Om of de Breiv...
andrew0417 Febbraio 2016, 14:29 #3
"Niente backdoor per FBI e tribunali....L'NSA ha l'esclusiva per i prossimi 5 anni"



(è una battuta eh... non sbranatemi )
Max(IT)17 Febbraio 2016, 14:37 #4
continuo a dire che l'approccio di Apple è quello giusto: una backdoor è una porta per tutti.
Braccop17 Febbraio 2016, 14:47 #5
bahuhuahuahuahauhaua

le backdoor ci sono GIA. questa sparata e' solo per fare bella figura...

di fronte si oppongono, di dietro si pongono...
demon7717 Febbraio 2016, 14:54 #6
Originariamente inviato da: Max(IT)
continuo a dire che l'approccio di Apple è quello giusto: una backdoor è una porta per tutti.


Mah.. un arogomento controverso con pro e contro.
Difficile dire giusto o meno.

Una bakdoor è una porta per tutti.. se hai la chiave. Altrimenti è una porta chiusa esattamente come le altre.. quindi non è che sia una debolezza.
Ovvio che poi la chiave va tenuta più che al sicuro.

Poi ok la privacy e tutto.. ma a me non è che dispiaccia il fatto che l'FBI possa entrare nei cellulari se si tratta di poter combattere il terrorismo e crimini vari.
gd350turbo17 Febbraio 2016, 14:59 #7
Io non ci vedo niente di male, ( a fare una backdoor usa e getta, individuale )
Se dopo ordine di un giudice ti possono mettere sotto controllo il telefono, non vedo perchè non lo possono fare con un cellulare...
Ben inteso solo per quello specifico cellulare, oggetto di indagini !
TigerTank17 Febbraio 2016, 15:02 #8
Divertente che quando si tratti di rompere le scatole con promozioni/offerte/pubblicità più o meno lecite in quanto ad invadenze la privacy diventi un optional...ma non in caso di ordinanze su indagini di tale rilievo.
Sempre che il tutto sia vero perchè l'informazione sulla presunta realtà dei fatti non sempre è la realtà dei fatti
adapter17 Febbraio 2016, 15:02 #9
Originariamente inviato da: demon77
Una bakdoor è una porta per tutti.. se hai la chiave. Altrimenti è una porta chiusa esattamente come le altre.. quindi non è che sia una debolezza.
Ovvio che poi la chiave va tenuta più che al sicuro.


Il problema è proprio quello, nessuna porta che ha una chiave è sicura.
In qualche modo, se c'è, la apri sempre...
ambaradan7417 Febbraio 2016, 15:06 #10
Dipende.

Se uno ha perso un figlio nella strage penso che forse sarebbe a favore di dare strumenti in piu' a chi indaga.

Se uno gioca al cesso a candy crush magari no.

Dipende, tutto dipende, c'e' anche la canzone.

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