Apple sceglie Intel e saluta IBM

Apple sceglie Intel e saluta IBM

La compagnia di Cupertino annuncia il nuovo sodalizio con il colosso di Santa Clara: dalla metà del prossimo anno i primi sistemi Mac con processori Intel. Si tratta di una svolta epocale, dell' inizio del tramonto o di una scelta obbligata?

di pubblicata il , alle 11:44 nel canale Apple
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Le voci circolate nei giorni scorsi hanno trovato conferma: durante la conferenza di apertura del Worldwide Developer Conference, tenutasi ieri alle 19.00 ora italiana, Apple ha annunciato i piani per fornire sistemi Macintosh utilizzando microprocessori Intel.

Secondo i piani esposti dalla compagnia, già entro giugno del prossimo anno saranno disponibili i primi sistemi Mac basati su processori Intel, per poi completare il passaggio per tutte le macchine entro la fine del 2007. Apple ha presentato alla platea degli oltre 3800 sviluppatori (un record degli ultimi dieci anni) un’anteprima del suo sistema operativo Mac OS X Tiger su un Mac Intel-based con processore Pentium 4 3,6GHz con 2GB di memoria RAM.

Apple ha inoltre annunciato la disponibilità di un Developer Transition Kit, che comprende un sistema di sviluppo Mac basato su Intel con versioni preview dei software Apple, che permetterà agli sviluppatori di preparare versioni delle proprie applicazioni che gireranno sia su Mac basati su PowerPC che su Intel. Tale kit è disponibile a partire da oggi, e sarà consegnato nel giro di due settimane, per $999 per tutti i membri Select and Premium della Apple Developer Connection.

Alla conferenza di apertura del WWDC sono intervenuti oltre a Steve Jobs, anche Paul Otellini, CEO di Intel e alcuni responsabili dello sviluppo delle applicazioni per Microsoft e Adobe:

“Il nostro obiettivo è quello di fornire ai nostri clienti i migliori personal computer al mondo, e nel lungo periodo Intel ha in assoluto la roadmap di processori più solida,” ha affermato Steve Jobs, CEO di Apple. “Sono passati dieci anni da quando abbiamo attuato la transizione ai PowerPC, e pensiamo che la tecnologia Intel ci aiuterà a creare i migliori personal computer nei prossimi dieci anni.”

“Siamo elettrizzati nell’avere come cliente l’azienda di personal computer più innovativa al mondo,” ha affermato Paul Otellini, presidente e CEO di Intel. “Apple ci ha aiutato a creare il mercato dei PC e, nel corso degli anni è stata riconoscita per le sue idee innovative e nuovi approcci. Non vediamo l’ora di fornire avanzate tecnologie chip, e di collaborare a nuove iniziative, per aiutare Apple a continuare a fornire prodotti innovativi nei prossimi anni.”

“Contiamo di creare future versioni di Microsoft Office per Mac che supporti sia i processori PowerPC sia quelli Intel,” ha affermato Roz Ho, general manager della Macintosh Business Unit di Microsoft. “Abbiamo un solido rapporto con Apple e lavoreremo a stretto contatto con loro per cotinuare la nostra lunga tradizione di creare grandi applicativi per una grande piattaforma.”

“Pensiamo che questo sia davvero una mossa intelligente da parte di Apple e contiamo di cerare future cersioni della nostra Creative Suite per Macintosh che supporti sia i processori PowerPC sia quelli Intel,” ha affermato Bruce Chizen, CEO di Adobe.

Quello che più ha sconvolto la platea è stata la dichiarazione di Steve Jobs riguardo ad un "piano B" pronto da tempo: il CEO di Apple ha infatti confermato che negli ultimi 5 anni ogni versione di Mac OS X è stata compilata sia per PPC sia per X86.

Steve Jobs si è poi preoccupato di dare alcune dimostrazioni e alcune delucidazioni in merito al nuovo scenario che si verrà a delineare nei prossimi anni. In particolare Jobs ha dato dimostrazione di xCode2 2.1 mostrando come fosse in grado di compilare FAT binaries, ovvero codice binario in grado di girare sia su piattaforme PPC, sia su piattaforme Intel. Per tranquillizzare ulteriormente la platea, Jobs ha dichiarato che il software Mathematica è stato ricompilato in modo da poter operare sia su PowerPC, sia su Intel: l'operazione ha richiesto la modifica di solamente 20 line di codice (su un milone circa) per un totale di due ore di lavoro.

