Apple e i tre brevetti per la realtà aumentata e virtuale: dai suoni alla pulizia automatica delle lenti

Apple e i tre brevetti per la realtà aumentata e virtuale: dai suoni alla pulizia automatica delle lenti

Tra le molte richieste di brevetto che Apple deposita continuamente ne osserviamo tre in particolare che possono suggerire la direzione delle iniziative AR/VR/MR e dei dispositivi dedicati

di pubblicata il , alle 11:31 nel canale Apple
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L'ambito della realtà virtuale, realtà aumentata e realtà mista - tre diversi concetti racchiusi nella più ampia categoria di realtà sintetizzata - è al centro di una fervida attività di ricerca e sviluppo nei laboratori di Apple, che da tempo lo ha indicato in maniera più o meno chiara come la "next big thing" del prossimo futuro.

Periodicamente emergono brevetti o richieste di brevetto depositati dalla Mela che coprono concetti e tecnologie che potrebbero essere utilizzati in prodotti futuri: si usa sempre il condizionale in questi casi poiché di richieste di brevetto ne vengono depositate moltissime, spesso solo per protezione della proprietà intellettuale, e ovviamente non tutte trovano applicazione concreta. Tuttavia talvolta qualche documento è meritevole di attenzione poiché può rappresentare un indizio di ciò che l'azienda di Cupertino ha in mente quando di tratta di realtà sintetizzata. Oggi ne osserviamo da vicino tre.

Apple Glass che individuano la fonte di un suono

La prima richiesta di brevetto avanzata da Apple e che esaminiamo, è per una tecnologia in grado di rilevare i suoni dell'ambiente in cui si trova immerso l'utente ed informarlo circa la loro provenienza. La richiesta di brevetto, documentata in una domanda dal titolo "Feedback basati sull'audio per dispositvi indossabili sulla testa" non si riferisce in maniera specifica ad un dispositivo, ma è naturale pensare che si possa trattare di qualcosa concepito per un dispositivo di realtà aumentata come i fantomatici Apple Glass.

"Un dispositivo indossabile sulla testa può incorporare più microfoni per rilevare l'audio direzionale. Il dispositivo può essere configurato per fornire indicazioni visive basate sugli input audio, visualizzando un indicatore in base alla posizione della sorgente del suono" si legge nel brevetto.

Brevetto che non entra particolarmente nei dettagli ma che offre comunque qualche indizio su cui elaborare ipotesi. Possiamo quindi immaginare la Mela stia accarezzando l'idea di realizzare un dispositivo di realtà aumentata capace di "aumentare" non solo quello che l'utente vede, ma anche ciò che ascolta. Le ipotesi applicative sono molteplici, oltre a quella citata poco sopra.

Per esempio si potrebbe immaginare una situazione in cui un utente indossa questi Apple Glass e riceve una segnalazione nel momento in cui si avverte un suono particolare, con le relative indicazioni per raggiungere la fonte del suono. Ma ancora, uno scenario interessante potrebbe essere anche quello in cui il dispositivo AR sia capace di riconoscere il suono, oltre che la fonte, e di suggerire all'utente quale possa essere la sua natura. Non è da escludere che la tecnologia possa essere utile anche per chi soffre di qualche genere di handicap acustico.

La domanda di brevetto è firmata da tre ingegneri, Killian J. Poore, Stephen E. Dey e Trevor J. Ness, i quali hanno firmato anche un'altra domanda di brevetto precedente e relativa a tecnologie capaci di migliorare la visione dell'utente in condizioni di scarsa illuminazione, tramite un dispositivo AR.

