Apple chiede aiuto a Google? La tecnologia di Gemini per migliorare Siri con l'AI
Per migliorare Siri, con l'integrazione dell'intelligenza artificiale, Apple sta lavorando a un accordo con Google che potrebbe portare all'integrazione degli LLM di Gemini e all'abbandono dello sviluppo di un modello interno
di Davide Raia pubblicata il 27 Agosto 2025, alle 08:01 nel canale AppleAppleGeminiGoogleSiri
Apple sta lavorando a una nuova versione di Siri, con l'obiettivo di integrare l'intelligenza artificiale per consentire agli utenti la possibilità di sfruttare un assistente più completo ed efficiente.
L'azienda di Cupertino, infatti, deve fare i conti con una concorrenza sempre più agguerrita e non può ritardare ulteriormente il lancio di una versione aggiornata di Siri. I problemi di sviluppo, però, potrebbero portare a un cambio di strategia.
Per migliorare il suo assistente vocale, infatti, Apple potrebbe sfruttare la tecnologia di unazienda esterna. La candidata principale, in questo momento, sembra essere Google con Gemini sta facendo un ottimo lavoro e, mese dopo mese, sta arricchendo il suo ecosistema con nuovi servizi AI. Google ha appena stretto una partnership anche con Meta.
Un cambio di strategia
Per migliorare Siri, con l'integrazione dell'intelligenza artificiale, Apple è pronta a cambiare strategia andando alla ricerca di un partner esterno per sfruttare la tecnologia giusta. La soluzione potrebbe essere proprio Google che, di recente, ha preso in giro gli iPhone proprio per i ritardi nell'arrivo delle funzioni AI.
Secondo le ultime indiscrezioni, infatti, Apple avrebbe avviato una trattativa con Google con l'obiettivo di ottenere una versione custom dell'LLM utilizzato per Gemini e Gemini Live, servizi che oggi sono i principali concorrenti di Siri. Come già emerso nelle scorse settimane, infatti, Apple potrebbe aver sospeso i piani di sviluppo di un LLM interno per potenziare Siri.
L'ipotesi di ricorrere a una tecnologia esterna, quindi, sta diventando sempre più concreta. Google starebbe già testando un modello inedito da eseguire sui server Apple per il potenziamento di Siri.
Una soluzione di questo tipo permetterebbe ad Apple di ridurre gli investimenti nello sviluppo di un nuovo modello in tempi rapidi. L'azienda di Cupertino avrebbe comunque la possibilità di lavorare, con più calma, al progetto ma, nel frattempo, sarebbe già in grado di mettere a disposizione dei suoi utenti una versione migliorata di Siri.
Appuntamento al 2026?
Per la nuova versione di Siri potrebbe essere necessario attendere ancora diversi mesi. Gli ultimi rumor in merito al progetto, infatti, confermano il possibile arrivo di un aggiornamento soltanto nel corso della primavera del prossimo anno. Staremo a vedere se l'accordo con Google modificherà le tempistiche.









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4 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoPiù che alla frutta direi che stanno sorseggiando il digestivo!!
Purtroppo dopo l'implementazione degli strumenti di Machine Learning nei suoi OS ( CoreML ), Apple non è stata capace di portare avanti una evoluzione verso un suo modello AI. A parte qualche balocco in macOS ( Image Playgrounf - in nomen omen ) tutto si è fermato. Il perchè è semplice: l'ossessione di far girare quasi tutto on device nonostante la scarsa dotazione di memoria sui suoi dispositivi ( i MacBook Air dell'anno scorso partivano con 8GB di memoria così come gli iMac; gli iPhone 15/15Plus, 14 Pro/Pro Max hanno 6GB di Ram rendendo impossibile l'esecuzione di Apple Intelligence ). Ora il programma Apple Intelligence ora è in stato comatoso: Giannandrea è stato silurato e parecchi ingegneri sono andati in altre realtà ( Meta ) con stipendio raddoppiato e maggiori libertà.
Intanto Siri fa pietà e se si vuole qualcosa di più dal semplice " Ehi Siri, dimmi che ore sono " o " scrivi un messaggio a... " si deve appoggiare a ChatGPT.
Non ha alcun bisogno di fare giochini simili.
Allo stato attuale Google sta guadagnando alla grande vendendo a caro prezzo pale e picconi ai cercatori d'oro (Apple, Meta, ecc.) ed ha pure casi d'uso interni per i LLM senza bisogno di avere un agitprop come Sam Altman che le tenga su le azioni ed attiri investitori (che nel caso di OpenAI prima o poi vorranno vedere un profitto che ancora non c'è
Probabilmente quanto la AI bubble farà il botto, Google sarà una delle aziende che ne risentirà di meno.
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