Apple a caccia di aziende di chip AI: i suoi server M2 Ultra non bastano

Apple a caccia di aziende di chip AI: i suoi server M2 Ultra non bastano

Secondo The Information la Mela ha sondato banchieri e startup del settore per possibili acquisti: i chip M2 Ultra dei suoi data center non reggono i carichi AI, e il nuovo Siri con Gemini gira ancora su hardware Nvidia nel cloud di Google

di pubblicata il , alle 08:33 nel canale Apple
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Apple è riuscita a costruire un robusto vantaggio competitivo sui chip che progetta da sé, da iPhone fino ai Mac. Sui server che devono far girare la sua intelligenza artificiale, però, quel vantaggio si è inceppato, al punto che la società sta valutando un'operazione di ampia portata: comprare aziende esterne. Secondo The Information, che ha riportato per prima l'indiscrezione, nei mesi scorsi Apple ha avviato contatti con startup di semiconduttori chiedendo se fossero disposte a farsi acquisire.

Il motivo riguarda i data center che Apple usa per parte dei compiti di AI, i quali al momento girano su chip M2 Ultra di sua progettazione, e stanno mostrando il fianco. Il lavoro più pesante, incluso il modello Gemini dietro il nuovo Siri, è affidato a chip Nvidia ospitati nel cloud di Google. Apple avrebbe provato a spostare quel carico sulle proprie macchine, ma l'infrastruttura si è rivelata insufficiente.

Il chip che è slittato

Un chip server di sua progettazione c'è, in cantiere: nome in codice Baltra, atteso per quest'anno. Ma secondo Bloomberg, un processore abbastanza potente da competere con Nvidia potrebbe non arrivare prima del 2029, con un aggiornamento a chip M5 Ultra a fare da tampone nel frattempo.

Su un orizzonte del genere, aspettare il silicio giusto significa restare per anni dipendenti da hardware altrui proprio nella fase in cui l'AI è la priorità dichiarata dell'azienda. Da qui l'ipotesi di accorciare i tempi comprando competenze già pronte sul lato server, dove l'esperienza di Apple, costruita sui dispositivi di consumo, è più scoperta.

Un portafoglio più aperto

Comprare grande sarebbe una rottura delle abitudini di Cupertino. L'operazione più costosa di sempre resta l'acquisto di Beats nel 2014, tre miliardi di dollari; l'intero impero dei chip è nato invece da una spesa molto più contenuta, i 278 milioni pagati per PA Semi nel 2008. Anche gli acquisti di quest'anno restano misurati: circa due miliardi per la startup di AI Q.ai, seconda operazione più grande nella storia della società.

Due elementi suggeriscono che stavolta Cupertino sia pronta a spendere di più. Il direttore finanziario Kevan Parekh ha detto agli analisti che l'azienda abbandonerà l'obiettivo, tenuto a lungo, di mantenere in cassa una liquidità pari al debito: una scelta che libera risorse. E la cassa non manca, visto che a fine marzo Apple disponeva di una liquidità complessiva di 45,6 miliardi di dollari.

Le acquisizioni restano comunque solo una delle strade. Apple è in trattativa anche con PrismML, startup che comprime i grandi modelli di AI per farli girare direttamente su iPhone, e ha appena confermato un impegno da 30 miliardi di dollari per chip Broadcom, collaborazione estesa fino al 2031. La direzione è la stessa: sganciarsi da Nvidia e dalla morsa su memorie e hardware che sta ridisegnando il settore.

1 Commenti
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supertigrotto16 Luglio 2026, 09:38 #1
Sempre più aziende vogliono sganciarsi da Nvidia,forse perché hanno adottato una politica di vendita e di controllo troppo aggressiva?
Comunque ci sono diverse aziende molto valide,dipende da quanto vogliono spendere.
Apple in passato ha collaborato un pochino con AMD,potrebbero usare gli acceleratori instinct intanto per tamponare oppure Rebellions , Tenstorrent,Cerebras o altri finché nel frattempo,non sviluppano la loro soluzione proprietaria.
Vero che possono acquisire una start up ma in questo periodo è più difficile,con questa ebrezza da IA,qualsiasi start up pensa di essere la nuova Nvidia e quindi difficilmente si farà acquisire.

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