Apple non è immune dalla crisi delle memorie: via il Mac Studio da 512 GB di RAM
Apple ha eliminato silenziosamente la configurazione da 512 GB di RAM unificata per il Mac Studio M3 Ultra, portando il massimo disponibile a 256 GB. Alla base della decisione, la crisi globale della DRAM
di Andrea Bai pubblicata il 09 Marzo 2026, alle 08:41 nel canale AppleAppleMac Studio
Senza alcun comunicato ufficiale, Apple ha cancellato dalla propria pagina di configurazione la versione da 512 GB di RAM unificata del Mac Studio M3 Ultra. La mossa, avvenuta intorno al 4 marzo 2026, è la risposta silenziosa di Cupertino a una crisi globale della DRAM che sta mettendo sotto pressione l'intera filiera tecnologica.
Il Mac Studio parte attualmente da 36 GB di RAM unificata, con opzioni di upgrade che arrivano fino a 48, 96 e 256 GB, quest'ultima esclusiva del chip M3 Ultra. L'opzione da 512 GB, che era anch'essa riservata al modello con M3 Ultra, è semplicemente scomparsa dal configuratore online senza spiegazioni. Apple non ha commentato pubblicamente la decisione, ma l'interpretazione è quasi unanime: la carenza di DRAM ha reso insostenibile mantenere disponibile quella configurazione.
A confermare ulteriormente la pressione sulle scorte, l'upgrade a 256 GB, per un esborso aggiuntivo di 2500 euro, vede tempi di consegna stimati che si estendono fino a maggio 2026. Il Mac Studio nella sua versione top rimane comunque il Mac con la maggiore quantità di RAM configurabile: il Mac Pro M2 Ultra si ferma a 192 GB, mentre i modelli M4 Max e M5 Max supportano al massimo 128 GB.
La crisi della DRAM e la domanda da AI
La carenza di memorie DRAM è un fenomeno che ha origini strutturali: la corsa all'intelligenza artificiale ha concentrato enormi quantità di chip di memoria nei datacenter e nei server dedicati ai grandi modelli linguistici, sottraendo risorse alla produzione destinata al mercato consumer e professionale. Apple stessa si trova così a fronteggiare colli di bottiglia nell'approvvigionamento di componenti che normalmente destina alle sue macchine ad alte prestazioni.

A questo si aggiunge un effetto paradossale: la domanda del Mac Studio è cresciuta proprio per ragioni legate all'AI. Sempre più utenti professionali acquistano macchine con grandi quantità di RAM per eseguire modelli AI in locale, senza affidarsi al cloud. Questo ha amplificato ulteriormente la pressione sulle scorte, contribuendo ai lunghi tempi di attesa che già caratterizzano le configurazioni più gettonate.
Una mossa insolita per Apple
La rimozione di un'opzione di configurazione senza il lancio contestuale di un nuovo modello è una pratica rara per Apple. Storicamente, l'azienda ha sempre preferito allungare i tempi di spedizione piuttosto che eliminare configurazioni dal proprio listino. Il fatto che questa volta abbia scelto diversamente è considerato un segnale della gravità eccezionale della situazione attuale sul mercato delle memorie.
La configurazione da 512 GB era già di per sé un prodotto di nicchia, pensato per un segmento ristretto di professionisti con esigenze computazionali estreme, come editor video in produzione 8K, ricercatori o sviluppatori di software complessi. Nonostante l'impatto commerciale diretto sia limitato, la rimozione ha un valore simbolico rilevante: anche Apple, con la sua capacità di acquisto e la sua sofisticata catena di fornitura, nonché rapporti privilegiati e diritti di prelazione più o meno ufficiali, non è immune dagli shock che attraversano il settore dei semiconduttori.










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2 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoUna soluzione che si avvicina all'integrazione della ram direttamente nel SoC è quella utilizzata a partire dagli A18/A18 Pro dove il modulo memoria è impilato sul silicio del SoC e racchiuso nello stesso packaging.
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