Sistema di pulizia automatica per le lenti di un visore AR

Ma c'è un'altra domanda di brevetto che desta interesse, ovvero quella relativa ad una tecnologia che possa consentire la pulizia automatica delle lenti di un dispositivo AR, migliorando quindi il comfort visivo dell'utente. La pulizia delle lenti è una scocciatura ben nota a tutti coloro i quali portano gli occhiali. Nel caso di un dispositivo AR il problema potrebbe essere ancor più accentuato poiché polvere o corpuscoli potrebbero in qualche modo inficiare anche la visione delle informazioni proiettate sulla lente.

"La qualità della visione fornita dal modulo ottico può dipendere dalla chiarezza del percorso tra la sorgente dell'immagine e l'occhio dell'utente. Ad esempio le particelle possono ostruire, distorcere o influenzare negativamente la visione per l'utente" si legge nella domanda di brevetto. Apple argomenta che quando si ha a che fare con un display ad alta risoluzione e di piccole dimensioni, eventuali particelle e corpuscoli potrebbero oscurare interi pixel o piccole porzioni dell'immagine.

Il problema potrebbe verificarsi non solo sulle parti esterne della lente o del sistema di visione, ma anche se questo fosse racchiuso all'interno di un guscio protettivo: in quest'ultimo caso anche la pulizia manuale sarebbe impossibile. E abbiamo già sperimentato tutti il fastidio di osservare polvere all'interno di un orologio o di un obiettivo di una macchina fotografica, o in generale in un punto che non può essere raggiunto facilmente.

L'idea di Apple, con il suo "Controllo di particelle per dispositivi indossabili sulla testa" è quindi quella di dotare il dispositivo di un sistema di rimozione della polvere e la maniera più semplice per farlo è tramite le vibrazioni, esattamente come avviene con i sistemi di pulizia dei sensori integrati nelle moderne macchine fotografiche digitali. In questo modo il sistema potrebbe entrare in funzione periodicamente, oppure quando rileva determinate condizioni oppure ancora a seguito di un comando dell'utente.

LiDAR e ambienti sintetizzati: obiettivo immersività

Il terzo brevetto di cui parliamo oggi riguarda invece le tecnologie e le tecniche che potrebbero essere utilizzate per ricreare gli ambienti di realtà sintetizzata. Nel documento "Metodo e dispositivo per adattare un'esperienza di realtà sintetizzata ad un contesto fisico" la Mela descrive un metodo per ottenere dati e informazioni sull'ambiente dove l'utente si trova, comprese le informazioni spaziali di una "regione volumetrica attorno ad un utente". Sulla base di queste informazioni verrebbe poi creata una mappa tramite la tecnologia LiDAR, da utilizzare per comporre o personalizzare un'esperienza di realtà sintetizzata.

Apple pare avere una visione molto fantasiosa di questa cosa, almeno prestando attenzione a quanto si legge nella richiesta di brevetto: "Ad esempio mentre un utente guarda un film nel suo salotto, su un televisore, potrebbe desiderare di fare esperienza di una versione più coinvolgente del film in cui zone del soggiorno dell'utente possano diventare parte dello scenario del film". L'esempio viene poi ulteriormente allargato citando la proiezione di parti del film su pareti o pavimenti, o la visione di mappe, grafici o informazioni aggiuntive.

Per quanto una tecnologia di questo genere possa essere primariamente rivolta a dispositivi AR/VR/MR, Apple specifica che questo concetto potrebbe essere applicato anche a tablet e smartphone, e in generale tutto ciò che ha un display e può fornire elementi contestuali di esperienze SR. Infine nel documento viene citata anche la possibilità di interagire con l'ambiente sintetizzato e impartire comandi - vocali o gestuali - per modificarlo.

1 Commenti
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niky8927 Febbraio 2021, 12:58 #1
Esistono siti dedicati per i brevetti Apple, se dovesse uscire una notizia ogni volta staremo freschi, senza contare che gran parte non è ancora stato utilizzato e forse non lo verrà mai. Undici anni fa, per fare un esempio, è stato presentato un brevetto per un sistema di sensori per bici da corsa devo dire che sì è visto poi il prodotto finito.

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