Apple si è comunque adoperata per poter garantire la retrocompatibilità con applicativi attuali sviluppati per la piattaforma PPC: è infatti disponibile una nuova tecnologia, chiamata Rosetta (chiara allusione-citazione alla storica Stele di Rosetta, la pietra in basalto nero che, scoperta nel luglio del 1799, ha permeso di avviare gli studi di traduzione dei geroglifici egizi e quindi gettare le basi dell'egittologia) che si occupa di tradurre in tempo reale il codice binario per PPC in codice comprensibile all'architettura dell'unità di elaborazione di Intel. A questo proposito Microsoft ed Adobe hanno dimostrato la corretta operatività, senza rallentamenti, delle versioni PPC di Word, Excel e Photoshop CS2 su piattaforma Mac-Intel.

Jobs stesso ha ammesso che una delle motivazioni principali che ha portato ad imboccare questa nuova strada è proprio il problema sollevato più volte: la lentezza con la quale IBM sta portando avanti lo sviluppo dei propri processori. Per questo motivo Apple non è ancora in grado di offrire un portatile della linea PowerBook con processore G5 e il tanto atteso processore a 3GHz per sistemi desktop ancora non è disponibile. IBM attualmente è molto attiva e concentrata su prodotti, di derivazione Power, destinati ad altri impieghi: basti pensare i nuovi processori realizzati per le ultime console. Probabilmente Big Blue ha preferito questo scenario dal momento che i volumi di vendita dei propri processori verso Apple non costituiscono una porzione significativa del business.

La mossa della compagnia di Cupertino ha ovviamente suscitato le più disparate reazioni. Tra utenti "traditi" e sviluppatori entusiasti, la vera domanda è: svolta epocale o inizio del tracollo? Nessuna delle due probabilmente: Apple ha dovuto fare una scelta obbligata per evitare di perdere il passo in una situazione di mercato nella quale il binomio Windows-Intel sta accusando qualche colpo ormai da tempo. Con questa nuova direzione la Mela si troverà a confrontarsi direttamente, a parità di architettura (anche se ancora non è chiaro quali soluzioni hardware verranno effettivamente adottate da Apple) con Microsoft proprio quando la compagnia di Redmond immetterà Longhorn sul mercato.

V'è inoltre da precisare, come ha fatto lo stesso Phil Schiller, CFO di Apple, che Mac OS X continuerà a vivere e a girare solamente su macchine prodotte da Apple. In questo senso sarà interessante vedere quali soluzioni adotterà la compagnia per "blindare" il proprio sistema operativo. Di contro Schiller ha aggiunto che i nuovi Mac Intel-based non supporteranno ufficialmente Windows ma che potrebbe non essere così remota la possibilità di installare tale S.O. su macchine Apple.

Alla luce di quanto appena detto è possibile ipotizzare che le future macchine Apple-Intel non saranno poi così diverse dagli attuali Macintosh: al posto di una CPU marchiata "Motorola" o "IBM", vi sarà una CPU targata "Intel". Verosimilmente sarà inoltre possibile avere a disposizione macchine leggermente più economiche: alcuni analisti hanno indicato una possibile riduzione di costi nell'ordine dei 100 dollari.

Il vero problema è comunque un altro: cosa accadrà ad Apple nel breve periodo, ovvero fino a quando non saranno disponibili i primi modelli di Mac con processore Intel? Le strategie della compagnia in questo senso non sono ancora chiare. La transizione, come già detto, avverrà a metà 2006 per terminare con la fine del 2007: non è ancora dato sapere se il parco macchine attuale verrà aggiornato con altri modelli PPC prima della transizione e, soprattutto, non è dato sapere in che modo Apple vorrà fronteggiare la percezione che il pubblico avrà di acquistare una macchina "già vecchia". Apple probabilmente considera le vendite di iPod come un eccellente tampone ad una momentanea flessione delle vendite di sistemi: sarà interessante vedere se questo tampone continuerà a funzionare per i prossimi due anni.

