Apple: la censura viene dalla Cina. Chiusi iBook Store e iTunes Movie Store

Apple: la censura viene dalla Cina. Chiusi iBook Store e iTunes Movie Store

Le autorità cinesi decidono di impedire l'accesso agli store ufficiali tramite i quali Apple commercializza e distribuisce e-book e film. Un provvedimento adottato a seguito di un recente regolamento che sottopone a regole precise la pubblicazione dei contenuti creativi online

di pubblicata il , alle 12:31 nel canale Apple
Apple
 

Nessun trattamento di favore per Apple che, al pari di altre aziende occidentali, si trova a fare i conti con il regolamento recentemente introdotto dalle autorità cinesi per filtrare i contenuti creativi pubblicati online. Il primo effetto concreto della nuova disciplina elaborata dall'Amministrazione di Stato della Radio, Film e Televisione (SARFT) si è tradotto nella chiusura dell'iBook Store e dell'Itunes Movie Store nel mercato cinese. Niente libri e film, sino a nuovo ordine, nonostante la dichiarazione di un portavoce della casa di Cupertino rilasciata al The Wall Street Journal che accenna alla futura possibilità di riattivazione, senza entrare nel merito della tempistica:

Speriamo di rendere nuovamente disponibili libri e film per i nostri clienti in Cina il più presto possibile

Apple, ottenendo parere positivo delle autorità cinesi, aveva attivato a settembre dello scorso anno gli store ufficiali per la distribuzione di e-book e film destinati agli utenti che utilizzano un iDevice. Il mutamento di indirizzo è legato al regolamento entrato in vigore in Cina il 10 marzo scorso che attribuisce alle autorità cinesi poteri di controllo su "lavori creativi pubblicati online", un concetto molto ampio, all'interno del quale confluiscono non solo e-book e video, ma anche contenuti audio, giochi e immagini.

ibook

Il regolamento ha sostituito la precedente normativa risalente al 2001 ed adottata dopo l'ingresso della Cina nell'Organizzazione Mondiale del Commercio. La nuova disciplina prevede, in primo luogo, la necessità di chiedere un'autorizzazione alle autorità cinesi per pubblicare online i contenuti sopra citati e legittima l'attività di monitoraggio degli editori online portata avanti dalle autorità preposte. 

Secondo il parere comunicato dal The Wall Street Journal da Daniel H Rosen, di Rhodium Group, società di analisi di mercato specializzata nelle dinamiche dell'economia cinese, la decisione di bloccare i contenuti degli store Apple potrebbe non essere determinata da un semplice vizio di forma, ovvero dal mancato rispetto delle procedure richieste dal regolamento per pubblicare contenuti online, ma sarebbe riconducibile a ragioni di ordine sostanziale.

Scopo ultimo sarebbe applicare una forma di censura dei contenuti online e, contestualmente, proteggere e promuovere le aziende locali rallentando o bloccando del tutto l'attività delle società straniere. Una valutazione che, se corretta, potrebbe produrre ulteriori effetti negativi generati per la casa di Cupertino: si pensi al servizio di Apple Pay che l'azienda ha recentemente attivato in Cina in collaborazione con Union Pay. Un atteggiamento di chiusura nei confronti non solo di Apple, naturalmente, ma verso tutte le imprese straniere, potenzialmente in grado di danneggiare l'economia cinese nel lungo periodo, aggiunge l'analista di Rhodium Group.

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7 Commenti
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elgabro.22 Aprile 2016, 13:22 #1
Hanno fatto bene, dovremmo applicare lo stesso metodo in europa bloccando un bel po' di prodotti cinesi visto che la crisi che stiamo vivendo è colpa della Cina e della sua concorrenza sleale.
Krog22 Aprile 2016, 13:38 #2
elgabro:
si, e poi la cina smette di farci smartphone e pc, voglio vedere chi si piega prima...
Apix_102422 Aprile 2016, 14:09 #3
in italia non staremo bene bene ma in cina non se la passano certo meglio!
manca solo che gli censurino l'aria e poi sono apposto...
Cappej22 Aprile 2016, 14:46 #4
Originariamente inviato da: Apix_1024
in italia non staremo bene bene ma in cina non se la passano certo meglio!
manca solo che gli censurino l'aria e poi sono apposto...

sono uguali per tutti...
manowar8422 Aprile 2016, 14:47 #5
Originariamente inviato da: elgabro.
Hanno fatto bene, dovremmo applicare lo stesso metodo in europa bloccando un bel po' di prodotti cinesi visto che la crisi che stiamo vivendo è colpa della Cina e della sua concorrenza sleale.


si, chissà da dove proviene lo smartphone che hai o il computer da dove scrivi...
MaxiHori22 Aprile 2016, 21:03 #6
Originariamente inviato da: elgabro.
Hanno fatto bene, dovremmo applicare lo stesso metodo in europa bloccando un bel po' di prodotti cinesi visto che la crisi che stiamo vivendo è colpa della Cina e della sua concorrenza sleale.


Quale è la percentuale di import dalla cina? qual invece quella della germania?
ZannaMax22 Aprile 2016, 23:30 #7
Originariamente inviato da: elgabro.
Hanno fatto bene, dovremmo applicare lo stesso metodo in europa bloccando un bel po' di prodotti cinesi visto che la crisi che stiamo vivendo è colpa della Cina e della sua concorrenza sleale.


No veramente questa cosa te la potevi pure tenere. Informati meglio prima di scrivere per cortesia. La cina ha fatto benissimo.
Che vadano a quel paese certe aziende che vanno a rompere i marrons a casa degli altri.

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