Apple Music, indagine antitrust dagli stati di New York e Connecticut

Apple Music, indagine antitrust dagli stati di New York e Connecticut

L'indagine vuole verificare gli accordi stretti tra Apple e le etichette per determinare se vi sia stata una condotta che abbia volutamente cercato di ostacolare i servizi di streaming gratuiti già esistenti

di pubblicata il , alle 09:41 nel canale Apple
Apple
 

E' in corso un'indagine antitrust congiunta da parte dei procuratori generali dello stato di New York e del Connecticut per verificare le trattative che Apple ha intrattenuto con le etichette musicali relativamente al nuovo servizio Apple Music.

L'indagine sta cercando di determinare se Apple abbia influenzato o si sia collusa con le etichette perché queste abbandonassero il supporto per servizi di streaming concorrenti a favore di Apple Music. Una azione di questo tipo andrebbe a rafforzare la posizione di Apple nel mercato, regalandole un vantaggio non equo rispetto a servizi come Spotify o Pandora che offrono streaming supportato dalla pubblicità.

Universal Music Group ha inviato una lettera al procuratore di New York, Eric Schneiderman, confermando la propria parteipazione nell'inchiesta: "UMG condivide l'impegno dei procuratori generali verso un mercato robusto e competitivo per i servizi di music streaming nel mutuo interesse di consumatori, artisti, servizi e compagnie - e abbiamo un lungo trascorso in ciò. Siamo lieti di aver fornito ai procuratori generali informazioni a dimostrazione della condotta. E' nostra impressione che, date queste informazioni, i procuratori generali non hanno più intenzione di condurre ulteriori indagini su UMG a questo proposito".

La nota nega qualsiasi cattiva condotta da parte di Universal. L'etichetta non ha stretto accordi con Apple, Sony Music o Warner Music che avrebbero ostacolato i sevizi di streaming gratuiti esistenti. "Continuiamo a monitorare il mercato per assicurare che i consumatori e la concorrenza siano protetti" ha dichiarato il procuratore del Connecticut, George Jepsen.

Schneiderman e Jepsen sono già stati coinvolti nell'indagine antitrust che ha verificato gli accordi tra Apple e le case editrici sul prezzo dei libri digitali, che ha portato ad una condanna nel 2013. Apple ha in seguito patteggiato una causa collettiva per 450 milioni di dollari.

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