L'annuncio della nuova rotta ha oscurato alcune altre notizie che Steve Jobs ha comunicato nel corso della WWDC 2005. Innanzitutto è stato fatto un cenno alla prossima versione di Mac OS X: il nome in codice è Leopard e sarà pronto presumibilmente a cavallo tra il 2006 e il 2007, nel pieno del passaggio alle piattaforme Intel. In seconda battuta Jobs ha comunicato l'ormai imminente raggiungimento dei due milioni di copie vendute per quanto riguarda Tiger, con il rilascio di oltre 400 widget, 550 azioni Automator e 40 plug-in di Spotlight da sviluppatori di terze parti. E' stato poi confermato il supporto a PodCast per la prossima versione 4.9 di iTunes ed infine è stato annunciato il rilascio di QuickTime 7 per Windows.

La carne al fuoco è decisamente molta ed in questo senso risulterà molto interessante il prossimo grande evento di Apple, ovvero l'Apple Expo programmato per la fine di Settembre a Parigi: con grossa probabilità per quel periodo si avranno piani e roadmap più chiari e definiti che faranno luce sulla terza grande migrazione della Mela, dopo il passaggio da 68k a PowerPC e da Mac OS 9 a Mac OS X.

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479 Commenti
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Capirossi07 Giugno 2005, 11:50 #1
nuuuuu
Dreadnought07 Giugno 2005, 11:51 #2
Figo, danno il kit di sviluppo e porting sotto intel e lo fanno pagare pure 1000 dollari!
eleoluca07 Giugno 2005, 11:54 #3
AHAHAHAHAHAHAHAHAH sono felice e "mela" rido....

Con buona pace dei mac-isti, che presumo odiano Intel, vedendola come alter-ego di zio Bill....
Vik Viper07 Giugno 2005, 11:54 #4

Sono proprio curioso...

Beh certo, parlare di suicidio (come io stesso ho azzardato) è sicuramente irrealistico. Cmq penso che la partita si giochi in massima parte sul come riusciranno ad impedire che MacOS X giri anche su macchine non Apple.
Francamente non credo che ci riusciranno del tutto, e tutto dipenderà dai "compromessi" necessari per far girare MacOS su PC compatibili.
Difficile vedere Mac competitivi come prezzi con PC anche di marca, anche considerando il risparmio sull'architettura PPC.
Vedremo! (E non sto nella pelle al pensiero delle prospettive)
eta_beta07 Giugno 2005, 11:55 #5
ma girera pure su AMD???
Silver_198207 Giugno 2005, 11:56 #6
A dire la verità non sono così entusiasto di questo cambio,cmq il tempo ci darà risposta, e non ci resta che attendere!
Mazzulatore07 Giugno 2005, 12:01 #7
un fulmine a ciel sereno quindi... Comunque secondo me in tantissimi sognavano l'unificazione della piattaforma mac con i pc.
prio07 Giugno 2005, 12:01 #8
Originariamente inviato da: eleoluca
AHAHAHAHAHAHAHAHAH sono felice e "mela" rido....

Con buona pace dei mac-isti, che presumo odiano Intel, vedendola come alter-ego di zio Bill....



Presumi male.
Nella maggioranza dei casi la reazione sara': "hanno cambiato che?"
Chissenefrega del processore..
prio07 Giugno 2005, 12:02 #9
Originariamente inviato da: eta_beta
ma girera pure su AMD???


Di suo, no.
Solo su macchine vendute da Apple.
Mastromuco07 Giugno 2005, 12:07 #10
Anche se avrei preferito di gran lunga AMD come partner, io penso che questa scelta sia stata ben ponderata dalla Apple.

Il PPC evidentemente aveva dato tutto e non poteva essere strizzato ulteriormente in tempi brevi, una azienda che deve stare al passo coi tempi deve fare scelte che le permettano di stare al passo!

Per chi parla di suicidio: sembra che la transizione è stata pensata bene. E non penso che jobs si sia svegliato un giorno e abbia sparato la prima boiata che gli veniva in mente.

Per molte persone Apple doveva morire molto tempo addietro invece le sue vendite di computer (escludiamo l'ipod) continuano a salire ogni anno e neanche di tanto poco. Associare il nome Intel inoltre può dare sicurezza a molti indecisi che magari non passano al Mac perchè lo considerano un po' misterioso

Io il Mac l'ho preso per il software, non sicuramente per l'hardware...se mi cambiano le CPU non mi potrebbe fare nè caldo nè freddo in quanto, di fatto, il software mi rimane identico!

Imho

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